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Fermo: 2ª edizione di “Moda from School”, 24 abiti realizzati da studenti di tutta Italia in sfilata il 30 settembre e 1 ottobre al Teatro dell’Aquila

3' di lettura
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di Danilo Monterubbianesi

fermo@vivere.it


Formazione, lavoro e sostenibilità: queste le tre parole chiave di “Moda from School”, il contest che giunto alla sua seconda edizione, vedrà sfilare il 30 settembre e il 1 ottobre, al Teatro dell’Aquila, gli abiti realizzati da 24 realtà, tra accademie, scuole d’arte e istituti professionali: occasione per studenti e studentesse di mettersi in gioco e una vetrina che ospita, dall’altro lato, i rappresentanti delle più grandi aziende locali del settore moda, nonché delle associazioni di categoria, come CNA e Confartigianato.

Ad illustrare nel dettaglio l’evento è il suo direttore creativo Gianluca Iommi: «Riuscire a lavorare con il tema della sostenibilità, seppur necessario di questi tempi, risulta molto complicato, data la difficoltà delle lavorazioni e, soprattutto, il costo dei materiali, che resta proibitivo anche per molte aziende, quindi figurarsi per degli studenti. Dei 24 istituti e accademie che parteciperanno, provenienti da tutta Italia, verranno premiati solo i primi tre, dopo la selezione da parte di una giuria specializzata, formata dai titolari delle aziende di abbigliamento del territorio; in palio dei pacchetti CAD completi e, ad uso delle scuole, una macchina da cucire».

Per quanto riguarda il programma delle serate, «sabato 30, dalle 21:30 al Teatro dell’Aquila» continua Iommi «avremo la sfilata degli abiti realizzati da tutti e 24 gli istituti partecipanti, o meglio, dalle studentesse e gli studenti che all’interno delle loro scuole hanno vinto la possibilità di presentare all’evento la propria creazione; mentre domenica 1 ottobre, dalle 17:30, sarà possibile assistere alla sfilata preparata da Confartigianato e dalla CNA Fermo, e in seguito, dai primi 8 classificati tra gli studenti. Con la conduzione della showgirl Cecilia Capriotti avremo inoltre il nome del vincitore o vincitrice, e l’assegnazione di un premio della critica, attribuito dalla stampa».

Traspare orgoglio e soddisfazione dalle parole dei consiglieri regionali Andrea Putzu e Marco Marinangeli, e dai rappresentanti delle associazioni di categoria, sempre CNA e Confartigianato, che hanno unito le forze nel nome di un obiettivo comune: rendere più concreto il collegamento tra mondo della scuola e mondo dell’impresa, oltre che dare lustro a mansioni per pregiudizio considerate “da sfaticati”, o per coloro che non hanno desiderio di studiare. «La scuola di formazione tecnica era vista in passato come una punizione per chi non aveva grande voglia di fare» spiega il consigliere Marinangeli «c’è bisogno quindi di compiere un’operazione culturale: far capire che fare un mestiere di questo tipo, nel settore moda, in un territorio come il nostro, dove rappresenta un’economia trainante, è edificante, nobilitante». «La moda è un processo creativo, intellettuale, tecnico» aggiunge l’assessore alla cultura del Comune di Fermo Micol Lanzidei, «questa iniziativa è un importante spazio per creare sinergia tra studenti e imprese, per far scoprire ai ragazzi sé stessi, attraverso didattiche diverse da quella strettamente scolastica».

In merito poi alla mancanza di giovani tra i tecnici specializzati, e quindi alla conseguente carenza di tali figure, interviene Paolo Tappatà, rappresentante di Confartigianato per le province di Macerata, Fermo e Ascoli: «Come in una crisi familiare, la responsabilità va divisa fra tutti i vari attori: è colpa dei datori di lavoro che non investono abbastanza nei giovani e nelle paghe; è colpa dei ragazzi che preferiscono carriere di diverso tipo; è colpa delle scuole che mettono sempre meno a disposizione, nei programmi, attività di tipo laboratoriale, disinvestendo nelle occasioni di formazione manuale degli studenti. C’è anche una notevole distanza fra politica e mondo produttivo, che non consente quindi alla classe dirigente di prendere decisioni oculate in merito. Lo scopo comune di noi associazioni di categoria è incentivare questo tipo di formazione e di mercato del lavoro, anche attraverso una differente comunicazione del mestiere, affinché venga percepito come interessante, attraente, e soprattutto nobilitante».


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Questo è un articolo pubblicato il 29-09-2023 alle 18:50 sul giornale del 30 settembre 2023 - 336 letture






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