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Patrizio Parlatoni: un "maestro" autorevole e scherzoso. Mercoledì l'intitolazione della sala insegnanti del Liceo artistico Preziotti-Licini

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di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


Sarà un piccolo/grande evento. Molto significativo. Mercoledì 6 dicembre, alle ore 10, l'aula insegnanti del Liceo artistico Preziotti-Licini di Fermo avrà un nome. Sarà quello del prof. Patrizio Parlatoni già insegnante di Discipline progettuali del designer dei metalli e dell'oreficeria. Sulla targa apposta al muro spiccherà una lastra che riporta uno degli ultimi – forse il più bello – dei gioielli disegnati dal professore morto il primo aprile di quest'anno.

Il collegio docenti ha accolto bene la proposta avanzata dal prof. Rossano Perotti e ha deliberato per l'intitolazione. Patrizio Parlatoni resterà così nella memoria dei colleghi che lo hanno avuto accanto e di quanti verranno successivamente. Ma servirà anche a indicarlo come esemplare “maestro” agli studenti che hanno seguito le sue lezioni, e a quelli che siederanno in futuro sui banchi della scuola un tempo Istituto d'arte Preziotti.

Proprio uno dei suoi ragazzi lo ha ricordato così: «Tu non eri solo un "semplice" professore, la cui cultura era talmente vasta da spaziare in ogni campo, sia artistico che tecnico... Eri molto di più.
Sei stato un Caro Amico, un fratello maggiore ma, soprattutto, un ineguagliabile compagno di merende per scherzi di ogni tipo». Parlatoni era giocoso, allegro, pieno di voglia di vivere. Continua così a tratteggiarlo il suo studente: «La tua immancabile presenza in ogni gita scolastica era una garanzia; sapevamo già che, oltre ad essere un evento culturale degno di nota, avrebbe poi avuto risvolti goliardici e comici a dir poco, soprattutto per noi malcapitate, e consapevoli, vittime dei tuoi scherzi». E poi il dettaglio delle gite a Roma che, dopo «un'abbuffata culturale (musei, mostre, monumenti, ecc.)», continuavano «da Giolitti per strafogarci senza ritegno di gelato, e poi correre al LunEur, a strillare come cretini sulle montagne russe e tutte le varie attrazioni più assurde di quel luna park». Attento all'insegnamento e attento ai giovani, dunque.

«Sei stato un eccellente Maestro, - conclude la lettera - hai saputo rendere merito a quell'istituto, lo stesso che oggi si ritrova a rendere omaggio ad un Grande Uomo che ha saputo celebrare l'Arte in ogni suo dettaglio».

Ricostruiamo anche noi alcuni passaggi della vita di Patrizio Parlatoni. Nato nel 1950 a Fermo, aveva frequentato l'Istituto d'Arte Umberto Preziotti conseguendo il diploma di Maestro d'Arte. Nei primi anni '70, insieme al fratello Maurizio, aveva frequentato l'Accademia delle Belle Arti e successivamente la facoltà di Architettura presso La Sapienza. Laureatosi nel luglio del 1978, aveva superato brillantemente l'esame di stato per l'iscrizione all'Albo degli Architetti di cui, per la provincia di Ascoli Piceno, fu anche tesoriere.

Il suo attaccamento a Roma era fortissimo. Da universitario, per raggranellare qualche soldo, con il fratello si faceva Cicerone raccontando sapientemente la città eterna, specie durante l'Anno santo. Da insegnante, la capitale era spesso meta delle gite d'istruzione. Così come la proponeva agli amici, la domenica.

Nel 1985, vincitore del concorso a cattedra, era entrato di ruolo proprio nel suo Istituto d'Arte.

Il 16 ottobre del 1993 prendeva in moglie la signora Ludovica Galandrini e nel 1996 nasceva Raffaello, non a caso il nome di un grandissimo pittore, nonché marchigiano.

La sete di bellezza e di curiosità lo ha portato con i suoi alunni e anche con sua moglie a visitare musei e case di artisti in tutta Europa, dall'Olanda alla Germania, dalla Francia (Louvre, Museo D'Orsay) all'Inghilterra sino alla Svizzera (Villa Le Lac di Corbusier).

In Costa Azzurra, ha voluto seguire le tappe dei pittori che vi svernavano: da Picasso a Le Corbusier. Passione viaggi e passione cultura.

Se chiedete ai suoi amici una delle caratteristiche del prof. Parlatoni, vi diranno la «convivialità, le cene con le cozze, il gusto di stare insieme». Se lo chiedete ai suoi allievi, vi risponderanno «autorevolezza, grande cultura, grande umanità».



Questo è un articolo pubblicato il 04-12-2023 alle 08:58 sul giornale del 05 dicembre 2023 - 2992 letture


adolfo leoni




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