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Intervista esclusiva a Toni Capuozzo. “La guerra è una gara di cattiveria e ferocia”

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di Lorenzo Cortellucci


Il noto giornalista e inviato sarà protagonista domani a Montefalcone per il nuovo appuntamento del Festival Storie. Attese grandi presenze al Teatro del Falco che, alle ore 21.30, accoglierà uno dei maestri del giornalismo moderno. Capuozzo presenterà il suo nuovo libro, ‘Giorni di guerra’ e farà un focus sul conflitto tra Ucraina e Russia, che sta sconvolgendo il mondo.

Paura, sofferenze, timori ed un futuro distrutto, questo lo scenario causato dalle guerre. Una delle più recenti è quella tra Ucraina e Russia, che sta sconvolgendo il mondo intero. Toni Capuozzo, maestro del giornalismo moderno e inviato per eccellenza, racconterà questo conflitto domani a Montefalcone, presso il Teatro del Falco. L’appuntamento si terrà alle 21.30 e fa parte della rassegna teatrale itinerante Festival Storie che coinvolge, con grande successo, otto Borghi tra le Province di Fermo e Macerata.

Il noto ed apprezzato giornalista presenterà il suo nuovo libro, ‘Giorni di guerra’, incentrato sul conflitto ‘russo-ucraino’. Per l’occasione, Toni Capuozzo ha deciso di rispondere alle domande di VivereFermo.

A Montefalcone sarà protagonista con una serata di assoluto rilievo. Il suo libro affronta temi di risonanza mondiale, come mai hai scelto un borgo così piccolo per presentarlo? “Credo che nessun posto sia piccolo o isolato per parlare di temi così importanti – esordisce Capuozzo – molto spesso è più facile parlare con tranquillità e serenità in piccole comunità come quella di Montefalcone, piuttosto che nelle metropoli. Siamo troppo abituati ai tempi televisivi, quelli del parlare sincopato e superficiale. E’ arrivato il momento di recuperare i ritmi della chiacchierata e del confronto amichevole, dove ci si riunisce, anche in pochi, per discutere e confrontarsi senza barriere o pregiudizi. Nel piccolo Comune di Montefalcone spero proprio di ritrovare questa atmosfera, che poi è la stessa che si respirava nelle ‘agorà’ dell’antica Grecia. A tal proposito ringrazio molto il Festival Storie e gli organizzatori per avermi invitato”.

Nel suo libro si concentra in particolare sul recente conflitto tra Ucraina e Russia. Questa guerra c’era da aspettarsela? Era dietro l’angolo? O è stato un fulmine a ciel sereno? “Nei primi istanti ci è sembrata un fulmine a ciel sereno, ma dopo i primi giorni abbiamo capito che si trattava di una guerra ‘stra-annunciata’. Per comprenderlo bastava ripensare alle esercitazioni Nato del 2021, o alle dichiarazioni dei leader mondiali nei mesi precedenti, senza dimenticare le tante minacce di Putin – spiega Toni Capuozzo – a mio avviso era una guerra di cui ce ne dovevamo accorgere, ma il fatto grave è stato che i leader europei non se ne siano accorti in tempo. Sono loro che avrebbero dovuto fare di più ed ora, corredo ai ripari, l’Unione Europea è diventata una finanziatrice della guerra e in tutti questi mesi non è stata capace di intavolare in vero confronto con Ucraina e Russia. Vedere la guerra come un ‘fulmine a ciel sereno’ era un lusso che potevamo permetterci noi cittadini semplici, non i leader europei”.

Delle tante guerre che ha raccontato come inviato dalla Somalia all’Afghanistan fino all’Iraq, non crede che questa tra Ucraina e Russia mostri dei caratteri nuovi, quasi inediti per un conflitto? Ogni giorno vediamo che si combatte su più fronti, dalle sanzioni dell’Europa alle ripercussioni sull’energia, fino agli attacchi web degli hacker russi. Oppure, secondo lei, alla fine dei conti, tutte le guerre si assomigliano visto che portano solo sofferenza per i civili? “Partiamo dal presupposto che la guerra è una gara di cattiveria e ferocia e il conflitto tra Russia e Ucraina non fa certo eccezione. Ovvio, stavolta le parti in causa sono diverse. Non c’è più l’America come protagonista e rispetto ad altre guerre, in questo caso, si tratta di conquistare un territorio dopo l’altro per vincere, di conseguenza le previsioni future sono molto meste, perché si è trasformata in una guerra civile con strascichi che si protrarranno a lungo – sottolinea il giornalista Capuozzo – Inoltre, si tratta della prima ‘guerra social’, perché ha trovato particolare risonanza anche tra le tendenze facebook, twitter e instagram. Ma soprattutto, è un conflitto che sentiamo molto vicino. Infatti, oltre ai tanti morti che ci hanno toccato l’animo, questa guerra ha toccato anche il nostro portafogli, vista la grave crisi energetica che si sta abbattendo sul nostro paese e che peggiorerà durante l’inverno”.

Si è parlato tanto degli aiuti che l’Unione Europea ha inviato all’Ucraina. Pensa che, in base all’esito delle prossime elezioni, possa cambiare l’apporto che l’Italia ha in questa guerra? “Aldilà dei ragionamenti sul dare o non dare sostegni all’Ucraina, posso dire che lo Stato italiano ha versato circa 22 miliardi per il popolo ucraino e tutte le forze politiche hanno votato per inviare questi fondi. Mi pare, quindi, che la classe politica italiana, con i vari schieramenti, si sia già espressa su questo tema”.

Il suo nuovo libro è stato ispirato anche dalle tante esperienze vissute da inviato di punta i vari conflitti. Come vive un giornalista quei momenti drammatici? Mentre si sta in quelle zone, si prova la stessa paura dei civili, oppure il giornalista cerca di vivere quegli istanti con distacco e professionalità? “È difficile non lasciarsi coinvolgere emotivamente, ma la dote più importante è quella di essere testimoni di un fatto. Bisogna raccontare il momento che si sta vivendo in prima persona, però, tenendo presente, che la guerra si svolge lungo un territorio vastissimo, non solo dove il giornalista si trova in quel momento – confida Capuozzo – va raccontato il conflitto da entrambe le parti, non solo dal lato dei buoni, perché ricordiamo questo, nella II Guerra Mondiale i ‘buoni’ hanno vinto scagliando due bombe atomiche sopra due centri abitati. Pensare, quindi, che in una guerra ci siano cattivi solo da una parte, non è il modo giusto di raccontare i fatti”.

Un messaggio per le nuove generazioni. Lei che è fonte di ispirazione per molti giornalisti, ai giovani che vorrebbero intraprendere questo mestiere, quale consiglio si sente di dare? “Sono sincero, tutti i testi che ho dovuto studiare per l’esame di giornalista professionista, li ho dimenticati. Quello che, invece, non ho dimenticato, che porto con me ogni giorno, sono le letture che stimolano la curiosità e aprono la mente. Un bravo giornalista non deve pensare di sapere tutto, perché altrimenti è destinato a sapere poco, ma deve essere curioso e coltivare i propri dubbi – sottolinea Toni Capuozzo – leggere è una delle attività più importanti per un giornalista. Un posto particolare spetta alla letteratura, dai classici italiani agli autori internazionali. La letteratura è la versione narrata della storia dell’uomo, leggere quei testi, oltre a migliorare il proprio bagaglio culturale, permette anche di affinare il proprio sguardo sul mondo, riuscendo a cogliere particolari spesso fondamentali. Ai giovani, inoltre, consiglio anche di viaggiare così da ampliare i propri orizzonti”.





Questo è un articolo pubblicato il 19-09-2022 alle 17:50 sul giornale del 20 settembre 2022 - 890 letture






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