x

SEI IN > VIVERE FERMO > SPETTACOLI
articolo

Sant’Elpidio a Mare: Pupi Avati incanta il Cicconi, standing ovation per il Maestro super-ospite di Libri a 180°

3' di lettura
294

da Roberta Ripa

fermo@vivere.it


Teatro pieno e standing ovation finale per il grande Maestro Pupi Avati che, ospite ieri sera di Giulia Ciarapica al Festival Libri a 180° per presentare il suo libro “L’alta fantasia”, ha incantato gli ospiti, tra aneddoti della sua vita e citazioni dantesche.

“Libri a 180°”, il festival letterario che da domenica 25 settembre anima le serate elpidiensi a suon di libri e grandi ospiti dal mondo editoriale, mette in archivio un’altra serata di successo. Quella di ieri, anzi, è stata probabilmente una delle serate più emozionanti di questa quarta edizione della manifestazione, e di certo una delle più apprezzate dal pubblico, accorso numeroso al Cicconi per il super-ospite Pupi Avati. E in un festival che ha come protagonisti i libri e i suoi autori, anche il grande Maestro si è presentato in veste di autore, presentando il suo libro “L’alta fantasia”, pubblicato nel 2021 da Solferino Libri, la cui trama riassume in gran parte i contenuti dell’ultimo lavoro cinematografico di Avati, “Dante”, uscito nelle sale il 29 settembre.

“L’alta fantasia” è un’opera al limite tra il saggio e il romanzo, che ripercorre la vita del giovane Dante Alighieri in maniera inedita e originale, partendo dal giorno in cui Giovanni Boccaccio decide di rimettersi sulle tracce del Sommo Poeta, intenzionato a voler risarcire la figlia, Beatrice, dell’esilio ingiusto a cui era stato costretto il padre. Il viaggio di Boccaccio alla scoperta di Dante si intreccia così con il viaggio del lettore alla scoperta della vita dell’uomo che ha regalato alla letteratura italiana la sua opera più importante. Scopriamo così che Avati, oltre al grande regista nonché scrittore che tutti conosciamo, è anche un dantista appassionato, che da diversi decenni studia con interesse la vita del Poeta. “Quel che ho più apprezzato in quest’opera è che il Dante eterno, ineffabile, a cui siamo abituati diventa uomo, terreno, fruibile a tutti”, ha commentato Giulia Ciarapica introducendo il romanzo e il suo autore; “ci hai regalato un Dante ragazzo, giovane, che nessuno di noi ha mai avuto modo prima di conoscere”. E Pupi Avati da questo spunto parte e inizia quella che ben presto prende le forme di una vera e propria lectio magistralis sulla vita, con il Maestro che, “essendo arrivato alla quarta fase della vita umana, quella della vecchiaia”, come lui stesso dice, si sente in dovere di spiegare alla platea come vivere al meglio la vita. Avati incanta il pubblico per oltre un’ora, guidandolo in un viaggio che va dal Medioevo dantesco al novecento bolognese. Tra gli aneddoti della gioventù bolognese di Avati che si intrecciano alle citazioni dantesche, o il racconto dell’amore proibito di Dante e Beatrice che è lo spunto per ricordare i corteggiamenti di epoche lontane “sotto i portici di Bologna”, il tempo insieme al Maestro trascorre piacevolmente, come se si stesse ascoltando un amico di vecchia data. E Giulia Ciarapica si dimostra perfettamente all’altezza del suo ruolo, interloquendo con la massima disinvoltura con uno dei più grandi Maestri del nostro tempo. “Il Festival non è ancora concluso, ma posso già dire che è stata un’edizione emozionante”, ha scritto infatti sulla sua pagina Facebook.

Ma “Libri a 180°” non si conclude qui, perché la chiusura del Festival è affidata questa sera a un altro grande volto del cinema e del teatro, Andrea Bosca, che porta in scena “Ma il mio nome è Paco” di Beppe Fenoglio, al Teatro Cicconi alle 21:30.




Questo è un articolo pubblicato il 02-10-2022 alle 19:18 sul giornale del 03 ottobre 2022 - 294 letture






qrcode