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“Primapersonaplurale”: il “Noi” di Giacomo e Nina nel FIUTO Art Space di Alex Urso

4' di lettura
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di Danilo Monterubbianesi

fermo@vivere.it


«Meglio se insieme. Meglio se in due». “Primapersonaplurale”, più che una mostra, è un enigma, al contempo costruito e decifrato da Giacomo Giovannetti (Senigallia, 1983) e sua figlia Nina, gli artisti, il “noi” dietro ogni opera. Il FIUTO Art Space di Ripatransone (AP), sotto la guida sapiente del suo curatore Alex Urso, ospita fino al 4 novembre dei caotici flussi di coscienza, che solo una cornice di legno chiaro trattiene dall’invadere il nostro spazio.

Il percorso dell’artista – degli artisti

«In questo ciclo di opere sono partito da un processo intimo di pittura condivisa con la mia bambina di cinque anni – spiega Giovannetti – così l’arte diventa strumento terapeutico per generare e consolidare legami, per incontrarsi e danzare nel gesto della pennellata». Un dialogo con Nina che arriva dopo anni – dieci – di silenzio artistico; uno spirito fanciullesco, esuberante, vivace che nasce dall’incontro con chi quell’esuberanza e quella vivacità li ha nel cuore per natura, per quel Big Bang di cui nei bambini si sente ancora la forza indistinguibile; ormai inerzia negli adulti.

Ma l’analisi più attenta delle forme, dei colori, delle combinazioni istintive può perturbare, e perturba, proprio in virtù del germe che ne sta alla base: «Giacomo ha chiesto a sua figlia di dipingere le sue paure», dice il curatore, da qui figure disturbanti, cromie imprevedibili, richiami a spiriti dalle fattezze oniriche, enfatizzati da alcune opere che si svolgono su più piani – lo sfondo bianco e il plexiglass distante – nelle quali si ha la sensazione del glitch, di un’acqua torbida attraverso cui si tenta di riconoscere un volto familiare. Tuttavia la sintesi è in queste parole dell’artista: «Nina e io abbiamo dipinto dei mostri, ci siamo divertiti e abbiamo fatto belle le nostre paure».

Le opere: quanto c’è di reale?

La pittura di Nina è “analfabetica, fisica, libera”, come descrive lo stesso padre: intrisa di una fanciullezza che così tanti artisti ricercano, provano a riesumare, scavando nel loro “Io” adulto – l’età dell’inerzia. Il mondo di Nina è reale, vivo, tangibile, perché tutti siamo stati bambini e tutti abbiamo condiviso e comprendiamo quel linguaggio diretto, schietto, fatto di ciò che serve – la forma tonda del viso, un occhio, una bocca – quanto basta.

Così è lo spazio bianco della base, invaso poi dai pensieri, dal libero arbitrio di un uomo adulto che ha maturato interessi, passioni, ed un suo gusto ben definito: Giovannetti strizza l’occhio alla cultura pop, al design, alla grafica, alle scienze, con cartine geografiche, piante di edifici, rappresentazioni anatomiche, animalesche, ma anche alfabeti di varia natura, codici, parole crociate; tutte immagini che abbiamo visto, o in qualche modo riconosciamo, ma che fuori dal loro contesto sembrano non avere più senso – o non ne hanno – e di esse rimane solo il piacere estetico, il piacere dell’ispirazione visiva, feticcio di chi ha lavorato nel mondo della grafica - nello specifico dell'artista, come grafico del celebre Jovanotti.

Una domanda, ad un certo punto, potrebbe sorgere: se Nina ha disegnato, dato vita ai suoi mostri, dov’è, nel caos dei dettagli, la paura di Giacomo? C’è, perché quella leggera inquietudine nell’osservare le opere, frutto della sola sensibilità umana, sembra così inspiegabilmente sincera, ma dire di più sarebbe un sacrilegio: la risposta è nell’intimità del rapporto tra Nina e suo padre, in un momento, quello della creazione artistica, di per sé irripetibile, ma indimenticabile. La risposta è nella fiducia di Giacomo verso sua figlia, che ha accolto il dramma di un adulto, e l’ha reso due schizzi di colore.

«Sapeva solo che il bambino era la sua garanzia. Disse: “Se non è lui il verbo di Dio allora Dio non ha mai parlato”». (“La Strada”, Cormac McCarthy).

INFO MOSTRA

Dal 12/08 al 04/11/2023

Ripatransone (AP), Piazza Matteotti 13

https://www.fiutoartspace.com/

Orari:

Venerdì: 18:00 – 20:00

Sabato: 10:00 – 13:00 / 17:00 – 19:30

Domenica: 17:00 – 20:00

Per visitare la galleria in tutti gli altri giorni contattare: +39 388 6040199 oppure info@fiutoartspace.com

Biografia di Alex Urso

Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta – National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco – 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imago Mundi”), Adam Mickiewicz Institute, Comicon di Napoli. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. È direttore e curatore di FIUTO Art Space. (Da “Artribune”)

Biografia di Giacomo Giovannetti: https://senigallianetwork.com/giacomo-giovannetti/


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Questo è un articolo pubblicato il 23-09-2023 alle 16:19 sul giornale del 24 settembre 2023 - 166 letture






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