A Fermo il progetto R.O.A.D. per combattere il disagio giovanile

3' di lettura 04/10/2022 - Si chiama R.O.A.D. (Ragazzi Oggi Adulti Domani). È il nuovo progetto educativo di comunità che è stato avviato a Fermo dalla Cooperativa sociale Il Faro finanziato dal Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo. La nuova azione educativa risponde al problema del disagio giovanile che può sfociare in un alto numero di ragazzi a rischio di pratiche devianti.

I dati 2017 riguardanti le Marche indicano, per ciò che concerne l’abuso di sostanze, che il 9,1% dei giovani (fascia d’età 11-30) è stato preso in carico da Presidi, Sert e Dipartimenti Sanitari. Per quanto riguardai giovani che non studiano né lavorano, i NEET, prima della pandemia - secondo i dati Eurostat nel 2019 - questi costituivano l’11,5% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni, rispetto al 19,2% del 2016.

«Vi è ancora quindi – dice il neo presidente de Il Faro, il fermano Marcello Naldini - una quota consistente di ragazzi che non trovano la loro strada. Inoltre, secondo l’indagine “Istat, rapporto annuale, la situazione del Paese”, il titolo di studio spesso non incide come dovrebbe sul tipo di lavoro che poi si riesce a trovare. Ciò comporta un "disfattismo giovanile" nell'accontentarsi a ciò che lavorativamente si trova».

Nei distretti di Fermo, Macerata e Civitanova Marche, sottolinea Naldini, «i dati dei fenomeni disgregativi sono allarmanti: depressione, solitudine e senso di isolamento; abuso di alcol e sostanze stupefacenti, disturbi d'ansia; bullismo, autolesionismo nel 33,2% dei casi (fonti Uffici dei Servizi Sociali dei Comuni). Con riguardo alla ricerca del lavoro, le principali problematiche derivano, oltre che dalla contrazione della domanda di lavoro, dal mancato allineamento tra aspettative professionali e opportunità di impiego».

Secondo l’indagine condotta di recente dall’Istituto Demopolis e promossa dall’Istituto Con i Bambini, a livello nazionale il 78% dei genitori segnala la dipendenza da Internet nei ragazzi; oltre la metà testimonia l’aumento dell’ansia fra i minori. Viene rilevato anche l’aumento di disturbi alimentari e il cyberbullismo (22%), casi di fobia sociale (20%), insonnia (18%). In alcuni casi, questi disturbi portano all’emersione di un problema più grave, denominato “Hikikomori”, termine giapponese per definire il ritiro volontario dalla società, che colpisce i giovani tra i 14 e i 30 anni e che richiede l’intervento di professionisti. L’Associazione Hikikomori Italia afferma che sono 541 mila i casi accertati.

«Per superare il momento di crisi dei ragazzi, - ribadisce Naldini rifacendosi proprio all’indagine Demopolis - diventa quindi fondamentale per i genitori (8 su 10) la continuità scolastica, la socialità fra coetanei (69%) e le attività sportive e ludiche (63%)».

Partendo da questa situazione, ecco allora R.O.A.D. dove la comunità si rende il luogo ottimale per il recupero delle competenze sociali e professionali dei ragazzi, condividendo la responsabilità del benessere degli stessi mediante la realizzazione di attività extrascolastiche, laboratori e sportelli di ascolto mediante operatori formati (auspicabile per il 44% dei genitori).

A Fermo, vengono proposte azioni distinte per fasce d’età (11-19 anni e 20-29 anni), riguardanti attività di tutoraggio e affiancamento dei ragazzi con attività laboratoriali, corsi professionalizzanti sui mestieri, percorsi di ricerca pro-attiva del lavoro, corsi di educazione digitale, servizio di ascolto psicologico, educativa di strada.

Oltre alla Cooperativa Il Faro, ente Capofila, fanno parte della rete di partenariato anche CDS Marche Sud, RED (Rete Educazione Digitale), Human Foundation, Imprendere srl e Wega Formazione, in aggiunta agli Ambiti Sociali Territoriali 14 di Civitanova Marche, 15 di Macerata e 19 di Fermo. Le scuole fermane che hanno aderito alla rete di partenariato sono il Liceo Classico Annibal Caro e l’ISC Da Vinci-Ungaretti.




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 04-10-2022 alle 10:42 sul giornale del 05 ottobre 2022 - 252 letture

In questo articolo si parla di adolfo leoni

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/dtwa