Tra Norvegia, sonorità celtiche e amore per la musica, ecco il nuovo album di Giulia Natalucci

5' di lettura 18/07/2022 - Intitolato “Runes”, sarà presentato sabato 23 luglio a Monterubbiano presso il Chiostro di San Francesco. Dopo il primo disco ‘Frammenti e riflessi’, l’artista fermana ha voluto sperimentare un genere nuovo, un mix tra medievale, folk e celtico. “Queste sono le mie sonorità preferite. Con il nuovo disco conoscerete la vera Giulia”. Dalla passione per la cultura norrena al desiderio di vivere una vita ricca di musica. “Mi sento veramente me stessa solo quando canto. Con questo album ho tirato fuori la mia anima”.

Dedicarsi alla musica anima e corpo, scrivendo canzoni fin dai 16 anni e facendo conoscere al pubblico la propria arte, trasmettendo emozioni e sensazioni. Potrebbe essere questa la descrizione migliore per presentare Giulia Natalucci, giovane artista fermana, originaria di Santa Vittoria, che ha scelto di fare della musica la sua ragione vita.

Forse vi ricorderete di lei per un’intervista dello scorso anno, dove presentò la sua opera prima, il disco “Fremmenti e riflessi”. Adesso Giulia ci ha preso gusto ed ha deciso di pubblicare un nuovo album. Si intitola “Runes” e sarà presentato ufficialmente sabato 23 luglio a Monterubbiano, presso il Chiostro di San Francesco.

Un titolo alquanto particolare. Il significato? “Runes sta per rune, sono dei simboli molto antichi che i norvegesi avevano ritrovato nei fiordi e li consideravano come dei messaggi lasciati dagli dei. Hanno quasi la valenza delle lettere dell’alfabeto e portano con loro una grande carica spirituale – spiega Giulia – ogni runa ha una storia a sé e guida il percorso dell’essere umano. Da questo concetto di Runa, ho trovato l’ispirazione per il mio nuovo album. In particolare, ho tratto spunto dalle rune collegate alla Luna, alla forza lunare”.

Un disco che guarda molto alle credenze degli antichi norvegesi e a quelle storie, tra mito e leggenda, che accompagnano da secoli la religione e la spiritualità dei territori nordeuropei. Un album innovativo e dalle tematiche alquanto peculiari e profonde. Cosa ti ha spinto a scrivere un disco con queste caratteristiche? “Sono da sempre legata alla cultura norrena, per me è stato quasi naturale comporre brani che trattassero queste tematiche – confida Giulia – fin da bambina mi affascinavano le leggende e i miti di questi popoli e crescendo ho voluto documentarmi, approfondendo credenze, storie e miti. Ho anche parenti da quelle parti, per essere precisi in Finlandia e ho visitato diverse volte quei luoghi. Ritrovo molto la Giulia di oggi nella cultura norrena e credo che ci siano molti punti di contatto con la nostra spiritualità”.

Brani dai significati profondi che si mescolano a miti e leggende antiche. Insomma, un album del tutto diverso dalla tua opera prima, giusto? “Si esatto. Runes si discosta totalmente da “Frammenti e riflessi”. Il disco precedente è un’opera di cui vado fiera, ma per certi aspetti poteva essere realizzata meglio. Quel lavoro è nato da un’esigenza interiore dettata dal momento che avevo vissuto, volevo tirar fuori tutto quello che mi sentivo dentro, avevo il bisogno di gettarli su un foglio e scriverlo. Invece, Runes è nato dalla mia passione sconfinata per il mondo celtico-medievale, dal mio amore per quelle culture e dal desiderio di creare qualcosa che mi rappresentasse a pieno. Voglio essere sincera, è con Runes che conoscerete la vera Giulia”.

9 brani inediti accompagnati da sonorità tutt’altro che consuete? “Proprio così. Se dovessi catalogare Runes in un genere direi che è di stampo medievale/folk/celtico, forse qualcosa che non si era mai visto sulla scena musicale di oggi. Tutto è reso ancora più peculiare anche dal fatto che la band è di stampo rock – sottolinea Giulia – con queste sonorità, ho dovuto necessariamente scrivere in inglese, perché la lingua italiana poco si prestava ed oltre agli strumenti tradizionali, abbiamo utilizzato ad esempio anche la nychelharpa, per riuscire ad ottenere i suoni tipici di quelle terre. A tal proposito, per la realizzazione del brano voglio ringraziare di cuore il mio compagno Diego Mercuri, Cicconi Cristiano, Lucia Solferino, Luciano Monceri e Alfredo Mercuri. Sono stati preziosissimi e fondamentali”.

Un album innovativo e che di sicuro farà parlare di sé. Non credi possa essere visto come un disco troppo di nicchia? Pensi il pubblico possa apprezzarlo fino in fondo? “Ovvio mentre lo scrivevo, sapevo che al momento in Italia è molto più ascoltata la musica pop-commerciale, ma questo non mi ha scoraggiata. Anzi, ero ancora più convinta del lavoro che stavo facendo, volevo far conoscere a tutti la vera Giulia e questo era il modo migliore. Sinceramente, credo che il pubblico di oggi abbia anche bisogno di sonorità nuove e ricercate, oltre a tematiche variegate e profonde e Runes può offrire tutto questo a chi avrà il piacere di ascoltarlo. Sono convinta che questi nuovi brani saranno apprezzati e sapranno coinvolgere anche chi non è abituato ad ascoltare generi così”.

Sabato la presentazione ufficiale a Monterubbiano, poi a seguire un tour? “Ci stiamo organizzando anche in tal senso. Intanto ultimiamo i preparativi per il Chiostro di San Francesco a Monterubbiano, dove faremo immergere il pubblico nell’atmosfera della Norvegia medievale – confida Giulia – poi definiremo tutti i dettagli per le successive date. Stiamo anche lavorando per organizzare una tappa all’estero”.

Quindi seguiranno altre date in giro per le Marche? “Si, esatto. Con la band, l’obbiettivo è quello di promuovere l’album il più possibile ed allo stesso tempo vogliamo farlo nei tanti suggestivi Borghi marchigiani, che meritano di essere rilanciati e valorizzati. Vogliamo impegnarci anche noi in questo e lo faremo attraverso la nostra musica”. Runes, un album da non lasciarsi scappare.

Nel canale youtube “Giulietta Natalucci”, è già possibile ascoltare “Mane”, il primo brano del nuovo disco. Clicca QUI.








Questo è un articolo pubblicato il 18-07-2022 alle 17:28 sul giornale del 19 luglio 2022 - 580 letture

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