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Fermo: Forma non forma in “Metamorfosi di Anime”, la mostra di Silvia Fiorentino presso le Piccole Cisterne Romane visitabile fino al 21/09

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di Danilo Monterubbianesi
fermo@vivere.it


Mettere da parte la logica, il buonsenso, il “che cos’è?” e iniziare a sentire. L’arte raramente ha bisogno di presentazioni, soprattutto quando si configura come esperienza, come flusso creativo dell’artista, il cui unico obiettivo è toccare la sensibilità dell’osservatore, lasciando da parte i “come” e i “perché”. Inaugurata nella serata di venerdì 1 settembre “Metamorfosi di Anime”, la nuova mostra personale dell’artista Silvia Fiorentino, che trova spazio nella suggestiva cornice delle Piccole Cisterne Romane: luogo dal fascino secolare, dall’estetica senza tempo, in cui l’arte contemporanea, per contrasto, acquista uno slancio particolare, un’enfasi che mai si otterrebbe tra le pareti bianche della modernità.

Ieri e oggi: dialogo tra luogo e opere

Dopo la Mostra Collettiva chiusasi di recente, «possiamo rivivere nuovamente questo luogo meraviglioso della nostra Città», dice l’assessore alla cultura del Comune di Fermo Micol Lanzidei: «Si instaura sempre un bellissimo dialogo tra questo luogo e l’arte contemporanea; si può respirare la mescolanza tra tempi diversi, tra idee diverse». Un plauso alle Piccole Cisterne arriva anche dal prof. Stefano Papetti, direttore della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, presente per l’occasione: «Se collocate in contesti antichi le opere di Silvia si valorizzano, perché c’è una certa affinità di materiali, di sensazioni», il che descrive, da un lato, la particolare organicità che sussiste tra spazio e opere; dall’altro, un cortocircuito che nasce dalla convivenza nei lavori di materiali dalle fattezze arcaiche con soggetti non figurativi.

Le parole della curatrice

«Se si potessero dare più titoli alle esposizioni – spiega la curatrice Federica Lazzarini – avrei scelto anche “Tra materia e anima”, perché nei lavori della Fiorentini la materia viene modellata e portata alla sua massima espressione; siamo sulla soglia tra forma e non-forma, tra l’organico e l’inorganico, con oggetti che parlano all’osservatore e davanti al quale acquistano un’anima». «La metamorfosi – continua la curatrice – è in ogni sensibilità che percepisce e modifica come desidera le sensazioni legate alle opere», per cui “Metamorfosi di Anime” si tratta di un «titolo sentito, simbolo del plurilinguismo artistico della Fiorentini».

La mostra, in concreto

Per capire a pieno il lavoro dell’artista bisogna necessariamente uscire dalla retorica: le opere, che oscillano tra la scultura e l’installazione, seguono una linea prevalentemente non figurativa, e i materiali utilizzati, come carta, ceramica e argilla, trasmettono l’idea di antichi manufatti, dalle forme incompiute o danneggiate dal tempo – come già sostenuto dal prof. Papetti – e ritrovate quasi per caso all’interno delle Cisterne, ambiente in cui la commistione è perfetta. Tra linee che non assumono i contorni di un significato ben definito, l’aria in itinere trasmessa dai lavori e dense macchie di colore che qua e là compaiono sulle ceramiche, si affastellano anche dettagli testuali, parole senza una coesione logica, frutto del flusso creativo, delle suggestioni sperimentate dall’artista e che la stessa tenta di trasmettere al pubblico; un linguaggio, che sommato alla fattezza delle opere e ai dettagli installativi di natura tessile o metallica, resta criptico, non immediatamente comprensibile, se mai abbia senso parlare di comprensione davanti ad un’esposizione che chiaramente si delinea come esperienza.

Al confine tra figura e non-figura delle piccole sculture antropomorfe, moderne statuette votive, per la tecnica realizzativa e per la loro aria incompiuta, coerente con l’intero percorso della mostra. Opere senza volto ma dalla profonda identità; creature fossilizzate ad un passo dal diventare organiche, e per questo, profondamente malinconiche.

Info

Fermo, Piccole Cisterne Romane

1 – 21 Settembre 2023

Aperto tutti i giorni dalle 17 alle 19:30

Ingresso Libero





Questo è un articolo pubblicato il 02-09-2023 alle 12:03 sul giornale del 03 settembre 2023 - 190 letture






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