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Porto San Giorgio: il giornalista Roberto Ippolito parla di Neruda, evento del Festival Latinoamericana

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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


Ieri sera presso Rivafiorita si è svolta la presentazione del libro "Delitto Neruda" alla presenza di quasi cento persone; proseguono gli appuntamenti di Latinoamericana, il primo festival sulla cultura dell'America Latina promosso da La Perdigiorno e dal Comune di Porto San Giorgio.

Introducono l'appuntamento due giovanissimi studenti del liceo musicale di Ancona, Maria Olimpia Renna alla voce e Lorenzo Patrignani alla chitarra, che con una semplice esibizione toccano le corde della sensibilità.

Ricardo Madrid de la Barra, ex dirigente sindacale cileno, esule in Italia dopo il golpe di Pinochet del 1973, presenta Pablo Neruda in tutte le sue sfaccettature. "Neruda fu un politico, un difensore di diritti, attivo nella grande guerra civile, amico di personaggi illuminati come Dalì, Levi, Allende tra gli altri". Si parla del riscatto dell'identità profonda dell'America Latina attraverso le poesie che Neruda ha dedicato ai luoghi e agli odori della sua terra. "Per questa cosa immensa che ci ha lasciato - asserisce Madrid - noi gli dobbiamo la verità".

Si svolge un incontro basato sulla verità e sulla disperata ricerca di una storia che per anni è stata occultata. Ci ha pensato Roberto Ippolito, giornalista d'inchiesta, a lavorare in incognito nella terra del poeta, in un Cile profondamente segnato dal regime di Pinochet e in democrazia solo dagli anni '90, a sviscerare le prove, interrogare i presenti ai fatti, richiedere indagini approfondite per raccontare la vita e soprattutto la morte di Pablo Neruda. Si chiama Delitto Neruda il libro d'inchiesta pubblicato nel 2020 che denuncia il clima di repressione cileno che ha camuffato le testimonianze e, a volte, represso attività di ricerca, torturato e ucciso accademici, musicisti, artisti, militanti del partito comunista, tra i quali Victor Jara, noto musicista che apriva i suoi concerti con le parole di Neruda.

"Sono stati anni di ricerca - racconta l'autore - in cui mi sono imbattuto in documenti inconfutabili per provare che si è trattato di un omicidio e non di una morte naturale".
Un certificato medico non firmato, una misteriosa iniezione, le case di Neruda devastate dai militari: Ippolito approfondisce ogni argomento con documenti fotografici e video d'archivio.

La serata è proseguita con la proiezione del film Neruda fugitivo, girato da Manuel Basoalto, nipote del poeta, che tratta di una vicenda poco conosciuta della sua vita.

Presente all'appuntamento anche l'assessore alla cultura Carlotta Lanciotti che si complimenta per aver organizzato una rassegna intensa e piena.
"Il Festival in generale è molto partecipato - dice Stefano Levantesi della libreria La Perdigiorno - e la serata di Neruda in particolare ha registrato 90 presenze, per cui siamo molto colpiti e soddisfatti del fatto che ci sia interesse nei confronti della cultura latinoamericana".

I prossimi eventi saranno in ordine venerdì 4 presso la Fattoria Sociale Montepacini di Fermo con la proiezione di due brevi documentari sulle tradizioni ancestrali della Bolivia e del Messico, e sabato 5 alle 21:30 presso l'Arena Bazzani di Porto San Giorgio con la proiezione del film Argentina, candidato all'Oscar come miglior film straniero.





Questo è un articolo pubblicato il 02-08-2023 alle 19:34 sul giornale del 03 agosto 2023 - 154 letture






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