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Fermana, Rosati esce allo scoperto: «Trattiamo l'acquisto e siamo a buon punto».

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - Il manager, già ds gialloblù in passato, conferma che l'operazione è partita e, se tutto andrà bene, si concluderà entro un paio di settimane, quindi in tempo per pianificare il calciomercato di gennaio. A sostenere finanziariamente il progetto imprenditori e sponsor locali, il presidente sarà un fermano doc.


«Sì è vero, stiamo trattando l'acquisto della Fermana Football Club».

Gianni Rosati esce allo scoperto e conferma le indiscrezioni pubblicate in anteprima da Vivere Fermo una settimana fa.

«Sono stato contattato dall'ingegner Massimiliano Tintinelli, consulente della Fermana, che mi ha chiesto se ero interessato ad entrare nella Fermana per risollevarne le sorti e ho risposto si - dichiara Rosati - però io sono solo un direttore sportivo, posso occuparmi di tutta la parte tecnica, mentre in questo momento alla Fermana servono soprattutto aiuti di natura finanziaria. Per questo motivo sono riuscito già a mettere insieme un gruppo di alcuni imprenditori, per ora tutti locali, interessati a sostenere la Fermana. L'idea è di creare una holding nella quale andranno a confluire sia questi imprenditori che tutti gli sponsor, sia attuali che futuri. Questa holding deterrà le quote della Fermana Football Club».

Questa operazione escluderebbe definitivamente la cordata di Di Matteo e anche un'altra locale che si era fatta avanti la scorsa estate durante un'assemblea dei soci di fine luglio, dove comunque non era piaciuta a nessuno, e che in ogni caso non si è più palesata.

«Sabato ho illustrato il progetto alla famiglia Simoni (da settembre proprietaria al 100% delle quote della Fermana) e anche all'amministrazione comunale di Fermo - rivela Rosati - nelle persone del sindaco Calcinaro e dell'assessore allo sport e bilancio Scarfini ed è piaciuto a tutti, il sindaco mi è parso molto disponibile per tutto quello di sua competenza (gestione stadio e impiantistica), per questo abbiamo deciso di andare avanti e procedere».

L'idea di Rosati non poteva non essere bene accolta: nelle condizioni, finanziarie e tecniche, in cui si trova oggi la Fermana, ci sono ben poche alternative. Entro questa settimana il progetto sarà nero su bianco e consegnato all'advisor Tintinelli.

«Naturalmente ci sono molte cose da limare - prosegue la spiegazione Rosati - il debito è il problema principale, però se ne stanno occupando gli avvocati (per la Fermana il tributarista anconetano Gambelli e per Rosati il campano-toscano Gammieri ndr.) e credo che non sia un problema insormontabile. Io comunque voglio occuparmi solo delle questioni tecniche, una volta costituita la holding di tutte le questioni societarie e finanziarie se ne occuperà l'amministratore che è l'avvocato Gammieri, la cui professionalità ho avuto modo di conoscere a Pistoia, sia il padre che il fratello sono commercialisti altrettanto bravi. Gammieri sarà l'amministratore della holding, mentre il presidente della Fermana sarà un fermano doc apprezzato da tutti. Se tutto andrà bene l'operazione si concluderà entro un paio di settimane, quindi in tempo per pianificare il calciomercato di gennaio. Domenica ero allo stadio a vedere Fermana-Torres - conclude Rosati - la squadra mi è piaciuta per l'atteggiamento e per l'impegno, naturalmente sono necessari alcuni importanti rinforzi di organico che porteremo nella sessione di mercato di gennaio».

PROFILO DI GIANNI ROSATI
Marchigiano, Gianni Rosati è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. A Fermo ha frequentato le scuole medie e l'Itis Montani quando il padre Armando allenava la Fermana negli anni '60. Nasce in quegli anni il suo legame per la Fermana Calcio di cui poi, trent'anni più tardi, è diventato direttore sportivo dal 1994 al 1997. Nel primo anno con i gialloblù appena promossi in C2 (allenatore Nobili), riuscì a raggiungere la salvezza anticipata senza playout pur avendo giocato tutte le partite casalinghe del girone di andata lontano da Fermo per i primi lavori di ammodernamento dello stadio Recchioni. L'anno dopo (allenatore Alessandrini) colse una inattesa e miracolosa promozione in C1 ai playoff eliminando corazzate come Ternana e Livorno. Nel primo anno di serie C1 da neopromossa a gennaio la Fermana era 2° in classifica; nonostante lo smantellamento della squadra necessario per far rientrare dall'esposizione finanziaria la società e il suo presidente Belleggia, arrivò di nuovo la salvezza ai playout contro il Trapani.
Lasciata la Fermana per divergenze con il nuovo patron Battaglioni e per la chiamata del Genoa in serie B, il suo lavoro continuò a dare frutti perché due anni dopo la Fermana che conquistò la serie B era costituita ancora da alcuni giocatori che aveva fatto venire a Fermo lui anni prima: il capitano Di Fabio, Scoponi, Di Venanzio, Morelli e soprattutto l'allenatore Ivo Iaconi.
Con le cessioni al Genoa di tutti i giocatori portati a Fermo anni prima da Rosati (Soviero, Portanova, Mengo, Carfora, Luciani e Pelliccia) la Fermana di Battaglioni incassò due miliardi di lire, per l'epoca e per la società gialloblù una cifra gigantesca che contribuì non poco alla promozione in serie B.
Dopo Fermo Rosati ha conosciuto la serie B a Genova e poi la serie A con la Reggina, e non ha lanciato solo giocatori (oltre a quelli di prima anche Missiroli, Zola e De Biasi tanto per citarne alcuni) ma pure allenatori: ha avuto Allegri alla Spal, Mazzarri alla Pistoiese in serie B, poi Italiano al Trapani (promozione in B) e il fermano Ficcadenti alla Pistoiese e al Fiorenzuola. Due anni fa il ritorno alla Pistoiese da cui se n'è andato un mese fa per divergenze con la proprietà.

NON C'È DUE SENZA TRE
Rosati già tre anni fa e poi l'anno successivo provò a rilevare la Fermana, anche se con alle spalle una cordata diversa da quella di oggi. In entrambi i casi Vecchiola e i Simoni dissero di no perché erano sicuri di poter andare avanti con i loro mezzi. I risultati invece sono davanti agli occhi di tutti.
In questo momento sembra l'unico manager interessato a rilanciare davvero la Fermana, a Fermo ha moltissime conoscenze e tanti amici quindi non è certo suo interesse fare brutta figura né speculare.
«Non pretendo di essere simpatico a tutti - scherza Rosati - però nel mio lavoro ho sempre dato il massimo e tutto me stesso. Il fatto di voler tornare a Fermo dopo tanti anni significa che sotto sotto un po' sono anche tifoso no?».

Nella foto di copertina: Rosati ds della Fermana allo stadio “Mazza” di Ferrara poco prima della finale playoff contro il Livorno che portò la Fermana in serie C1 nel 1996.

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Questo è un articolo pubblicato il 05-12-2023 alle 21:56 sul giornale del 06 dicembre 2023 - 2646 letture


Paolo Bartolomei




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