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Fermo, è ora di dichiarare guerra a scaricatori incivili e svuotacantine abusivi

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - Nel territorio comunale aumentano le discariche abusive di plastica, gomma, materiali di risulta da lavorazioni edili o industriali che il Comune presto ritirerà gratis a domicilio per arginare il fenomeno. Il sindaco Calcinaro: «La differenziata è salita al 67% grazie alla maggioranza della popolazione che è civile e responsabile».

Fermo, città "plastic free" o... "plastic prisoner"? Sembra ormai una lotta contro i mulini a vento l'impegno dei volontari che girano nel territorio comunale di Fermo per scovare ed eliminare le discariche abusive di materiali di vario genere, purtroppo sempre più diffuse e ben nascoste al di fuori del centro abitato, lungo le strade extraurbane e nei terreni in campagna al punto che stride il recente premio conferito al Comune di Fermo.

Negli ultimi blitz la clamorosa scoperta di quintali di arredi, abiti e giocattoli, anche in ottime condizioni, lungo via Lauretana (collega la zona del seminario con la Valtenna, quindi una strada extraurbana nemmeno troppo lontana dal centro abitato). Come documentano le foto in basso, pupazzi, moto in miniatura, girelli, lavagne, zaini con libri (c'è anche "I promessi sposi") con tanto di nomi e cognomi dei proprietari. Quando oggetti, abiti e giocattoli sono in ottime condizioni, perché non regalarli alla Caritas o alle varie associazioni?

Uno dei gruppi di volontari più attivi è "Nel nostro piccolo" con Sonia Trocchianesi, Cinzia Cutini e molte altre persone che negli ultimi mesi si sono aggregate.
I volontari ogni volta trovano, raccolgono e mettono nei sacchi quintali di rifiuti, poi presi in carico dalla municipalizzata Asite che infine li conferisce regolarmente in discarica. Il fatto sconcertante è che i volontari, quando tornano dopo poche settimane negli stessi posti, trovano nuovi quintali di rifiuti nel frattempo gettati abusivamente.

C'è un boschetto, vicino ad un'attività di ristorazione, in cui sono stati trovati, sepolti sotto diversi centimetri di terra, centinaia di posate, piatti di plastica e altri oggetti che farebbero pensare a rifiuti che la medesima attività non abbia smaltito regolarmente; però potrebbe trattarsi anche della concorrenza che va a smaltire lì per incolpare quelle attività di ristorazione, chissà. Resta il fatto che si tratta di quintali di materiale plastico sotterrato e spesso anche rifiuti speciali che inquinano pericolosamente le coltivazioni oppure che scola nei fossati e infine arriva al mare. Sempre a Salvano trovata una decina di contenitori di additivi per diesel; a Campiglione, sopra al nuovo ospedale, una discarica con lavandino, tazza wc (foto in basso).

«È un problema serio che conosciamo benissimo - dichiara il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro - anzi ringraziamo i volontari di "Nel nostro piccolo" come tutte le altre associazioni che si prodigano in questa attività nell'interesse collettivo.
Premetto che la certificazione e i controlli regionali sulla nostra differenziata ci hanno portato dal 2015 ad oggi dal 51 al 67%, merito dei cittadini civili e responsabili che sono la stragrande maggioranza. Io stimo l'attività di Sonia Trocchianesi e di tutti i volontari che vanno a scovare discariche abusive in giro e le segnalano. Anche io - rivela il primo cittadino - andando in bicicletta ogni tanto trovo delle discariche abusive; recentemente ne ho viste due nelle Contrade Montesecco e Casciotta, cioè poco sotto Capodarco. Ho aperto anche i sacchi ma non c'erano indicazioni per risalire alla provenienza dell'immondizia».

«Il problema - prosegue il sindaco - purtroppo non si risolve mettendo fototrappole perché il territorio comunale di Fermo è esteso 125 kmq (tanto per fare un esempio il Comune di Milano è 180 kmq) quindi pensare di controllare con fotocamere tutte le zone extraurbane in campagna è una pia illusione. Ci abbiamo provato, ad esempio, installando una telecamera nell'isola ecologica a Lido Tre Archi vicino al ponte sul fiume Tenna, abbiamo scoperto che ci venivano a scaricare dai comuni vicini, li abbiamo sanzionati, però anziché smettere hanno cambiato zona e sono gli stessi che adesso scaricano abusivamente a San Marco o sotto Capodarco. In merito a via Lauretana quella discarica è di vecchia data e abbiamo già sanzionato il proprietario del terreno».

In questi casi infatti i corresponsabili sono due, però quello "vero", cioè lo scaricatore, se non è colto in flagrante resta impunito, mentre il proprietario del terreno per non essere sanzionato dovrebbe, secondo legge, recintare l'aerea o comunque rendere impossibile lo scarico di nascosto dall'esterno: sembra assurdo ma la legge questo prevede.

Trattandosi per lo più di proprietà private il Comune non può intervenire subito: per legge è necessario un procedimento amministrativo abbastanza complesso fatto di diverse fasi, prima la sanzione e solo successivamente, dopo complicate notifiche, l'ente pubblico può sostituirsi al privato ed andare a recuperare l'immondizia.
In molti casi si tratta di rifiuti speciali che neanche gli operatori dell'Asite sono autorizzati a ritirare ma è necessario chiamare imprese specializzate che hanno una determinata certificazione ISO che possono trattare smaltire i rifiuti speciali, e ogni volta sono costi per le casse del Comune.

In conclusione rincorrere e beccare in flagrante gli scaricatori abusivi è assai difficile; poco facile anche individuarli dalla tipologia di rifiuti perché non lasciano tracce.
Tra i maggiori responsabili ci sono i cosiddetti "svuotacantine", oppure coloro che scaricano materiali di risulta delle lavorazioni edili private, che cercano di risparmiare perché conferire i rifiuti in discarica ha dei costi.

Visto tutto ciò, il Comune ha pensato di affrontare il problema in diversa maniera: anziché rincorrere inutilmente gli scaricatori, si punterà a persuadere i privati a non affidarsi a soggetti che poi, per risparmiare, gettano i rifiuti dove capita anziché conferire in discarica.

Il Comune sta per far partire un nuovo servizio comunale che consentirà a qualsiasi privato di chiedere ed ottenere gratuitamente dall'Asite il ritiro a domicilio non solo dei rifiuti ingombranti (servizio già attivo da anni) ma anche dei materiali di risulta da lavorazioni edilizie private (cartongessi, calcinacci da demolizioni, sanitari), rifiuti speciali nonché tutti gli oggetti, arredi vari e i materiali di solito presi in consegna dagli "svuotacantine".
In questo modo, eliminando l'obbligo del conferimento in discarica a cura dei privati o di soggetti da loro incaricati e rendendo il servizio gratuito, il Comune di Fermo prova ad arginare il fenomeno delle discariche abusive e pericolose.
Resterà il problema che vengono a scaricare nel territorio del Comune di Fermo anche dai comuni limitrofi; ad esempio all'ecocentro di San Martino spesso si presentano privati con rifiuti ingombranti che però provengono non dal Comune di Fermo.

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Questo è un articolo pubblicato il 22-03-2023 alle 12:10 sul giornale del 23 marzo 2023 - 1498 letture


Paolo Bartolomei




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