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Due imprenditori locali pronti a prendere la Fermana, sabato l'incontro

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - Imprenditori locali sono pronti a rilevare la società gialloblù, sabato ci sarà l'incontro decisivo con gli attuali soci del sodalizio canarino e col sindaco Calcinaro. Corsa contro il tempo per provare a salvare la Fermana senza doversi rivolgere a "stranieri". Tre giocatori "fuori dal progetto tecnico".

Precisiamo subito per chiarezza che non si tratta della cordata guidata da Nicola Di Matteo (che già la scorsa estate si era proposta ed aveva ricevuto un no dai soci gialloblu e si è rifatta avanti recentemente), né di altri soggetti locali (guidati da un commercialista e con un piccolo imprenditore che già in passato era stato sponsor della Fermana) che pure si erano palesati lo scorso mese di luglio, ma che poi non avevano fatto altri passi avanti.

Questa nuova terza cordata si è costituita nelle ultime settimane ed è formata da imprenditori locali di media grandezza, comunque sufficientemente attrezzati per provare a risollevare le sorti del sodalizio gialloblù. Le tempistiche del loro incontro con i vertici della Fermana e con il Comune sono state accelerate proprio per poter escludere le altre due cordate, soprattutto quella di Di Matteo che non essendo locale non piace praticamente a nessuno. Al contrario ci viene garantito che gli imprenditori che costituiscono questa terza cordata e i loro collaboratori sono persone affidabili, conoscono il mondo dello sport, piacciono sia ai soci gialloblù, sia agli amministratori comunali e sarebbero davvero interessati a salvare e in futuro anche rilanciare il glorioso sodalizio gialloblù senza troppi secondi fini.

Se nell'incontro di sabato tutto andrà bene, se avvocati e commercialisti delle due parti daranno l'ok, non è escluso che già la prossima settimana potranno partire le prime pratiche burocratiche per il passaggio delle quote che poi sarà completato entro Natale. I Simoni probabilmente non vedono l'ora di uscire dall'incubo in cui si sono cacciati, sottovalutando le difficoltà di gestire una società di calcio in una categoria professionistica, per non restare nella storia come una delle presidenze che ha fatto retrocedere o addirittura sparire la Fermana dopo la bella promozione in serie C del 2017.

È una corsa contro il tempo per salvare società e squadra gialloblu, e non parliamo solo di retrocessione sul campo ma del rischio del fallimento della società e perdita del titolo sportivo con conseguenti scomparsa nel nulla e necessità di ripartenza dalla 3° categoria, qualcosa di simile a quanto già accaduto alla Fermana nel 2006.
Perché sia chiaro, se la Fermana dovesse retrocedere in serie D con l'attuale indebitamento (oltre 2 milioni) sarebbe difficile la stessa sopravvivenza e si rischierebbe il destino che hanno già conosciuto recentemente Ancona, Sambenedettese, Civitanovese e Maceratese.

La pratica di ristrutturazione del debito, affidata da pochi mesi all'avvocato tributarista Gambelli di Ancona, va avanti ma non è dato sapere quando tempo ci vorrà ancora per avere una risposta, né quante possibilità ci sono che i creditori principali (Agenzia Enrate e INPS per circa 2 milioni di euro) accettino la proposta. Una strada separata segue la trattativa con i fornitori privati per poco più di 200 mila euro di debiti.
Anche questo aspetto è determinante: per quale motivo qualcuno che entra in società dovrebbe accollarsi i debiti fatti da altri?

Non c'è tempo da perdere neanche per le sorti della squadra perché, se da una parte gli ultimi risultati parlano di un graduale ma progressivo allontanamento dalla zona salvezza, dall'altro l'atteggiamento in campo della maggioranza dei giocatori fa pensare ad una resa già decisa.
Sarebbe quest'ultimo il motivo per la decisione drastica presa oggi dal direttore sportivo Andreatini che che ha comunicato a Padella, Laverone e Calderoni che sono fuori dal progetto tecnico gialloblù ma restano altresì a disposizione della società e dello staff tecnico.
Una situazione grave anche perché ora c'è da chiedersi chi scenderà in campo nelle prossime partite (i tre messi fuori sono tutti difensori), dove per prossime partite si intendono le 4 (in casa Torres e Juventus U23, fuori Lucchese e Pescara) che separano la Fermana dall'apertura del mercato di gennaio dove c'è da immaginarsi una totale rifondazione della squadra se la nuova proprietà riuscisse ad insediarsi entro dicembre nelle stanze di viale Trento.

Insomma forse siamo alla vigilia dell'ennesima riassetto societario, anche se in questo caso non si tratterà di una semplice scossa di assestamento come tutte quelle che ci sono state negli ultimi mesi ma - questo si - un autentico terremoto perché si chiuderebbe definitivamente l'epoca Vecchiola-Simoni, iniziata dieci anni fa, già in parte chiusa tre mesi fa dopo l'uscita di alcuni soci storici minori che stavano dentro addirittura dai tempi del Montegranaro, quindi ben più di dieci anni.

A proposito, il contributo promesso anche per quest'anno dall'ex patron e main sponsor? Ci dicono che starebbe per arrivare, con una somma totale anche maggiore di quella annunciata, circa 600 mila euro, insomma una piccola ciambella di salvataggio, sperando non sia lanciata a chi è già annegato.

Il nuovo main sponsor invece, che fino ad alcune settimane fa sembrava convinto a dire si e sostenere la Fermana (era una società di fuori regione che sponsorizza addirittura anche in serie A e era interessata a commercializzare in zona i suoi prodotti) avrebbe avuto un ripensamento dopo i pessimi risultati in campo della squadra. Come dargli torto?

Parlando di calcio, domenica arriva a Fermo la vicecapolista Torres, con la difesa più forte di tutti e tre i gironi di serie C e il secondo attacco più forte nel nostro girone, ma dopo le ultime notizie (Fermana senza metà difesa titolare) a questo punto sembra quasi un avvenimento di secondo piano.

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Questo è un articolo pubblicato il 29-11-2023 alle 19:03 sul giornale del 30 novembre 2023 - 2856 letture


Paolo Bartolomei




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