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Fermo: “Giornata dedicata alle persone scomparse”. Il Prefetto Rocchegiani: “Intervento immediato e vicinanza alle famiglie”

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da Silvia Cotechini


Il Prefetto Rocchegiani ha invitato le Istituzioni coinvolte e tutta la cittadinanza a riflettere sulla problematica e sugli strumenti a disposizione per fronteggiarla. Gli elementi fondamentali: tempestività e vicinanza ai familiari degli scomparsi.

Oggi, 12 dicembre, ricorre la "Giornata dedicata alle persone scomparse”. Per il Prefetto di Fermo, Dott. Michele Rocchegiani, non si tratta solo di un momento di riflessione, ma di un’occasione per informare la cittadinanza sulle procedure che si attivano in tali circostanze. Procedure che sottendono un’iniziativa di collaborazione che riguarda la provincia e l’intera regione.

Parola d’ordine: tempestività.

“Ogni caso di scomparsa ha le sue caratteristiche, come lo stato di salute della persona scomparsa, il luogo di ricerca e molto altro, ma il comun denominatore è la necessaria immediatezza dell’intervento” esordisce il Prefetto. Accanto a Rocchegiani siede Alessia Natali, portavoce dell’Associazione Penelope Italia, Associazione Nazionale delle Famiglie e degli Amici delle Persone Scomparse. Durante il suo toccante intervento, Natali ci tiene a fornire un dato preciso: dal 1974 al 2022 i casi di scomparsa di persone mai ritrovate sono oltre 77.000. “Immaginate due città come Fermo che improvvisamente svaniscono” dice Natali, soffermandosi però su un aspetto che pochi tengono in considerazione quando avviene un caso di sparizione: nessuno pensa ai familiari che restano in attesa. In media, per ogni persona scomparsa ci sono tre persone che aspettano. Padri, madri, amici che non riescono a vivere un lutto (si trovano, effettivamente, senza un corpo su cui piangere) e che continuano a sperare di vedere il loro affetto varcare la porta di casa.

L’associazione Penelope è da vent’anni dalla parte di coloro che aspettano. “Io stessa sono figlia di un padre scomparso, ritrovato vivo poco dopo tempo, per fortuna. Ma già dopo tre giorni mi avevano detto di considerarlo morto. Ho continuato imperterrita le ricerche, pensando che anche un corpo senza vita merita di tornare a casa” racconta Alessia. I dati nelle Marche sono altrettanto allarmanti: le “scomparse a Km zero” – come le definisce Natali – sono circa 700, e 31 sono le denunce di scomparsa da gennaio a giugno 2022 (16 di queste persone sono state ritrovate, ma 15 ancora risultano scomparse).

Concretamente, l’associazione si propone di fare da mediatore tra il parente dello scomparso e le istituzioni. “Penelope” ha anche proposto delle modifiche di leggi al Parlamento, l’ultima quella dell’articolo 58 del Codice civile, che prevede la dichiarazione di morte presunta dopo 10 anni dalla scomparsa. Un tempo così dilatato non consente alle famiglie di sbloccare una situazione economica patrimoniale, così l’associazione ha proposto di anticipare a 5 anni. Altro grande passo avanti è quello di consentire a chiunque di denunciare una scomparsa, non solo ai familiari.

Altrettanto d’impatto le testimonianze dei “protagonisti”, quegli enti che per primi si mettono al lavoro in caso di denuncia di scomparsa. Il Dott. Antonio Stavale, vicario del Questore, racconta dei complessi casi di sparizione di minori. Con l’esempio di una giovanissima ragazza scomparsa e ritrovata dopo quattro mesi, Stavale ricorda che ogni minimo dettaglio è rilevante per l’indagine. Dello stesso avviso è Gino Troiani, Comandante provinciale dei Carabinieri, che recentemente ha ricevuto ben 50 denunce di scomparsa, l’80-85% delle quali riguardavano minori, perlopiù stranieri e non accompagnati, che si allontanano spontaneamente dalla comunità di provenienza.

Intervengono anche il Comandante provinciale della Finanza, il Colonnello Massimiliano Bolognese e il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, l’Ing. Paolo Fazzini. I due enti svolgono un ruolo fondamentale nella ricerca di una persona scomparsa, entrambi pronti ad agire anche in situazioni impervie. L’Unità di Crisi locale svolge la funzione di coordinamento delle forze attive creando una mappatura del territorio che permette una ricerca più precisa e più estesa.

Impossibile dimenticare il grande impegno dei volontari della Protezione Civile, dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto San Giorgio, della Polizia locale, del 118 di Fermo e di tutte le associazioni di volontariato.


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Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2022 alle 18:04 sul giornale del 13 dicembre 2022 - 170 letture






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