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Un opuscolo della “13 Maggio” in ricordo di don Davide Beccerica

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di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


In queste settimane gira un piccolo opuscolo che tratta di un uomo grande. C'è la sua foto in copertina e una scritta: «In ricordo di don Davide Beccerica». Eh sì, è di lui che si parla. Di questo sacerdote che ha lasciato traccia indelebile a Porto San Giorgio, dove fu parroco per 35 anni, a Monte San Martino dove andò a vivere da anziano e non da parroco ma da aiuto al servizio della chiesa locale, in diocesi dove fu vicario generale, nell'Azione cattolica, dove fu assistente diocesano, nell'Unitalsi, Agesci, Volontariato.

Ne scrive bene Clara Grazzi Marinelli, e ne tira le conclusioni il prof. Luigi Alici.

Il breve volumetto è editato dal Gruppo Tredici Maggio che ebbe don Davide, anzi: mons. Beccerica, come presidente della Cooperativa che si occupa di ospitalità e turismo.

Sempre in copertina è riportata una frase biblica: «All'uomo appartengono i progetti del cuore ma dal Signore viene la risposta».

Mente finissima, intelligenza acuta, amore per la chiesa e per il popolo di Dio: questo era don Davide, originario di Corridonia dove era nato l'otto maggio 1932. Aggiungeremmo: fisicamente alto, voce nasale, naso aquilino, portamento distinto.

Ci piace sottolineare alcuni aspetti che la Marinelli offre ai lettori: come le mamme (anche quella del futuro don Davide) di figli seminaristi, che, a piedi, nel periodo della guerra, da Corridonia portavano a Fermo panni puliti e qualche cibo; il ruolo di insegnante di lettere di don Davide che s'avvaleva di dischi con incise le letture dei classici; le omelie tonanti che denunciavano, tra l'altro, l'esoso costo di case a Porto San Giorgio: problema per le giovani coppie; l'attenzione agli ultimi specie dopo l'aggressione subita dal sacerdote in chiesa; la condivisione di vita con altri sacerdoti giovani nelle case presbiteriali volute dal Concilio Vaticano II.

Ci sarebbe da aggiungere il ruolo di guida spirituale per le monache del monastero di Santa Caterina a Monte San Martino; il conforto dato ai bisognosi nell'anima e nel corpo; etc. etc.

Un santo? Un uomo, meglio, formato nella fede e conformato dalla fede. Troviamo un neo? Tutti ne abbiamo. Lui indulgeva nelle prediche, comunque mai banali.

Però, riprendendo dallo scritto della Marinelli: «Vivere con don Davide faceva sperimentare la sua ricca umanità di padre e di pastore, ammantata da rigore personale».

Minato nella salute dovette lasciare Monte San Martino e venne ospitato in seminario a Fermo.

Se n'è andato il 13 ottobre 2022. Una perdita che si fa sentire.




Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2023 alle 11:23 sul giornale del 05 maggio 2023 - 170 letture


adolfo leoni




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