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Un cammino tra gli antichi sentieri, a piedi, in bici, a cavallo

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di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


Quando nel 2012 venne fondata l'associazione Antichi sentieri – Nuovi cammini non era di moda andar per strade sterrate e campagne. Vi si aggiravano solo i cultori della natura e del silenzio. Che non avevano bisogno di Greta Thumberg per amare e difendere il Creato. Poi la pandemia, le restrizioni, la “reclusione”, e subito dopo l'andare a piedi è diventata necessità e nuova passione. Gli Antichi sentieri – Nuovi cammini sono sempre rimasti in “campo”, ma aprendo nuove possibilità come quella del cavallo: trekking sui quattro zampe così come a piedi e in bici. Nei giorni scorsi sono stati varati alcuni itinerari. Saranno promozionati anche in inglese su una piattaforma internazionale.

Il primo di questi prende l'avvio da Cerreto di Montegiorgio, il minuscolo borgo medievale che si trova in un fondo valle. L’itinerario si snoda attraverso una porzione della campagna fermana, tocca Alteta, supera la strada provinciale per Francavilla d'Ete, sino ad una grande e inaspettata chiesa seicentesca immersa nel verde, a Mogliano. È il santuario di Santa Croce, sacro edificio che incorpora una chiesa più piccola, quasi una Porziuncola, dalla pietra leggendaria: se bagnata in primavera, indica grano abbondante.

Il secondo itinerario punta a nord - ovest, da Servigliano a Penna San Giovanni.

Oggi è il fiume Tenna. Ieri era il Tignium, forse folletto dispettoso. Il corso d'acqua bagna Falerio Picenus (Falerone). Dopo averlo risalito verso Penna San Giovanni, lo si lascia per imboccare un sentiero semi-abbandonato che scende ad un affluente. È il Salino, il "fiume salato". La leggenda vuole che così fosse trasformato dalla Sibilla su richiesta dei Piceni che non volevano gli esuli Troiani stanziarsi sulla propria terra. «Ci penso io» disse la profetessa dei monti. E così fece rendendo amara l'acqua dolce del torrente.

Con queste immagini, superiamo le dieci anse, arrivando sino ad un vero e proprio Canyon, una forra, una grande spaccatura nella roccia dove sino a 70-80 anni fa sorgeva una stazione termale. Sono le antiche saline romane, molto conosciute e sfruttate anche dallo Stato della Chiesa. Il sale era ricchezza, con il sale si pagava, non a caso salario deriva proprio da sale. Sino a qualche secolo fa donne dei dintorni coprivano chilometri a piedi per approvvigionarsi alle saline.

Due esempi di itinerari. Di altri parleremo in seguito. Ma non è solo cammino, pedale o trotto, sono anche racconti, teatro all'aperto, suggestivi incontri. È Terra di Marca che vuol parlare.



Questo è un articolo pubblicato il 29-01-2023 alle 11:29 sul giornale del 30 gennaio 2023 - 334 letture


adolfo leoni




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