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Fermo: l’arte del legno nella mostra “Ombre” di Alberto Arimatea

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di Danilo Monterubbianesi
fermo@vivere.it


Non è mai troppo chiaro il confine fra arte e artigianato: dietro ad entrambi c’è una generosa dose di sudore, prove, tentativi falliti e quel guizzo creativo che rende unico e inconfondibile il prodotto finito. Ma spesso stare a discutere di teorie e teoremi è solo una grande perdita di tempo, come nel caso dei lavori di Alberto Arimatea, esposti nella cornice dell’Oratorio San Rocco di Torre di Palme, dal 9 al 15 luglio: tarsie lignee che riflettono una passione coltivata e perfezionata negli anni, tra opere da appendere alla parete e oggetti di uso quotidiano, come orologi, montature d’occhiali, penne e cornici per foto. Pezzi unici: belli, utili, o entrambi.

Alberto scava nei ricordi d’infanzia per trovare il germe di quella che oggi è la sua passione per il legno, la sua arte: «Fin da piccolo ho sempre giocato con il legno: con i miei amici facevamo i carri armati con i rocchetti; il primo intarsio è arrivato molto dopo, quando ho visto fare una cosa del genere da un artigiano di Anagni (FR), che faceva le classiche ceste di nature morte o quei violini circondati da fiori e altri oggetti. Ho iniziato da qui, ma poi volevo fare qualcosa di nuovo, di moderno: la tecnica dell’intarsio, antica, e dei soggetti inediti».

Così prendono vita quadri con ritratti di persone care, profili di animali, riproduzioni inedite dei grandi artisti della storia dell’arte – come opere di Van Gogh e De Chirico, esposte, o un grande intarsio del “Guernica” di Picasso, venduto ad una cliente spagnola – vedute del Duomo di Fermo da diverse angolazioni o, le ultime creazioni, degli astratti concepiti con l’ausilio di legni tinti in profondità, che danno vita ad interessanti giochi di colori e forme.

A dare il nome all’intera mostra è la serie di intarsi dedicata alle “Ombre”: soggetti umani, paesaggi esotici, e una luce che non arriva ovunque, resa dall’uso di legni naturali dalle diverse cromie. Sono le ombre tracciate dalle donne nel deserto, dai beduini, da pescatori in Cambogia, sul fiume Mekong, ma anche da persone che attraversano la strada, o da figure femminili accarezzate da un solo fascio di luce, delle quali rimane solo la chiara curva della siluette.

Altra faccia della mostra è l’oggettistica, gioielli artigianali, frutto di mesi di lavoro e anni di studio. Alberto rivela che «l’idea degli occhiali è nata da un viaggio in Francia, quando per la prima volta ne ho visto un paio in una vetrina; allora mi sono detto: “si possono fare”». Un’ispirazione della durata di un attimo ma molto tempo e altrettanti tentativi falliti prima di giungere a una montatura leggera, dalla forma accattivante e, soprattutto, dall’unicità che solo un prodotto artigianale può garantire. Oltre agli occhiali sono esposti e acquistabili portagioie con particolari disegni intarsiati, penne, orologi da tavolo e da parete con originali motivi e cornici per fotografie.

ORARI MOSTRA: 9-15 luglio, dalle 17 alle 23





Questo è un articolo pubblicato il 11-07-2023 alle 17:51 sul giornale del 12 luglio 2023 - 138 letture






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