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Fermo, i Caduti della Grande Guerra gettati nell'immondizia

3' di lettura
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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - Sono state finalmente recuperate tutte le parti del vecchio monumento ai Caduti della prima guerra mondiale in passato esposto in Piazza del Popolo e che da circa una trentina d'anni erano vergognosamente abbandonate nell'autoparco comunale in mezzo ai rifiuti.

Nel novembre 2018 tutti i comuni d'Italia hanno celebrato il centenario della fine della prima guerra mondiale, l'ultimo conflitto che l'Italia ha vinto. A Fermo, città di studi universitari e da pochi anni Città dell'apprendimento UNESCO, nessuno si è però chiesto dove fosse finito il monumento funebre con i nomi dei Caduti della grande guerra che in passato campeggiava sul lato destro della facciata del Palazzo degli Studi, praticamente poco sopra la Gelateria "La Veneta" (vedi immagine in basso).

Sembra sia stato rimosso una trentina di anni fa quando fu inaugurato al Girifalco il nuovo monumento dedicato a tutti i Caduti di tutte le guerre, il quale però non riporta più i nomi (forse è dedicato anche ai fermani caduti alle Termopili esattamente 2500 anni fa?).
Altri sostengono che il monumento funebre in piazza sia stato fatto sparire perché includeva un'espressione della retorica fascista ("per la conquista dell'impero littorio"), frase che difatti si legge bene nell'immagine storica (vedi immagini in basso), mentre nelle foto scattate pochi giorni fa all'autoparco si nota bene come, a suo tempo (presumibilmente nell'immediato ultimo dopoguerra), fosse stata rimossa alla buona con uno scalpello (per coprirla sarebbe bastato, ad. es. sovrapporre una decorazione).

Allo stesso tempo nella chiesetta della parte monumentale del Cimitero di Fermo è stata sempre, e lo è tutt'ora, presente una lapide generica con i nomi dei "Caduti per la Patria", senza specificare di quale conflitto; in essa però compaiono i nomi di Bruno Recchioni ed Enzo Ficcadenti che morirono nel secondo conflitto mondiale. Come mai questa strana disparità di trattamento?

Resta il fatto che dopo numerose sollecitazioni ricevute dal Comune, anche attraverso i social, è iniziata la ricerca dei resti di quel monumento funebre e fortunatamente era stato solo abbandonato, non distrutto o gettato in discarica.
Pochi giorni fa finalmente il recupero delle lapidi e delle varie decorazioni del monumento che si trovano nello stato testimoniato dalle immagini in basso e quella di copertina di questo articolo.

Ora l'Amministrazione comunale deciderà, forse (si spera) in condivisione con le varie associazioni storiche e culturali della città, cosa fare.
Visto che nel Cimitero monumentale di Fermo c'è già la lapide con i caduti della seconda guerra mondiale, la decisione più scontata è che quelli del precedente conflitto vengono messi accanto, nella facciata destra della chiesa che sembra rimasta libera proprio per loro.
Se alcune parti del monumento dovessero essere troppo rovinate e non recuperabili non è escluso che vengano ricostruite delle repliche identiche.
(Cliccare sulle foto in basso per leggere la didascalia).


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Questo è un articolo pubblicato il 04-02-2023 alle 11:10 sul giornale del 05 febbraio 2023 - 1414 letture


Paolo Bartolomei




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