Campofilone: un borgo medievale tutto da scoprire

4' di lettura 29/07/2022 - Non ci sono parole quando storia, arte e cultura si fondono e si perdono tra i miti e le leggende di quelle che furono, e che sono tuttora, le terre di Marca, soprattutto se queste fanno da cornice ad un mondo chiamato wedding.

Quando si parla di Campofilone, si pensa subito ai Maccheroncini, la famosa pasta all'uovo, unica nel suo genere ad aver ricevuto la denominazione IGP, ma Campofilone non è solo questo. Dai toni quasi fiabeschi, il piccolo borgo medievale, di neanche duemila anime, racchiude in sé tesori architettonici, perle storiche e diamanti incastonati nel tempo che non tutti forse conoscono.

Costruita nel 1556 ed accuratamente restaurata dalla famiglia Marilungo, attuale proprietaria dell'edificio, in località Santa Maria, sorge la piccola Chiesa di Santa Maria di Intignano, a circa un chilometro dalle mura castellane, su una collina alla quale si accede percorrendo una strada che, dalla zona ovest del paese, si arrampica fino alla chiesa. Circondata da una pineta secolare e a cui si giunge attraverso un lungo viale alberato di maestosi pini, la Chiesetta gode di un magnifico panorama che va dal mare Adriatico ai Monti Sibillini. È una piccola costruzione di pianta rettangolare, formata da un unico ambiente sormontato da capriate in legno; dietro l'abside, una scala a chiocciola che porta ad una piccola stanza con camino, luogo che probabilmente fungeva da sosta per il sacerdote che andava a dir messa. All'interno si possono ammirare due tele del maestro Filippo Ricci del 1755 e il crocifisso ligneo risalente al XIl secolo. La campana posta sul piccolo campanile è stata costruita, invece, a Venezia, agli inizi del XVI secolo e porta la firma di Domenico Maccarin. Fulcro di un'epoca passata, la Chiesetta era un punto di sosta e di ritrovo per bambini ed anziani e fungeva anche da luogo dove poter curare i malanni, grazie alla posizione particolarmente privilegiata e alla purezza dell'aria. Oggi, ci confessa Ilaria Marilungo, questo piccolo gioiello architettonico è divenuto sempre più al centro dell'attenzione, grazie alle giornate nazionali del Fai, dove le porte della Chiesetta vengono aperte ai visitatori che qui vi praticano una sosta dopo un percorso a piedi in mezzo alle colline campofilonesi, e al fatto che molte persone scelgono tale luogo come sfondo al proprio matrimonio.

A partecipare a tali iniziative e a imporsi, sempre con garbo, sulla scena nuziale, vi è anche Mondomini, già nota alle cronache per aver messo a disposizione la propria struttura in favore di personale medico che per primo fronteggiò l'emergenza Covid in Italia. Mondomini è una azienda agricola che, insieme alla proprietaria Livia Uffreduzzi, si è assunta lo scopo di riportare in auge i vecchi usi e costumi, le tradizioni di un tempo, che hanno caratterizzato e caratterizzano ancora oggi, la realtà di una comunità, come la spremitura dell'olio di novemila piante con diversi tipi di colture, tradizionali ed innovative, o il recupero di un tipo di terracotta autoctona, come il trufo. Mondomini è una casa che affonda le sue origini fino al Settecento; fondata dall'Ordine di San Filippo Neri che si insediò a Montefiore dell'Aso, consta di una piccolissima cappellina, San Filippo, di una cucina storica con il classico camino grande delle vecchie case dei mezzadri, delle mangiatoie, di un uliveto secolare che si perde nell'orizzonte marino, divenuto ora una location molto apprezzata per alcuni eventi in particolare, come appunto i ricevimenti.

Ed è proprio sulla base di questi fattori, come il verde, le attività naturalistiche disponibili, la presenza di luoghi romantici e recuperati dalla storia, la tranquillità, la suggestione, e, soprattutto, la collaborazione di queste microrealtà, che Campofilone si sta dimostrando una certezza nel mondo del wedding, confermandosi una meta ricercata per quelle coppie che decidono di sposarsi proprio in questi luoghi. Per questa estate, vi sono in programma circa una decina di matrimoni, anche sul tratto costiero di Ponte Nina, altra suggestiva location di fronte al mare, ed alcuni sono stati, invece, celebrati proprio nei luoghi sopra descritti.

Sono sempre di più, infatti, i novelli sposi, italiani e non, che scelgono l'autenticità per il proprio matrimonio, persone che sanno apprezzare una certa genuinità del posto, rifuggendo l'artefatto e abbracciando uno stile meno ricercato, più naturalistico e veritiero, in grado di valorizzare appieno tutto quello che un territorio come Campofilone, un piccolo borgo con una grande consapevolezza delle proprie possibilità, ha da donare. Ai più, dunque, spetta la sola scelta di farsi soggiogare dall'incanto dei luoghi di questo antico borgo.









Questo è un articolo pubblicato il 29-07-2022 alle 11:11 sul giornale del 30 luglio 2022 - 334 letture

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