Innocenzi e Orsili regalano una serata magica a Montottone

2' di lettura 04/08/2022 - Una serata meravigliosa (e partecipata) quella che, sabato scorso, il prof. Luciano Innocenzi e il prof. Paolo Orsili hanno regalato alla comunità di Montottone.

Bella l’atmosfera che si respirava in piazza Leopardi, belle le riflessioni, belli gli intermezzi musicali (alcuni dei quali sono stati eseguiti dal giovane David Formentini), suggestive le immagini (a tema) che sono state proiettate nel corso dell’evento e ottima anche l’organizzazione (che ha fatto capo all’assessore Roberto Spaccapaniccia).

Protagonista assoluto della serata Giacomo Leopardi (1798-1837): la sua vita, la sua poesia, il suo pensiero che – dopo due secoli – non smette di affascinare suscitando ancora delle intense emozioni.

Le prime battute sono toccate al prof. Orsili che si è soffermato diffusamente sulla biografia, le opere e la filosofia che sta alla base delle poesie del Recanatese. In particolare, si è sottolineato come, per comprendere la complessità del pensiero leopardiano, sia necessaria una lettura approfondita dello Zibaldone, il diario filosofico di Leopardi.

In seguito, il prof. Innocenzi ha sapientemente indugiato sugli aneddoti di Casa Leopardi (ignoti al grande pubblico): la spigolosità della mamma Adelaide Antici, donna austera e attentissima nel far quadrare i conti della famiglia Leopardi (che versava in condizioni molto critiche); la rigidità reazionaria e conservatrice del padre, il conte Monaldo, poi la convivenza, non sempre semplice, con i fratelli e, inoltre, il tormentato rapporto con i recanatesi, suoi compaesani.

Nell’ultima parte della serata, introdotta dalle note del flauto traverso di Rebecca Montagna, maestro del corpo bandistico di Montottone, si è dato spazio a L’Infinito, il capolavoro per antonomasia di Giacomo Leopardi. I 15 versi sono stati prima declamati dalla pregevole voce di Rebecca Montagna, poi puntualmente commentati dal prof. Orsili.

In merito ai contenuti emersi, il prof. Orsili ha evidenziato, soprattutto, tre aspetti: l’ostacolo visivo, rappresentato dalla siepe, è fondamentale perché accende e mette in moto l’immaginazione del poeta; questi poi (ecco il secondo elemento) rende il concetto di infinito avvalendosi da un lato di aggettivi superlativi (ultimo, interminati, sovrumani, profondissima), dall’altro di sostantivi che richiamano e rimandano all’infinitamente esteso (l’eterno, immensità, mare); infine – terzo aspetto – l’uso sapiente ed originale degli aggettivi dimostrativi questo e quello fa sì che l’infinito, inizialmente immaginato dal poeta, si faccia sempre più prossimo e vicino, fino a diventare (quasi) parte integrante della realtà che viene concretamente percepita dal lettore (questa immensità / questo mare).






Redazione VivereFermo


Questo è un articolo pubblicato il 04-08-2022 alle 17:46 sul giornale del 05 agosto 2022 - 567 letture

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