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Fermo: Variante Campiglione/Molini, il punto dell’amministrazione e la risposta alle critiche

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di Danilo Monterubbianesi

fermo@vivere.it


Dopo l’approvazione del Consiglio Comunale in merito alla variante Campiglione/Molini, il punto del primo cittadino Paolo Calcinaro, insieme all’assessore all’urbanistica, il dirigente Paccapelo e la consigliera coordinatrice del “tavolo Campiglione”, a sostegno delle potenzialità del progetto e in risposta alle critiche.

Due le premesse di fronte al piano urbanistico che promette di accelerare lo sviluppo, non solo di Campiglione come quartiere e della Città di Fermo, ma dell’intero territorio: la prima, più melodrammatica, riguarda la difficoltà nel dare vita ad un piano urbanistico con le attuali normativa in vigore – su cui la Regione sta mettendo mano – e in piena pandemia; con la seconda invece, più sostanziale, si afferma che il progetto sarà a «zero consumo di suolo», grazie a ingenti operazioni di rifunzionalizzazione.

Due anche le parole d’ordine del piano: flessibilità e lavoro. «Ad oggi – osserva Calcinaro – il nuovo ospedale è circondato da campagna. Fondamentale quindi garantire sia le giuste vie d’accesso con il miglioramento della viabilità, portato dal previsto raddoppiamento della lungo-Tenna e dal nuovo ponte sul fiume, di collegamento col casello; sia gli investimenti privati in attività commerciali, studi e abitativo, per uno sviluppo pratico dell’area prospiciente al nuovo polo sanitario. “Flessibilità” ha guidato tutto il nostro operato, perché dei capannoni vuoti possano essere occasione di crescita».

Quello che conta, anche dalle parole dell’assessore all’urbanistica Maria Antonietta Di Felice, è «rimediare alla fragilità infrastrutturale e viaria dell’area», e quindi del nuovo ospedale, che deve necessariamente essere inserito in un ecosistema che ne assicuri e ne agevoli il funzionamento, e che comprenda dei servizi atti a rendere il quartiere pienamente vivibile da chi vi lavora o risiede.

Le critiche, arrivate dal Consiglio, hanno coinvolto in prevalenza l'aspetto ambientale, per la rimozione di molti spazi verdi attorno all’ospedale, e la perdita di rilievo del centro storico, con un investimento così massiccio in un’area periferica. Dal punto di vista degli spazi verdi, risponde in modo coinciso il dirigente dell’urbanistica fermana Alessandro Paccapelo, informando come – oltre al mancato consumo di suolo per le altre operazioni esterne all’area ospedaliera, come già riportato – ci sarà una pianificazione ed equa distribuzione di spazi cementificati e spazi verdi, per la giusta convivenza di “green” e servizi – almeno a parole. La perdita di rilievo del Centro Storico, in questo caso, è un problema che viaggia su altri binari, che ha differenti esigenze e premesse rispetto ai lavori per garantire il pieno funzionamento dell’area adiacente al futuro ospedale più importante della Regione.

In ultimo, per la cronaca: €80 milioni circa il costo della struttura ospedaliera e delle 3 varianti apportate negli anni (2017, 2018, 2020), forse troppe secondo l’ANAC; fine 2024 la data segnata per la fine delle mura, senza contare l’allestimento delle sale, il trasloco e gli interventi urbanistici. Chi vivrà, vedrà.


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Questo è un articolo pubblicato il 01-10-2023 alle 12:48 sul giornale del 02 ottobre 2023 - 236 letture






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