Smerillo: il Festival ‘Le Parole della montagna’ tira le somme. “Successo enorme”.

4' di lettura 19/07/2022 - Si è conclusa la 13° edizione tra applausi, apprezzamenti e grande soddisfazione. Direttrice artistica Paradisi: “Abbiamo superato i confini regionali. Smerillo luogo ideale per il Festival. Bellissima la convivialità che si è creata tra pubblico, intellettuali ed ospiti di fama nazionale”. Notevole anche il ritorno economico e d’immagine per il Borgo fermano e per le strutture ricettive: “Bed & breakfast e ristoranti sold out in ogni giornata”.

Ancora una volta il Festival Le Parole della montagna si conferma manifestazione regina dell’estate smerillese. Tra apprezzamenti, applausi e sold out, va in archivio una delle edizioni forse meglio riuscite di sempre.

La kermesse filosofico-culturale, ormai tra le più apprezzate del centro Italia, si è conclusa domenica con l’intervento della reporter Monika Bulaj, dopo 9 giornate di grande successo. L’edizione 2022 ha rinnovato quella sinergia tra Smerillo e altri due Borghi tanto belli quanto suggestivi, ovvero Monteleone e Montefalcone.

La parola, sulla quale è stato costruito l’intero programma, era “perdersi” e tutto ha preso il via proprio da Monteleone, sabato 2 luglio, con un’anteprima speciale guidata dallo psichiatra Paolo Crepet e dell’alpinista Andrea Lanfri.La seconda anteprima e toccata a Montefalcone Appennino, con due giornate arricchite dalle parole e dal linguaggio poetico di Emiliano Cribari e delle scrittrici Valeria Tron e Patrizia Baglioni, senza dimenticare l’intensità artistica di Giorgio Felicetti e la profondità del geografo Franco Michieli.

Da mercoledì 13 a domenica 17 luglio, il Festival si è poi spostato nel suo luogo d’origine, Smerillo e il programma è entrato nel vivo con arte, letteratura, filosofia e riflessione su temi attuali. L’apertura della mostra dell’artista pluripremiato Ettore Frani ha dato l’avvio ad una ricerca di senso e orientamento nello spaesamento che si vive quotidianamente a contatto con la realtà. La pandemia, la guerra, le crisi politiche ed economiche hanno destabilizzato i nostri vissuti e il festival ha voluto porre delle domande alle quali intellettuali di altissimo livello come Enrico Galiano, Massimo Calvi, Domenico Iannacone, Stefano Zamagni, Marco Vannini Massimo Donà, Davide Rondoni e Monika Bulaj hanno provato a dare delle risposte. A fare da contorno alla kermesse, oltre meraviglioso paesaggio smerillese, anche una foltissima cornice di pubblico, che ha accompagnato ogni appuntamento in cartellone.

“La presenza costante di un numerosissimo pubblico e l’ascolto attento e partecipato hanno confermato la buona riuscita del Festival. Le grandi presenze di appassionati sono state la riprova che l’edizione è riuscita sotto tutti i punti di vista – ha confidato la Direttrice artistica Simonetta Paradisi – Abbiamo affrontato argomenti attuali e delicati come scuola, economia, spiritualità, educazione e responsabilità. Tutte queste tematiche hanno saputo coinvolgere e soddisfare le esigenze del pubblico”.

Una 13esima edizione da incorniciare. Di cosa è maggiormente soddisfatta Simonetta? “A colpirmi particolarmente non sono stati tanto gli interventi degli ospiti, ma la convivialità che si è costruita nei giorni del Festival tra spettatori, organizzatori e intellettuali. Tra i vicoli di Smerillo si poteva osservare il giornalista Rai Domenico Iannacone conversare con la gente del luogo e informarsi sulla loro quotidianità, mentre l’economista Zamagni chiedeva ai bambini il loro andamento scolastico e non lesinava una parola ed un abbraccio a tutti quelli che incontrava. Questi momenti non si vedono in altri Festival, sono situazioni che si creano solo qui. A Smerillo nasce una dimensione irripetibile dove ruoli e titoli decadono, resta solo la persona. Nel nostro Festival ci si guarda negli occhi tra ospiti e pubblico, si resta in ascolto dell’altro, ci si commuove di fronte agli orizzonti, si interiorizzano parole e si vive un’esperienza unica tra riflessioni, atmosfere, paesaggi e panorami speciali”.

Solo a Smerillo, quindi, poteva nascere una manifestazione di questo genere? “Credo proprio di sì. Stiamo parlando di un borgo che ha il sapore della montagna vera, delle cose autentiche, che nutrono anima e corpo. A Smerillo vi è gentilezza, vicinanza e conoscenza profonda, tutti valori che sembrano essere stati dimenticati, ma che ultimamente abbiamo sempre più il bisogno di ritrovare – conclude la Paradisi – una volta terminato il Festival, Smerillo ti rimane dentro e lo porti con te fino alla successiva edizione”.












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