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Comune di Fermo e WWF ripristinano gli habitat naturali costieri

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - Presentato il progetto "Ri-Party-Amo" finalizzato alla riqualifica e tutela delle aree marine protette e degli ecosistemi naturali costieri al Lido di Fermo e Marina Palmense.

Ricostruiamo la natura” è la macro attività di Ri-Party-Amo che interviene con progetti di ricostruzione degli ambienti naturali. Il programma prevede otto grandi opere di ripristino degli habitat attraverso rinaturazione, ripristino e tutela degli ambienti fragili per proteggere, valorizzare il territorio, per migliorare la fruibilità da parte delle comunità locali, restituire aree verdi ed educare la popolazione.

Il protocollo d'intesa tra Comune di Fermo e WWF è esattamente di un anno fa.

Oggi a Casabianca, presso lo Chalet “Bagni Anna”, confinante proprio con le oasi naturalistiche, è stato presentato il progetto. Presenti i vertici comunali e il direttivo nazionale e regionale del WWF al completo (vedi foto); sono intervenuti anche il botanico Manuel Tiburtini e l'ornitologo Nazzareno Polini, entrambi esperti locali.

Il WWF finora ha investito nel progetto circa 150mila euro (grazie anche alla collaborazione di Banca Intesa e Jova beach party), d'ora in poi si farà carico dei costi il Comune di Fermo, attraverso l'Ufficio Ambiente e la municipalizzata Asite. Il Comune parteciperà ad un bando regionale che finanzierà il progetto per l'area naturalistica di Marina Palmense attraverso un I.T.I. urbano (Investimenti Territoriali Integrati).

A margine della conferenza stampa l'assessore Ciarrocchi ha sottolineato che una concessione balneare che era prevista poco a nord dell'Hotel Royal, a contatto con le oasi naturalistiche, è stata spostata di poco a sud (tra gli chalet Mauna Loa e Sombrero); in questo modo quello spazio resterà vuoto, com'è oggi, in funzione di “area cuscinetto”.

La fascia costiera del sud delle Marche (Province di Macerata, Fermo e Ascoli) è stata inserita tra le aree marine di reperimento da destinarsi, qualora ne ricorrano le condizioni, ad aree marine protette. Gli habitat che si andranno a ricostituire sono tra i più a rischio in Europa perché in Italia, a causa della morfologia territoriale, l'urbanizzazione e l'antropizzazione si sono concentrate soprattutto sulle fasce costiere perché spesso sono le uniche aree pianeggianti; invece questi habitat dovranno tornare a fornire rifugio a numerose specie di vegetali e uccelli.


A MARINA PALMENSE
Il progetto prevede un’opera di riqualifica e tutela di ecosistemi costieri fragili di un’area in disuso da tempo, quella dell'ex area di volo di Marina Palmense. Attraverso l’apertura di un percorso didattico e l’aggiunta di elementi di fruizione, come cartellonistica divulgativa e un’altana per l’osservazione dell’avifauna, si incoraggia la riscoperta di questa zona di pregio naturalistico. In futuro, l’area sarà interessata da un progetto per la ricostruzione di una zona umida salmastra, habitat fondamentale per l’avifauna e specie vegetali rare.

In particolare nella zona dell'ex campo di volo, grazie alla presenza di una depressione naturale la superficie risulta soggetta a modesti allagamenti periodici; questa tipologia di prateria umida nel tempo è stato oggetto di prosciugamento sistematico da parte dell'uomo, invece oggi sappiamo che rappresenta un ecosistema fondamentale per lo stoccaggio di CO2 nel suolo svolgendo un importante azione di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

La costa adriatica è un'importantissima rotta di migrazione per innumerevoli specie di uccelli, l'ex campo di volo a Marina Palmense, grazie a temporanei allagamenti, rappresenta un punto di sosta e rifocillamento per l'avifauna in transito durante il periodo delle migrazioni. Con il bird whatching si possono osservare diverse specie rare e bellissime come i fenicotteri rosa, la folaga o il combattente; all'interno di quest'area si possono trovare anche piante interessanti come le specie fitoalimurgiche ovvero specie quotidianamente utilizzati in cucina tra cui la mentuccia o la borragine.

La conservazione di questi settori risulta fondamentale per la tutela di una biodiversità che trova sempre meno spazio in cui inserirsi; con il progetto "Ripartiamo" il WWF lavora per una migliore convivenza tra persone e natura attraverso la valorizzazione di habitat da cui dipende la sopravvivenza di tutte le specie, anche di quella umana.


A CASABIANCA
Il sito di Casabianca riceve un intervento di tutela attraverso la delimitazione di tre aree sulla spiaggia ritenute habitat ideale per la riproduzione del fratino (uccello dei trampolieri in via di estinzione), è stato dotato di cartellonistica divulgativa ed è corredato da passerelle per eseguire un accesso controllato alle zone di balneazione (vedi foto in fondo).

A Casabianca troviamo diverse specie interessanti tra cui il Fratino, un uccello in pericolo di estinzione; questa specie nidifica direttamente sulla sabbia ed è costantemente minacciata dalle attività umane come la pulizia meccanica della spiaggia che distrugge i nidi o la presenza di cani che allontana i genitori in cova. Il Fratino è stato seguito sin dall'inizio, quando furono realizzate le prime oasi (anno 2006), dall'ornitologo Nazzareno Polini (foto a lato).

Il progetto è una sperimentazione che ha l’obiettivo di favorire la coesistenza di diversi interessi naturalistici presenti: in particolare, nell’area si cercherà di eradicare le specie floristiche invasive presenti (Nappa a spine lunghe, Nappola orientale) oppure quelle aliene (Fico degli ottentotti, originario del Sud Africa, che cresce rapidamente colonizzando ampie zone e che interferisce con il suolo rendendolo acido minando la sopravvivenza delle specie native).
Queste specie aliene sono una minaccia per la biodiversità locale, costituita normalmente da alcune specie native tipiche delle dune costiere dall'alto valore naturalistico come la Calcatreppola marittima, il Giglio di mare e l'Erba medica marina (vedi approfondimenti più in basso).

A RIVA DEL PESCATORE
Tra Riva del Pescatore e Lido San Tommaso, vicino al camping "Baia dei Gabbiani", è stata recentemente predisposta una riserva biogenetica; la staccionata preesistente verrà sostituita perché non idonea alla sua tutela. All’interno dell’area delimitata sono presenti specie vegetali di pregio, importanti per la realizzazione di progetti di rinaturazione e che sono caratteristiche degli ambienti dunali costieri come l'Erba medica Marina: piante fondamentali per il mantenimento delle nostre spiagge perché in grado di trattenere la sabbia portata dal vento e continuare a crescere consentendo così la sedimentazione della sabbia; in questo modo tutelano il suolo dall'erosione.

Una specie protetta a livello europeo attraverso la "Direttiva habitat" è il Giglio di mare produce bellissimi fiori bianchi tra metà luglio e fine agosto generalmente il periodo ad alta frequentazione dei litorali ciò purtroppo espone il ciclo vitale della specie ad alto rischio di calpestio o danneggiamento se non tutelato

Specie aliene: Nappa a spine lunghe e Nappola orientale.

Oltre alla Flora originaria caratteristica dell'area, sulla spiaggia fermana sono presenti anche due specie aliene o esotiche particolarmente noiose che riducono la qualità ambientale dell'ecosistema e disturbano i bagnanti si chiamano Nappa a spine lunghe e Nappola orientale. Queste due specie producono frutti spinosi che vengono utilizzati dalla pianta per diffondere i semi che grazie al caratteristico rivestimento possono essere facilmente trasportati e diffusi nell'ambiente attraverso vestiti o pelo degli animali; questo tipo di disseminazione si chiama epizocoria; inoltre se calpestati a piedi nudi possono fare molto male.
La presenza della Nappa a spine lunga e della Nappola orientale rappresenta un problema perché queste due specie competono per le risorse con le piante native, diminuendo la biodiversità e peggiorando l'aspetto della spiaggia.

Tramite lo studio della biologia di queste piante invasive si è scoperto che è possibile e radicare le due specie con un approccio basato sulla raccolta dei semi in superficie e lo sfalcio selettivo senza l'utilizzo di fitofarmaci.
Questo perché sono piante annuali la cui unica strategia di sopravvivenza è proprio una massiccia dispersione di numerosi frutti nell'ambiente; questa tecnica di eradicamento per avere successo richiede ripetuti e continuativi trattamenti poiché i semi riescono a sopravvivere dormienti nella sabbia per ben cinque anni. Altre tecniche di rimozione comunemente adottate, come ad es. la pulizia meccanica della spiaggia, al contrario creano condizioni favorevoli alla loro germinazione.

Le specie esotiche o aliene sono specie che vengono introdotte nell'ambiente dalle attività umane sia volontariamente che in modo inconsapevole al di fuori del loro naturale spazio di distribuzione. Molte specie esotiche possono diffondersi rapidamente e diventare invasive innescando una competizione con le specie native per l'utilizzo delle risorse disponibili, come le sostanze nutrienti, acqua e spazio, causando effetti significativi sulla biodiversità e sull'ambiente in cui si insediano.
Questa concorrenza può portare alla riduzione della diversità biologica con conseguente banalizzazione degli habitat e alla riduzione dei servizi ecosistemici che questi possono fornire; inoltre le specie esotiche possono alterare gli ecosistemi in cui si insediano, modificando il ciclo dei nutrienti o altri equilibri ecologici.

Anche le specie ruderali (cioè che vivono tra i ruderi) concorrono a ridurre la qualità ambientale di un ecosistema specialmente se questo è già disturbato dalle attività umane. Le specie rurali si sviluppano in ambienti degradati e poveri di terra come ad esempio i terreni abbandonati e arricchiti di sostanze nutritive; tali piante erbacee investono un'ampia percentuale delle proprie risorse nella produzione di frutti e semi da cui le popolazioni possono rigenerarsi anche a fronte di ripetuti eventi di distruzione dell'habitat.

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Questo è un articolo pubblicato il 31-07-2023 alle 07:09 sul giornale del 01 agosto 2023 - 1134 letture


Paolo Bartolomei

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