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Un'Italia al contrario

2' di lettura
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dott.ssa Barbara Mercanti
redazione@viverefermo.it

 


Settantotto? Settantanove? Qual è l'esatto numero del femminicidi in Italia da Gennaio a Settembre 2023? Qualunque esso sia, rimane un numero impressionante, un fenomeno che scatena allarme sociel su tutti fronti. In nove mesi abbiamo assistito a storie di abusi e violenze che scatenano le reazioni più disparate, perchè la violenza di genere è diventata una costante nella nostra quotidianità che colpisce il cuore di onguno di noi.

Dietro alle morti di queste donne, si cela una realtà inquietante, perchè i femminicidi vengono commessi per lo più da compagni o ex partner, che hanno gia manifestato atteggiamenti violenti e possessivi, nei riguardi di colei che viene trattata spesso alla stregua di un oggetto. Dinanzi a questo fenomeno, le istituzioni spingono le donne a denunciare, a farsi portavoce di messaggi che inducano chi rimane in silenzio a parlare, a dare voce al proprio dolore….ma purtroppo la donna che viene stalkerizzata, minacciata e che decide di denunciare, in Italia non viene tutelata.

Le vittime non sono solo numeri da sfoggiare nei talkshow televisi, sono individui con vite, famiglie, ambizioni, sogni che vengono distrutti nel giro di pochi istanti, per strada o tra le mura domestiche, a quelle stesse donne che era stato chiesto di provare a sottrarsi al proprio carnefice, che tipo di supporto viene offerto? Perchè a chi denuncia palesemente non viene garantita protezione e supporto per uscire da situazioni pericolose? Perchè si attende che ci sia l'ennesima vittima prima di modifcare il sistema di prevenzione legale per proteggere le donne? Perchè non ci sono ancora misure legislative che grantiscano ai persecutori e agli aggressori una giusta punizione? Perchè a quelle donne che hanno il coraggio di denuciare non viene fornita una scorta? Perchè colui che ha sparato all'orsa Amarena è sotto protezione barricato in caso? Non vi pare un controsenso garantire a chi uccide un animale per paura che subisca ritorsioni da parte di qualche animalista, bensì non proteggere una donna che rischia di diventare l'ennesima vitttima di femnmicidio? Non è questa un'Italia che funziona al contrario di come dovrebbe realmente funzionare?

Le armi che abbiamo a nostra disposizione per arginare questa epidemia di femminicidi consistono in tre interventi fondamentali: educazione, prevenzione e azione legale , perchè la maggior parte delle vittime sono state oggetto di maltrattamenti verbali o fisici da parte del loro aggressore prima di essere uccise, è in questo frangente che bisogna intervenire per proteggerle, perchè una volta morte, qualsiai azione legale non le riporterà in vita e qualora giustizia venga fatta, una donna comunque è morta per mano del suo aguzzino che diceva di amarla.

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Questo è un articolo pubblicato il 11-09-2023 alle 20:21 sul giornale del 12 settembre 2023 - 90 letture


dott.ssa Barbara Mercanti




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