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Porto San Giorgio: una panchina rossa contro la violenza sulle donne

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di Luigi De Signoribus

fermo@vivere.it


Per tutte quelle donne che non si possono più sedere, per tutte quelle che non ci sono più. Porto San Giorgio celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne con l'aiuto delle scuole e delle istituzioni civili e militari.

L'assessore alla cultura Carlotta Lanciotti: “In riferimento a questa tematica, sono dell'opinione che alcuni aspetti culturali della nostra società vadano insegnati ai più piccoli e offerti loro come spunto di riflessione. Per questo motivo sono state coinvolte alcune classi dell'Isc Nardi e del Liceo Artistico Preziotti-Licini, che hanno contribuito alla realizzazione di tale istallazione”. La panchina rossa è, infatti, affiancata da un albero di un altrettanto colore rosso, realizzato proprio dagli studenti del liceo, su cui sono stati appesi fiocchi e pensieri che i bambini dell'Isc Nardi hanno scritto per l'occasione. “Dato il contesto sociale attuale – le parole del sindaco Valerio Vesprini – nel quale, oggi più che mai, il tema della violenza di genere è così sentito, la riflessione che qui facciamo è per voi giovani, perché voi sarete il futuro, il futuro sangiorgese e il futuro italiano. Questa istallazione non sarà solo il simbolo di non violenza sulle donne ma, in generale, del no alla violenza verso tutti”.

A specificare ulteriormente le ragioni del coinvolgimento degli istituti scolastici è il neo assessore all'istruzione Marco Tombolini che aggiunge: “Felice della proficua collaborazione che c’è con le scuole. Il tema per noi è sentitissimo e insieme all’assessore per le pari opportunità Lanciotti abbiamo voluto creare questo incontro con le nuove generazioni perché pensiamo che proprio da queste si debba partire per sensibilizzare sul tema. Dobbiamo ora abituarci di più all’educazione affettiva, all’intelligenza emotiva, al fatto che le parole e i gesti hanno un peso, nel lavoro e nella sfera privata. Contro la violenza tutti possono fare qualcosa, dai più piccoli ai più grandi”.

Dati alla mano, in Italia avviene un femminicidio ogni tre giorni. Ce lo dice la presidente della commissione regionale pari opportunità Maria Lina Vitturini: “Il tema è attuale e molto sentito. Ogni anno, in regione, presentiamo i dati della situazione italiana che non sono per nulla rassicuranti, poiché ci dicono che, almeno una volta, una donna, purtroppo, nella propria vita, dai 17 ai 70 anni, ha subito una qualche forma di violenza. Ma la violenza non è solo il femminicidio, che è la punta dell’iceberg, oppure quella che si vede perché lascia i segni. Ci sono altri tipi di violenza, come la violenza psicologica o quella che tra i giovani serpeggia sotto forma di bullismo quando si denigra un ragazzo, lo si insulta o lo si tratta male. Per le scuole infatti, alla luce di quello che è accaduto e che sta accadendo negli ultimi giorni, uscirà una nuova materia scolastica, educazione all’affettività, ovvero l'insegnamento del rispetto tra i più giovani, che di certo sarà davvero utile”. Vitturini ha ricordato agli studenti presenti anche la possibilità di chiamare il 1522, il numero di emergenza che può essere contattato non solo da donne in difficoltà, ma anche dai figli che percepiscono, che vedono e che subiscono una situazione di disagio in famiglia.

E se da una parte, in una società che si reputa evoluta, si combatte ancora affinché le donne non siano vittime di violenza, dall'altra si celebrano alcune vittorie che il genere femminile ha raggiunto in tempi relativamente recenti e che, in realtà, dovrebbero essere consolidate già da tempo. Si tratta infatti della testimonianza del tenente della Guardia di Finanza Alessia Valletta che ci ricorda un particolare fatto: “Solo nel 2000 le donne hanno visto aprirsi le porte di questo corpo di polizia. Una cosa che qualche decennio fa poteva sembrare strana ma che ora è, invece, la realtà”.

Alla rosa degli interventi anche la referente pari opportunità per il comune Dott.ssa Alessandra Cognigni che conferma una certa dose di delicatezza nell'affrontare un tema del genere nelle scuole, ma che dimostra un segno di forte sensibilità all’educazione e alla non violenza. “Solo con tali attività – afferma Cognini - si creeranno ragazzi migliori, in una società migliore”. Dello stesso parere anche il preside dell'Isc Nardi Roberto Vespasiani che aggiunge: “La didattica dell’affettività è un mondo molto particolare. Noi, come scuola, dovremmo sicuramente attrezzarci con formazione specifica dei docenti. Saremo ben lieti di iniziare un percorso perché l’unico nostro obiettivo sono i ragazzi e bambini”.

Sono stati loro infatti, i bambini e i ragazzi, i veri protagonisti dell'evento, grazie alle attività che hanno svolto durante le ore scolastiche nel segno di un rispetto reciproco tra maschi e femmine. Le loro promesse enunciate oggi si sono rivelate degli inviti al dialogo, alla comprensione, alla difesa, alla non aggressività con parole e gesti, alla non svalutazione della donna in quanto tale, alla non indifferenza e al non generare nei genitori di una figlia la paura che questa non torni a casa.

Queste le parole, amare, di una studentessa del Liceo Artistico a conclusione dell'incontro: “Oggi siamo qui riuniti in una ennesima manifestazione contro la violenza sulle donne. Quando non ce ne sarà più bisogno? Quando camminiamo per strada di sera, abbiamo paura e non è naturale. Ci troviamo a subire molestie da parte di uomini adulti per strada che fischiano, ci inseguono e assumono atteggiamenti che possiamo immaginare. Penso anche che a tutte, magari, è successo di sentirsi dire che il treno, dopo una certa ora, non lo possiamo prendere, sempre per colpa di stupri che sono accaduti all’interno di questi mezzi. Altre precauzioni sono il dover capire se il nostro fidanzato possa da un momento all’altro strangolarci e ammazzarci o dover pensare due volte prima di dire di no perché non possiamo essere sempre sicure della reazione che riceveremo. Da queste situazioni sono partiti dibattiti e slogan sui social che invece di unire le persone per combattere questo problema, hanno iniziato a discutere su argomenti fini a se stessi, che non portano alla sua soluzione, bensì ad una divisione tra i due sessi. E questo lo abbiamo notato tutti”.






Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2023 alle 16:03 sul giornale del 04 dicembre 2023 - 192 letture






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