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100 anni fa nasceva Abramo Mori il "profeta" della Provincia di Fermo

5' di lettura
1872

di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - Il 16 ottobre 1923 nasce Abramo Mori, un personaggio vulcanico e passionale, che riuscì a trasformare un sogno in realtà: grazie alla sua testardaggine i politici dell'epoca, guidati dal sindaco Fabrizio Emiliani, furono convinti a far partire nel 1982 un percorso istituzionale concretizzatosi trent'anni più tardi.

Dal 1861, quando con l'Unità d'Italia la Provincia di Fermo fu soppressa e unita a quella di Ascoli, ci furono diversi tentativi parlamentari per la sua ricostituzione, l'ultimo negli anni Cinquanta, tutti falliti.
La partita ormai veniva data per persa definitivamente, quando verso la fine degli anni Settanta Abramo Mori (originario non di Fermo ma di Amandola) si innamorò di questa causa, sposandola e riuscendo a convincere i politici dell'epoca che si poteva provare ad avviare un nuovo iter legislativo.

Mori, commerciante, con una breve carriera di cantante lirico alle spalle, è ricordato da tutti non per i suoi metodi convenzionali ma soprattutto per i comportamenti bizzarri, originati solo da pura passione, il più noto fu la sua mania di attaccare adesivi con la scritta "Provincia di Fermo" con tanto di freccia a tutti i cartelli stradali, fino a Roma e Bologna, quando il nuovo ente era ancora solo nei suoi sogni.
Indimenticabile anche il suo impegno, in quegli stessi anni, per la rinascita di un altro simbolo di Fermo, il Palio e Cavalcata dell'Assunta, che gli portò numerosi attestati di merito.


Il sindaco di Fermo dell'epoca era l'avvocato Fabrizio Emiliani, le sue parole raccontano meglio di qualsiasi ricordo l'importanza del ruolo che ebbe Mori, con la sua "visionaria, lungimirante follia".
L'iter per la istituzione della nuova Provincia di Fermo iniziò nel 1982 - la testimonianza di Emiliani - quando un piccolo gruppo di incoscienti, pazzi, volenterosi, ma convinti ed entusiasti, si determinò a concretizzare le intenzioni del testardo sognatore Abramo Mori, che parevano a tutti bizzarre.
Il Comitato era costituito nel 1982 dall'allora sindaco di Fermo, Fabrizio Emiliani, da Renzo Del Gobbo (segretario generale del Comune), da Tom Fattenotte (dirigente dell'Ufficio Tecnico), da Carlo Mancinelli (dirigente Ufficio Urbanistica). Il Comitato conferì un contenuto tecnico-pratico e tradusse in atti formali il sogno di Mori.

Il ruolo di questo comitato fu fondamentale, indispensabile per la definizione e la concretizzazione della nuova provincia, insieme con la convinzione del "profeta" Abramo Mori che non ha potuto vedere in vita avverato il suo sogno. Senza di loro forse oggi staremmo ancora sognando. Per questo ci piace ricordare il pensiero di Erasmo da Rotterdam scritto nel 1511: "Le decisioni più rappresentative sono spesso frutto di una visionaria, lungimirante follia."

Le prime sollecitazioni di Mori erano state considerate dalle istituzioni e dalla pubblica opinione stranezze, originalità, fantasie senza speranza e senza futuro; nessuno aveva mosso un dito a favore di Abramo Mori finché il neo sindaco Emiliani fu convinto da Mori a studiare concretamente il problema della ricostituzione della provincia fermana. All'interno del Comune di Fermo il segretario Del Gobbo e i collaboratori dell'Ufficio Tecnico studiarono e concordarono l'estensione e la geografia del nuovo ente.

Il Consiglio Comunale di Fermo, non senza iniziali contrarietà o scetticismi, il 25 maggio 1982 approvò all'unanimità un Ordine del Giorno programmatico; a quel punto Emiliani cominciò una peregrinazione insieme con Mori, Fattenotte e Del Gobbo nei 39 comuni per ottenere le delibere, necessarie affinché partisse un iter legislativo.
Non fu facile, non tutti i comuni interpellati erano favorevoli, soprattutto quelli della zona calzaturiera che vedevano la nuova provincia irrealizzabile e, pur di lasciare Ascoli, preferivano unirsi con la Provincia di Macerata, a loro più vicina.
Fu determinante l'intervento delle due Associazioni intercomunali, la n°17 (Calzaturiera, presidente Gianni Basso), la n° 21 (del Fermano, presidente Fabrizio Emiliani) e della Comunità Montana (presidente Francesco Mancini) e così il 31 marzo 1989 nella Sala dei Ritratti di Fermo, tutti i 40 comuni adottarono le formali delibere con richiesta di istituzione e di adesione alla Nuova Provincia di Fermo.
Mori è incontenibile e nel 1986 riesce ad organizzare anche un referendum consultivo sulla riunificazione dei comuni di Fermo e Porto San Giorgio per creare un capoluogo di provincia più grande, ma la contrarietà massiccia nel comune costiero fa vincere per poco i “no” (15517 contro 14646) e questo sogno sarà momentaneamente accantonato.

Altro passaggio imposto dalla legge: il 20 novembre 1990 venne votato in Regione il necessario parere favorevole sull'istituzione del nuovo ente.
Il parere fu proposto dal solo consigliere regionale fermano Pietro Diletti; vale la pena ricordare che nessuno degli altri cinque consiglieri regionali eletti nel Fermano volle sottoscrivere il parere !

Mori purtroppo non ha potuto vedere la parte più bella della storia perché è scomparso nel dicembre 1992 a soli 69 anni, ma grazie a tutto il lavoro precedente ispirato proprio da lui è stato possibile arrivare alle proposte di legge (Cesetti, Tanoni e Zama alla Camera, Magnalbò e Bastianoni al Senato) giunte al voto del Parlamento.
Non mancarono altri ostacoli e trabocchetti, come la misteriosa sparizione a Roma di tutte le copie autenticate delle quaranta delibere che costrinse il sindaco Fedeli, nel 2001, ad una nuova, disperata peregrinazione in tutti i comuni per andare a ritrovare gli originali delle delibere di dieci anni prima e rifare tutte le copie autentiche, con qualcuno che nel frattempo, da qualche parte, sperava che qualche originale fosse andato perduto (ne sarebbe bastato uno e tutto sarebbe andato a monte!).
Infine le votazioni della Camera nell'ottobre 2003 e del Senato nel maggio 2004 dove furono fondamentali l'appoggio della Lega Nord e l'aggancio con l'iter per istituire la Provincia di Monza, poi l'entrata in funzione del nuovo ente con l'elezione del primo consiglio provinciale nel giugno 2009.
Nel 2011 viene intitolata ad Abramo Mori la nuova strada “Variante del Ferro”, inaugurata due anni prima, che dal centro di Fermo va verso il cuore della “sua” provincia.
Il resto è storia di oggi e ci piaceva dare il giusto riconoscimento a chi di quella storia, che sembrava solo un'illusione, ha scritto le prime righe.

(Per la foto di copertina si ringrazia Franco Marinucci)

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Questo è un articolo pubblicato il 16-10-2023 alle 17:46 sul giornale del 17 ottobre 2023 - 1872 letture


Paolo Bartolomei




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