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Una serata inaspettata e sorprendente con il gruppo " La Macina". A rivederli presto

3' di lettura
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di Marina Vita

fermo@vivere.it


La tappa del World land festival coinvolge e sconvolge il pubblico presente a Monteverde di Montegiorgio

Montegiorgio. Martedì 2 agosto. Ancora una sera calda che invita ad uscire. Nella Piazzetta di Monteverde c’è un gruppo che suona. Si chiama La Macina, leggo sul programma del World land Festival che sta circuitando in vari comuni. Non so chi siano. Decido comunque di andare . Quando arrivo lo spettacolo è appena iniziato e ad assistere comodamente sulle sedie ci sono oltre un centinaio di persone, in silenzio, concentrate sull’ascolto. Mi siedo anche io. La musica è piacevole, il cantante della band , bravissimo, ha una potente voce roca, quasi ancestrale, e una comunicazione molto empatica con il pubblico. Spiega le origini e il testo di ogni canzone prima di eseguirla, rendendo facile l’ascolto e la comprensione della storia che racconta. Lo accompagnano gli altri strumentisti, con la chitarra acustica, il violino, il mandolino, la fisarmonica, la batteria, le percussioni, il contrabbasso. Scopro dalle parole del frontman e fondatore Gastone Pietrucci che il gruppo è nato nel 1968, che è sulla scena da oltre 50 anni, che ha inciso innumerevoli CD. Che le loro canzoni sono frutto di una lunga ricerca musicale delle Marche e del centro Italia, tramandata oralmente. Che ha attinto linfa dalle più profonde radici della nostra terra, anche dei secoli scorsi, facendo proprie le modalità e i riti della civiltà contadina. Ne è nato un repertorio di brani che denunciano le ingiustizie, che raccontano l’amore, il dolore, il folklore, le storie della nostra umanità. Alcuni con note avvolgenti, altri incalzanti e trascinanti, da far battere il ritmo al piede.

Sono sempre più coinvolta, attenta, sorpresa. Li trovo davvero eccezionali e mi domando come mai non mi sia mai capitato di ascoltarli prima. Perché nessuno li aveva mai chiamati a fare spettacolo dalle nostre parti? Meritano molto di più di tante band fotocopiate spesso proposte. Poi arriva la Canzone” Maria”, dedicata al dolore di una Madonna molto umana che assiste alla morte di Gesù, e a tutte le madri che perdono un figlio e urlano disperate il loro strazio. La voce del cantante diventa un grido che non lascia scampo, ti entra nella testa, va dritta al cuore e percuote di brividi la pelle, una sensazione forte, quasi insopportabile. E’ qui che la “ Macina” vince definitivamente, tocca l’apice di una emozione condivisa che scende sul pubblico ,come un grande mantello che uniforma. Ma non finisce così. Scopro anche che il loro concerto “Nel Canto la memoria” è dedicato a Mario Cifola, di Monteverde, partigiano trucidato dai tedeschi nel 1944, a soli 21 anni. “ Che il suo esempio resti insegnamento perpetuo per questo Paese che ancora oggi ha bisogno di tali memorie se vuole conservarsi fedele a quei principi di libertà e democrazia che la Resistenza al Nazifascismo ha ripristinato a prezzo di tanti sacrifici”- legge dal palco Pietrucci le parole scritte da Alida Cifola. E subito la musica di Bella Ciao a rievocare. E’ stato un grande spettacolo che ha toccato tante corde dell’animo umano, alcune anche allegre con le ballate popolari e le stornellate.

Ci sono serate e persone inaspettate, che ti sorprendono e ti porti a casa la soddisfazione di averle vissute. Anche se per caso. Allora grazie al direttore artistico di world Land Dario Aspesani che ha scelto questo gruppo, grazie al comune di Montegiorgio per averlo caldeggiato, grazie alla piccola curatissima piazza nel giardino di Monteverde che l’ha incorniciato. Le sorprese che emozionano non hanno prezzo. E pensare che la serata, come tutte le altre dell’estate montegiorgese, era gratuita.


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Questo è un articolo pubblicato il 03-08-2022 alle 21:14 sul giornale del 04 agosto 2022 - 641 letture






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