Fermo, la Prefetta Filippi va in pensione: "Porto via con me tanti momenti significativi"

4' di lettura 27/09/2022 - Tre anni e mezzo fa, nell’aprile 2019 è iniziata la sua avventura a capo della Prefettura di Fermo. Ora, per il Prefetto Vincenza Filippi, è arrivato il tempo dei saluti. Dal prossimo 1 ottobre si godrà la pensione, dedicandosi ai suoi affetti e alle sue passioni. Stamane, in Prefettura, l’incontro con la stampa per il saluto.

Nei suoi tre anni e mezzo di mandato si è insinuata la pandemia. «È stata una pietra miliare durissima, impegnativa e complicata a livello di coscienza e di etica, sia come funzionario pubblico che come cittadina, mamma e moglie» ha dichiarato, ma al di fuori della pandemia tanti sono stati i momenti gradevoli. «Penso agli incontri con le scuole, in particolare ad un momento conviviale a Lido San Tommaso in una scuola multietnica in cui ho visto gioia e compartecipazione. È stata la migliore testimonianza di come il percorso di rinascita e rigenerazione portato avanti con l’amministrazione comunale di Fermo avesse prodotto risultati significativi» ha ricordato. Ma sono stati tanti i momenti significativi citati dalla Filippi: «Come funzionario del Ministero dell’Interno penso anche al concerto della banda della Polizia di Stato a Fermo, con un tripudio di visione del tricolore. Poi, i momenti con le varie organizzazioni sociali e del volontariato e gli incontri in sede di Conferenza Permanente per l’Osservatorio sul Credito, in cui, sotto pandemia, si è parlato di come affrontare dal punto di vista sociale ed economico i bisogni della collettività; e lo si è fatto con persone competenti in materia, dalla Banca d’Italia alle Camere di Commercio, fino agli istituti di credito più significativi del territorio. Toccante anche l’inaugurazione del santuario dell’Ambro, connessa con il tema della ricostruzione, sempre affrontato con i sindaci e il commissario Legnini». E ancora, l’enorme opera preparatoria per i grandi eventi, dalle Frecce Tricolori al Jova Beach Party. «Per il primo concerto abbiamo studiato tre mesi, mettendo in campo una task force molto significativa. Ci furono 40mila spettatori, ancora adesso guardando le foto rimango basita. Abbiamo fatto scoprire a tutta Italia che Fermo ha il mare». Toccanti anche i momenti vissuti nella comunità di Capodarco: «Rappresenta un’eccellenza del territorio, dove i bisogni dei fragili trovano accoglienza. Ne avevo sentito parlare prima di arrivare, bene la visione di welfare socio-sanitario sentita da don Vinicio». Poi la voglia di conoscere a pieno ogni angolo della provincia: «Era un mio desiderio e ci sono riuscita, nonostante la pandemia. Ho visitato tutti i 40 comuni della provincia, borghi bellissimi ognuno con le sue peculiarità e criticità, dai Sibillini, con necessità dell’istituzione di un ulteriore struttura ospedaliera, fino alla battaglia per mantenere il presidio dei Vigili del Fuoco combattuta assieme al sindaco di Amandola» ha detto.

Non ha dimenticato Lido di Tre Archi la Prefetta. Si dice soddisfatta di quanto fatto. «Il cammino intrapreso è quello giusto, lì c’è una realtà difficile dal punto di vista prima di tutto urbanistico. Sono stati creati dei palazzoni enormi, una realtà ad alveare che rende difficile l’opera di sicurezza pubblica, tantoché il 1 aprile di 3 anni e mezzo fa, appena sono arrivata, mi sono resa conto subito della necessità di indire un Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica. Con il sindaco Calcinaro c’è stata sempre condivisione piena e le nostre Forze di Polizia hanno dato il loro supporto» ha detto, ringraziando il Questore, i Comandanti dei Carabinieri che si sono succeduti e la Guardia di Finanza coi loro cani antidroga. Si è sempre chiesto a gran voce il presidio fisso di polizia, ci hanno provato lei e la Prefetta precedente, ma non è mai arrivato. «La sua istituzione non può prescindere da una serie di indici oggettivi. Dei presidi di polizia mi occupavo negli anni ’90. Nelle realtà urbane attuali il livello si è alzato, perché abbiamo il fenomeno dell’immigrazione, una movida incontrollata, un uso anomale di alcol e droga, il grado di educazione è un po’ sceso. E, nel quadro generale, l’istituzione del presidio di polizia non può essere visto se non in un ottica allargata di attenzione, consapevolezza e comparazione in relazione agli indici di pericolosità» ha chiarito, aggiungendo che la penuria di risorse umane, anche all’interno delle forze dell’ordine, ha contribuito al no.

Qualche rammarico? «Si hanno sempre nella vita. Forse, se la Prefettura avesse avuto più risorse umane si poteva fare di più, lavorare di più sui protocolli di legalità e si sarebbe potuto agire nell’ordinario con meno stress. Non è vero che una provincia medio-piccola come Fermo abbia meno lavoro. Io stessa ho fatto il Prefetto, ma anche il dirigente e l’impiegata, mi sono arrangiata, ed è stato molto faticoso» ha concluso. Ora, in attesa che il Consiglio dei Ministri nomini il nuovo Prefetto, dal 13 ottobre sarà assegnato il dirigente di area 1. Quindi, a lavoro, ci saranno un vice prefetto vicario, un dirigente dell’area 1 e il dirigente del settore economico finanziario.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 27-09-2022 alle 15:41 sul giornale del 28 settembre 2022 - 1563 letture

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