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Fermo: i videogiochi possono diventare un lavoro? Nel secondo incontro di “Game Start: partita aperta genitori – figli”

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di Danilo Monterubbianesi
fermo@vivere.it


Con l’incontro di mercoledì 3 maggio prosegue la rassegna di eventi “Game Start: partita aperta genitori – figli” sul mondo dei videogiochi e della tecnologia, ma soprattutto sulla necessità di creare un dialogo tra generazioni, per costruire consapevolezza e far fronte comune contro i pericoli nascosti nel digitale.

Mentre il precedente appuntamento è stato dedicato ai genitori e alle attenzioni che dovrebbero dedicare alla vita online dei figli e il prossimo venerdì 12 maggio alle 18 presso il Centro Sociale Campiglione prevederà una sessione di gioco genitori – figli (su prenotazione), quest’ultimo, tenutosi presso l’ISC “Da Vinci – Ungaretti” di Fermo, ha visto come protagonisti i più piccoli, che hanno potuto ascoltare le testimonianze, oltre che del Dott. Emanuele Frontoni, docente di computer science presso l’università di Macerata, di professionisti nel mondo dal gaming, che hanno dimostrato come i videogiochi, da passatempo, possano diventare un lavoro.

L’Ancona Calcio è stata una delle prime squadre del campionato di Serie C a disporre di un team di e-sports, come ha spiegato Luca Rotili, uno dei giocatori e responsabile marketing e comunicazione per la squadra. L’unica differenza con la realtà è che non si gioca fisicamente, utilizzando i già conosciuti Fifa e Efootball (ex Pes), ma “anche noi abbiamo un coach, che fa anche da mental coach, dato che la componente psicologica e relativa allo stresso gioca un ruolo importante. Siamo quattro giocatori, e oltre alle sedute di allenamento e alle partite, studiamo e gestiamo le risorse economiche e la qualità della rosa di cui disponiamo”. Da sottolineare inoltre come sia importante “distinguere il lavoro dalla passione, dal divertimento” e “il divertimento dal vizio, anche per noi professionisti”, ragion per cui si dà molto peso alla salute mentale all’interno dell’ambiente e-sports.

Il gioco a questi livelli non toglie nulla allo studio”, ha detto, tranquillizzando anche genitori e insegnanti, Stefano Presenti, sviluppatore web e da 4 anni in Ferrari come coach del loro team di e-sports, facendo notare anche quanto sia fondamentale la formazione per questo tipo di professioni, che, ad esempio, prevedono un uso fluente dell’inglese e acute capacità logiche, che solo l’istruzione può dare. In più non bisogna solo saper giocare, come già è emerso: “il divertimento è solo la punta dell’iceberg” secondo Andrea Rizzi, musicista e streamer su Twitch col nickname di @andrearizzimusic. Lo streamer, in apparenza, fa qualcosa, che sia musica, giochi o intrattenimento, per poi mostrarlo in video, ma non è solo questo: “servono delle competenze da sviluppare a seconda di quanto tu voglia farlo diventare un lavoro; lo streamer, ad esempio, è anche videomaker, per quanto riguarda il montaggio delle registrazioni, dell’audio o per sostenere una live, e deve saperne di marketing e social, perché è tramite questi canali che si acquisiscono nuovi spettatori”.

Presenti all’incontro ovviamente anche la dirigente dell’istituto comprensivo, Dott.ssa Maria Teresa Barisio, la Dott.ssa Manuela Gaspari dell’associazione Il Faro Sociale, che organizza e promuove gli incontri, e il dirigente dei Servizi Sociali del Comune di Fermo il Dott. Giovanni Della Casa, che ha ricordato il piano per la realizzazione di una ludoteca digitale, così da garantire ai giovani uno spazio ricreativo al passo coi tempi, che unisca gioco, socialità e sicurezza.



Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2023 alle 11:28 sul giornale del 05 maggio 2023 - 170 letture






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