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Enrico Guidi, la Fermanità nella Fermana

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - Da pochi giorni è rientrato a pieno titolo tra i collaboratori della società canarina anche Enrico Guidi con l'incarico di addetto all'arbitro. Guidi non è un collaboratore qualsiasi, il suo cognome è simbolo di fermanità, copre un secolo di storia della Fermana Calcio.

Lo zio Eraldo Guidi ha giocato nei Pulcini della US Fermana Calcio negli anni 1934-36 quando allenatore sia della prima squadra che del settore giovanile era l'ex Nazionale ungherese ed ex Milan Arpad Hajos. Nel 1939/40 era nella prima squadra insieme a Elvio Matè, siglò 5 gol. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, zio Eraldo ha ricoperto il ruolo sia di allenatore che di direttore tecnico (la cui differenza molti decenni fa era assai sottile) dalla fine degli anni Quaranta fino agli anni Settanta, rappresentando un rarissimo esempio di lungo attaccamento ai colori sociali.

Un figlio di Eraldo, Luca, nei primi anni Ottanta ha militato, manco a dirlo, con le giovanili della Fermana (allenatori Elvio Matè e Mariano Pavoni).

Il nonno materno di Enrico, Italo Bonfigli, è tra i soci storici della Fermana.

Il padre di Enrico, Eriberto, è stato uno dei più celebri fotografi professionisti di Fermo; sin da bambino è stato sempre tifoso e sostenitore della Fermana, passione che ha trasmesso al figlio Enrico; conservò gelosamente vecchi giornali e periodici che andavano indietro fino agli anni Trenta che, insieme alla sua memoria storica personale delle vicende della Fermana, hanno contribuito non poco alla realizzazione del libro-almanacco sulla storia della società e squadra gialloblù uscito quattro anni fa.

Anche Enrico segue e tifa la Fermana praticamente da quando è in fasce. Il passaggio da tifoso a collaboratore è avvenuto nel 1994 (presidente Paolo Belleggia, ds Gianni Rosati) quando diventò accompagnatore e team manager in occasione di una promozione in C2. Nei cinque anni successivi la Fermana è stata poi promossa anche in serie C1 e poi in serie B.

Dopo una pausa di alcuni anni, Enrico, oggi dirigente di una nota compagnia petrolifera, è rientrato tra i collaboratori societari nel 2016 (con la società di Vecchiola e dei Simoni), dopo appena un anno la Fermana ha conquistato la promozione in serie C; a questo punto due indizi potrebbero fare una prova ed Enrico essere considerato un portafortuna gialloblù.

Enrico è entrato involontariamente nella storia una domenica di novembre del 1996 quando, durante un infuocato derby Fermana-Giulianova in serie C1, nel tentativo di placare il portiere canarino Soviero che era stato appena espulso, subì dallo stesso giocatore una mossa di judo, volando per aria, per fortuna senza conseguenze (immagini in basso); le immagini e i fotogrammi hanno fatto il giro del mondo e tuttora sono ancora virali sui vari social.
Nel caso di Enrico non è solo un modo di dire che per la propria squadra del cuore a volte si rischia l'osso del collo!

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Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2022 alle 18:27 sul giornale del 13 ottobre 2022 - 1440 letture


Paolo Bartolomei




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