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Un viaggio nel linguaggio fotografico di Veronica Ferri: "La fotografia fa parte della mia vita"

3' di lettura
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da Barbara Palombi 
redazione@viverefermo.it


Veronica Ferri, classe 2000, laureanda all'Accademia delle Belle Arti di Brera, è una giovane fotografa che è riuscita a creare un proprio linguaggio stilistico attraverso le immagini.

Una passione nata sin da piccola e coltivata da autodidatta dopo gli studi al liceo scientifico e poi la scelta di iscriversi all'Accademia che le ha dato l'opportunità di acquisire le tecniche e perfezionare il suo stile. Durante la pandemia ha colto l'opportunità di dedicarsi alla fotografia intraprendendo un percorso creativo che le ha permesso di realizzare più di seimila scatti e di superare i timori iniziali mostrando i suoi lavori. Ha preso parte alle collettive organizzate dal gruppo Multiarte nelle Marche, per poi approdare a Roma nella Galleria Internazionale ‘Area contesa arte’ in cui ha esposto la sua prima personale. Successivamente ha preso parte al premio internazionale di Brera, ricevendo una menzione di merito per la sua originalità nella ricerca stilistica. "Il mio rapporto con la fotografia è molto particolare - spiega Veronica - sono circa sei anni che faccio autoscatti ed è rimasto sempre il mio mezzo di espressione preferito perché ho la possibilità di stare sia davanti all'obiettivo che dietro. Ciò mi permette di organizzare l'immagine finale fino ai minimi dettagli, ho un approccio perfezionista e cerco sempre di rappresentare al meglio quella che ho in mente. L'amore per la fotografia ha anche una corrispondenza sul lato esistenziale e sulla mia visione artistica. Come dice Roland Barthes nel testo “La Camera Chiara: “ la fotografia permette di fissare un punto, una millesima parte di vita, che nel momento in cui viene scattata è già perduta, e quindi è fotografare la morte, la fotografia è l'immagine della morte”. La scelta di praticare autoscatti è un tentativo di riconoscersi, di fissare la mia identità , poter dire “Io sono questo”, è una continua ricerca della propria essenza. In particolare la fotografia digitale mi permette di agire in post produzione con alcuni software dipost - produzione e così riesco a realizzare degli scenari onirici e surreali che in altro modo non avrei la possibilità di rappresentare. Se guardo al mio futuro ovviamente non posso escludere la fotografia, sono sicura che mi accompagnerà per tutta la vita. Ho in programma delle esposizioni a Firenze nel mese di Novembre e una mostra a Londra nella ”The Cript Gallery" a Dicembre. Non mi dispiacerebbe ampliare la mia ricerca anche sul sul mondo del graphic design e dell'illustrazione; infatti proprio in questo anno ho lavorato come illustratrice al libro "Le carte iniziatiche della Divina Commedia" con l'autrice Grazia Colli. D'altronde credo che una visione creativa sia applicabile in molte forme d'arte anche perché il futuro dell'arte, come abbiamo visto già nella storia dell'arte contemporanea, è un confluire di tutte le arti che nella storia sono state esplorate in modo singolo e settario. Riesco chiaramente a vedere un'unione di tutte le discipline ,che è quello che cerco anche di fare nel mio lavoro".


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Questo è un articolo pubblicato il 07-12-2022 alle 06:24 sul giornale del 08 dicembre 2022 - 430 letture






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