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Fermo: “Raffaella Carrà: la ragazza perfetta”, Adriana Pannitteri presenta al Teatro dell’Aquila il suo libro sull’icona mondiale

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da Silvia Cotechini


Sabato 2 dicembre il pubblico del Teatro dell’Aquila ha scoperto una Raffaella Carrà “inedita” insieme alla giornalista del TG2 Adriana Pannitteri.

Cosa c'è di meglio di un pomeriggio di sabato al Teatro dell’Aquila in compagnia dell'icona Raffaella Carrà? La giornalista e scrittrice Adriana Pannitteri ha catturato l’attenzione del pubblico con il suo libro intitolato “Raffaella Carrà: la ragazza perfetta”. La presentazione è stata organizzata dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Fermo, guidata dalla neoeletta presidente Romina Giommarini, che in una conferenza di qualche giorno fa ha espresso il suo entusiasmo nel presentare al pubblico fermano questo esempio di donna che ha cambiato usi e costumi della società italiana e che ha avuto un impatto positivo su tutte le donne: “Questo è un libro alla portata di tutti, che non solo ripercorre la vita della star internazionale, ma attraversa anche la vita dell’autrice stessa: scorrendo le pagine troviamo una piccola Adriana che si nascondeva per sbirciare la tv e alla fine una Adriana adulta ancora in attesa di Raffaella sul piccolo schermo”.

Il moderatore Giovanni Chilante, giornalista dell’associazione culturale Novecento, invita sul palco il Sindaco Paolo Calcinaro: “In questo periodo storico è sempre più difficile confrontarsi, si preferisce lo scontro. È un mondo complesso soprattutto per le donne e per cambiarlo serve l’impegno da parte di tutti, serve confronto e conoscenza, perché alcune tematiche rischiano di rimanere oscure per una parte della popolazione”. “Raffaella Carrà è un mito, una donna che è diventata simbolo di libertà e emancipazione – aggiunge l’assessore con delega alle Pari Opportunità Micol Lanzidei – Ringrazio Adriana Pannitteri per averci offerto questa importante occasione”. I ringraziamenti dell’amministrazione vanno a Luciana Mariani, consigliera provinciale con delega alle Pari Opportunità, e al dirigente comunale Gianni Della Casa.

E finalmente sale sul palco Adriana Pannitteri, volto noto del TG2 e giornalista con una spiccata sensibilità per i temi del femminicidio e della salute mentale. Il 25 novembre Pannitteri è scesa in piazza come inviata per raccontare la manifestazione a Roma, e sull’argomento ha le idee molto chiare: “Le misure legislative più strette non bastano, serve anche la prevenzione per i giovani. Vedo tanta solitudine e fragilità tra i ragazzi, dobbiamo affrontarle”.

Il suo libro “Raffaella Carrà: la ragazza perfetta” è stato pubblicato quest’estate da Morellini editore. Il libro contiene anche un contributo di Vincenzo Mollica, una delle persone che ha conosciuto meglio la Carrà. L’idea di questo volume nasce dall’incontro con una regista che aveva conosciuto la Carrà e ne era anche un’ammiratrice. E così Pannitteri comincia il suo lavoro da cronista. Purtroppo la giornalista non ha mai conosciuto la Carrà di persona, per questo motivo ha deciso di raccogliere “briciola dopo briciola” le esperienze di testimoni che hanno vissuto con Raffaella. Questi “testimoni” sono persone che hanno ricevuto qualcosa da Raffaella: un esempio è quello di Stefano Forti, un ballerino selezionato da Raffaella a soli 18 anni. Al tempo dell’incontro il ragazzo stata vivendo un periodo buio, rimaneva spesso chiuso in casa e saltava gli allenamenti a causa di un grave lutto. Raffaella lo ospitò a casa sua per aiutarlo personalmente a uscire dal dolore. In generale, era stata una sorta di “Pippo Baudo” anche lei, amava introdurre i giovani nel mondo dello spettacolo e scoprire nuovi talenti.

Pannitteri confessa di aver sempre immaginato Raffaella come una donna “tutta fru fru”, ma poi indagando sulla sua vita ha scoperto un lato semi-nascosto della diva, quello di donna forte che si è battuta per le adozioni a distanza e ha fatto molta beneficenza, oltre a sostenere, come noto, il mondo LGBTQ+. “Raffaella è diventata un’icona gay involontariamente – dice la giornalista – nel libro racconto la testimonianza di Giuliano che si è sentito libero di esprimere sé stesso proprio guardando Raffaella ballare con i suoi vestiti di paillettes”. Raffaella si sentiva libera e con la sua grinta ha spinto Giuliano e molti altri a sentirsi a loro volta liberi. Particolarmente in Sud America e in Spagna Raffaella è ricordata come una “musa della libertà”.

Ma in pochi hanno conosciuto la vera Raffaella. Come suggerisce il titolo del libro, Raffaella era una ragazza alla costante ricerca della perfezione, ma come accade spesso per le star internazionali – si può leggere qualcosa di simile nelle biografie su Michael Jackson, per fare un esempio – l’ossessione della perfezione porta ad allontanarsi da tutti gli altri, perché si tende a temere ogni tipo di giudizio e quindi a perdere fiducia nel prossimo. Perfezione significa, inevitabilmente, solitudine. Raffaella è riuscita a nascondere molti lati di sé, come la fede, vissuta sempre in maniera privata, e la malattia. Per questo motivo la sua morte è stata come un fulmine a ciel sereno, solo due persone vicine alla diva ne erano al corrente. Il motivo? Forse non voleva far soffrire i suoi fan, o, ancora più probabile, voleva solo che tutti la ricordassero nella sua forma migliore.

Insieme all’autrice, pagina dopo pagina, il lettore scoprirà tutte le sfaccettature di quella che rimarrà per sempre una delle icone più grandi della TV italiana.


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Questo è un articolo pubblicato il 03-12-2023 alle 14:24 sul giornale del 04 dicembre 2023 - 290 letture






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