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Fermo: II edizione di “Bandiere al Vento” nel segno di Contrada Pila, vittoria generale e nelle coppie. A Campolege il primo posto per il miglior gruppo.

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di Danilo Monterubbianesi

fermo@vivere.it


“Spettacolo” è l’unica parola che si riesce a pronunciare quando si guardano quei gesti, quei passi, e si resta ipnotizzati dal colore delle bandiere che tagliano l’aria e volteggiano come se non dovessero mai cadere. Questo è “Bandiere al Vento”, la competizione tra gli sbandieratori delle 10 contrade della Cavalcata dell’Assunta, che giunta alla sua seconda edizione, nella serata di ieri, ha visto il trionfo della Contrada Pila, vincitrice dei premi per la migliore esibizione di coppia e per il primo posto nella classifica generale; alla Contrada Campolege invece il titolo per il miglior spettacolo di gruppo e il secondo posto in classifica generale, dove è seguita, completando il podio, dalla Contrada Fiorenza.

Dopo aver rotto gli indugi con la prima edizione dello scorso anno, nel 2023 l’affermazione definitiva. Grazie a Bandiere al Vento, per la prima volta nella storia della Cavalcata moderna, ogni contrada è riuscita a costituire il proprio gruppo di alfieri storici, rendendo così la rievocazione della nostra città un unicum sul panorama nazionale, che però ha già goduto di numerose occasioni – come ha ricordato il Sindaco Paolo Calcinaro – in cui poter mostrare, in Italia e all’estero, la bravura dei nostri sbandieratori. Nonostante poi l’inesperienza e le difficoltà che incorrono ogniqualvolta si mette le mani su una novità, le contrade neofite Campiglione, Castello e Molini Girola hanno dato prova di una destrezza e un’eleganza degna di gruppi esperti e naviganti, compiendo numeri complessi e affrontando la sfida con orgoglio.

La gara, come nella passata edizione, si è svolta su due fronti: gli alfieri delle contrade sono stati chiamati a realizzare un’esibizione di coppia e una in gruppo, che la giuria ha valutato sia singolarmente, assegnando quindi i premi per il miglior spettacolo di coppia e il migliore di gruppo; sia complessivamente, stilando una classifica generale basata sulla valutazione d’insieme delle due esibizioni mostrate da ogni contrada. La giuria, composta da Andrea Miccoli, Nicolò Gidiucci Antinori e Raffaele Trobbiani, con grande professionalità ha evitato le decisioni avventate e si è presa il giusto tempo per discutere riguardo i quattro parametri determinanti nella valutazione delle prove: esecuzione, composizione, difficoltà e sincronia.

La Contrada Pila, soprattutto nella coppia, ha saputo dare prova di un’abilità ineguagliabile e di un’esecuzione di assoluta precisione, nonostante i ritmi serrati e le figure complesse; il tutto premiato con il primo posto nella categoria senza troppi dubbi da parte della giuria, sebbene le coppie di Campolege e Fiorenza, peccando forse per qualche imprecisione di troppo, abbiano dato filo da torcere. Diversa la situazione per le esibizioni in gruppo, dove la Contrada Campolege, in “pochi ma buoni”, ha mostrato uno spettacolo pulito ed elegante come nessun’altra. «L’indecisione più grande – dichiarano i giurati a fine gara – c’è stata nella scelta, come si poteva immaginare, del vincitore nella classifica generale. Ci siamo trovati a decidere se valorizzare una squadra più piccola, più precisa e che ha realizzato un’esibizione più semplice, o un gruppo più numeroso, una grande squadra, che ha fatto un grande lavoro, ma con qualche pecca in più dal punto di vista dell’esecuzione. Alla fine è stato determinante il fattore emozionale, lo stupore nel vedere la Piazza piena di bandiere azzurre che sventolavano all’unisono». Il riferimento è al gruppo numeroso e scenografico della Contrada Pila, che ha così scritto il suo nome nell’albo d’oro della competizione, dominata nel 2022, su tutte le categorie, da Campolege.

Momento da incorniciare, precedente alla premiazione, la vista dei 10 capi-sbandieratori esibirsi all’unisono e passarsi di mano in mano i colori delle diverse contrade, perché sì, la Cavalcata è competizione e campanilismo, ma in occasioni del genere si coglie come questi due sentimenti siano i sintomi di una passione profonda, per una tradizione, un territorio, e soprattutto, una comunità. Una comunità che bisticcia spesso, ma infondo – perché una banalità ci sta sempre bene – ci arrabbiamo solo con chi abbiamo a cuore.





Questo è un articolo pubblicato il 03-08-2023 alle 07:58 sul giornale del 04 agosto 2023 - 1188 letture






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