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Daspo, il sindaco bacchetta il questore: "parole eccessive e ingiuste"

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FERMO - Il sindaco di Fermo interviene, con parole dure ma giuste ed equilibrate, sul comunicato della questura di Fermo che ha definito "parte malata del calcio" anche gli aggrediti negli incidenti del 6 marzo scorso.

Incidenti - va ribadito - provocati però da una falla nel sistema di sicurezza che ha consentito ai tifosi anconetani (che, come tutte le tifoserie ospiti, dovevano essere convogliati direttamente in curva est) di girare indisturbati per un intero quartiere (oltre 500 metri) senza trovare controlli e opposizioni delle forze dell'ordine e arrivare fin sotto la curva ovest, destinata ai tifosi fermani, dove gli scontri sono stati inevitabili; e anche in questo caso l'intervento degli agenti è avvenuto con un ritardo di diversi minuti.

Situazione analoga l'8 maggio 2011 quando tutte le forze dell'ordine aspettavano i tifosi anconetani all'uscita autostradale di Fermo-P.S.Giorgio mentre loro hanno aggirato con facilità i controlli, uscendo in massa al casello di Civitanova, percorrendo la strada provinciale Mezzina ed entrando a Fermo da ovest, attraversando la città del tutto indisturbati, provocando incidenti, danni e violenza a cose e persone anche peggiori di quelle del 6 marzo scorso.

A cosa servono le riunioni fiume in prefettura del GOS (Gruppo operativo sicurezza) che coordina le varie forze dell'ordine, se poi si commettono leggerezze di questo genere che, anziché prevenire gli incidenti, li agevolano, andando poi a distribuire a pioggia i DASPO?

«Definire questo pubblico o quella parte che nel derby con l’Ancona si trovava nel punto esatto nel quale doveva correttamente trovarsi - le parole del sindaco di Fermo - e cioè all’entrata dei settori del pubblico locale, “parte malata” lo ritengo un eccesso. È un termine secondo me sbagliato perché generalizza, addita con una unica generica condanna verbale chi ha aggredito, (percorrendo volutamente e caparbiamente intere nostre vie per trovarsi proprio nell’ultimo posto in cui gli anconetani dovevano trovarsi) con chi si trovava esattamente, lo ripeto, dove qualsiasi appassionato gialloblu si poteva trovare: all’entrata dei propri settori. Non attiene al mio ruolo intervenire su quanto disposto con i provvedimenti, ne sulle singole responsabilità e quindi lungi da me farlo, ma su questo giudizio “etico” che veramente rischia di confondere aggredito ed aggressore e che ritengo profondamente eccessivo ed ingiusto per una tifoseria tra le più corrette del campionato, si. Se poi qualcuno, nella evidente posizione di aggredito, ha effettivamente ecceduto sbagliando, ciò verrà accertato ma da un Tribunale, unico organo titolato a farlo, e ne risponderà personalmente ma su giudizi e parole bisogna mantenere un equilibrio tanto più verso chi, lo ripeto, è stato oggetto di un blitz organizzato che non doveva di certo aver luogo nel cuore della nostra Città».

Interviene sul punto anche l'Associazione di tifosi "Solo Fermana" (costituita non certo da ultras ma dalla parte più tranquilla e civile della tifoseria, prevalentemente professionisti, piccoli imprenditori, padri e madri di famiglia).
Ecco il passaggio saliente del loro comunicato (riportato integralmente in basso): «Da cittadini, dispiace ed un po' inquieta che Istituzioni che devono garantire sicurezza e giustizia sfoghino le proprie frustrazioni, dovute agli evidenti errori commessi nel (non) garantire la sicurezza ai propri cittadini, contro gli stessi tifosi- cittadini che cercano di difendere bimbi e mamme presenti nei pressi della Curva Duomo».

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Questo è un articolo pubblicato il 04-09-2022 alle 12:29 sul giornale del 05 settembre 2022 - 595 letture






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