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Padre Pietro: il 9 agosto sono otto anni dalla morte. Così lo ricordo

4' di lettura
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di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


Il prossimo 9 agosto ricorrono gli otto anni dalla morte di Padre Pietro (Antonio Lavini), il cappuccino che ha ricostruito l'eremo di San Leonardo. Stetti con lui alcuni giorni, per delle riprese televisive registrate dal regista Achille Natali. Padre Pietro mi sveglio alle cinque...

Un tocco leggero alla spalla.

Ci si sveglia d'improvviso.

Si vorrebbe ancora dormire.

Sono le cinque.

Ma sarebbe colpa, omissione,

e alla fine grande privazione.

Sono le cinque di un mattino diverso.

Lui è già in piedi.

Ha già pregato.

Ha già pulito la sua chiesa.

Ha già curato il suo orto striminzito.

Ora ringrazia il Signore in silenzio guardando la natura.

L'Eden com'era agli inizi del mondo: bello, ricco, accogliente.

Un tocco alla spalla,

leggero, ripetuto.

Non si può tralasciare la bellezza che ad Altro rimanda.

Non la si può annegare nel sonno.

Sarebbe un'infamia per sé.

L'indice della mano destra suggerisce la montagna di fronte.

La si scorge dalla piccola finestra di una improbabile camera posticcia.

Il sole del mare colpisce delicato le cime dei Sibillini.

Il rosa prevale,

è colore tenero e lieto.

Sembra una carezza che una mente più grande

posa sulla guancia di piccole menti,

indiretta risposta ai desideri d'ognuno.

Dopo l'attesa sotto le stelle, è arrivato il sole.

È giunta la luce.

Come per dire: la tenebra è sconfitta,

una mano ci è tesa,

resta a noi la libertà di aggrapparvici.

Il sole del mare si alza.

Il riflesso sulle creste si spande.

Un'onda è in basso, un'onda è in alto.

Lui è vicino a me.

La sua barba riccia è stata la prima immagine del giorno:

la barba, l'occhiale nero, il grembiule...

Il grembiule è di un nocciola scolorito.

È stata la sua uniforme per anni.

Seguo il suo indice e guardo le tinte delle vette,

e torna l'antico salmo:

«Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l'aiuto?».

Quello splendore è la prima risposta.

Lui lo sa.

Ne è convinto.

La suggerisce.

Padre Pietro non c'è più.

Ha lasciato la terra dei viventi, la vita degli uomini:

quella parziale, temporale, circoscritta, incompleta;

Ha raggiunto la definitiva:

quella perpetua.

La morte è stata sconfitta.

Scriverne è facile,

le parole sono arrendevoli, modellabili.

E pure la ragione vacilla.

Una vita oltre la vita...

Vertigine il solo pensarci.

Padre Pietro!

Un'esistenza tra... le pietre.

Un'esistenza a far rivivere un luogo dove Dio

è percepibile in ogni spazio,

in ogni anfratto, erba, fiore, acqua, pianta.

E dove i monaci hanno cercato l'infinito

già presente in lembi di finito.

Furono Farfensi all'inizio.

Il secolo volgeva verso l'anno Mille.

Queste terre erano abitate.

Abitate più sotto, sì, quella accanto al fiume.

Così abitate che noi contemporanei stentiamo a comprendere.

Ma ci sono nomi lasciati dalla storia.

Dopo i monaci di san Benedetto

vennero quelli di san Romualdo e san Pier Damiani.

Neri i primi, bianchi i secondi.

Poi i banditi, gli orsi, i lupi

ed ancora i banditi.

San Leonardo decadde,

divenne spelonca,

stalla per greggi,

ricovero per pastori e a volte malviventi.

La vegetazione non ebbe rispetto per il piccolo monastero.

Non l'ebbe per la chiesa, per l'oratorio.

Tutto fu sommerso.

E poi dimenticato.

400 anni di oblio.

Padre Pietro amava i monti.

Lì sentiva più vicini a Dio.

Dal Santuario della Madonna dell'Ambro

ammirava il miracolo della creazione.

Già frate cappuccino, un giorno raggiunse il pianoro del Volubrio.

Una forza interiore lo spingeva.

Cercava risposte,

avvertiva l'attesa di nuova missione.

Scoprì pietre smosse e abbattute,

una stanza melmosa,

fondazioni di tempi passati.

Era delitto l'aver abbandonato la casa di Dio.

Occorreva rimediare.

«Con le mie mani, ma con la Tua forza».

E la sua umana avventura ebbe inizio.

Era la fine degli anni Sessanta.

Era la stagione di chi distruggeva in Italia

ma anche di chi costruiva in Italia.

Lui non subito fu compreso.

Lo fu più dai laici che dai suoi.

Ma incrollabile visionario dell'Onnipotente,

padre Pietro pose la pima pietra

il 24 maggio del 1971.

29 anni dopo la chiesa fu consacrata.

Un lavoro enorme, paziente, durissimo!

Fatica, gelo, solitudine, freddo... fede.

Fede, innanzitutto!

Come san Francesco aveva ricostruito la Porziuncola,

padre Pietro ha ricostruito san Leonardo: la chiesa e il piccolo eremo.

Come san Francesco aveva richiamato tanti fedeli,

così padre Pietro ha attratto migliaia di persone.

Gente diversa in cerca di significati per vivere.

Il 9 agosto del 2015, all’età di 88 anni, dopo 63 di sacerdozio,

padre Pietro è salito al cielo,

«Lasciando alla comunità un testamento di pietra e di grazia».

Da lassù, continuerà a guardare il rosa dei suoi monti,

ad alzare il boccale di vino rosso quotidiano, che amava,

e a indicare una strada che va oltre le cime.



Questo è un articolo pubblicato il 04-08-2023 alle 13:15 sul giornale del 05 agosto 2023 - 598 letture


adolfo leoni

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