Fermo: le opere di Costanzo Corrina esposte alle Piccole Cisterne Romane. Mostra visitabile fino al 31 luglio

3' di lettura 01/07/2022 - Al via da domani, sabato 2 luglio, presso le Piccole Cisterne Romane a Fermo, la mostra “Costanzo Corrina, una malinconica bellezza”. Curatore della mostra il prof. Nunzio Giustozzi, con la collaborazione del liceo artistico.

Una mostra per celebrare, a 10 anni esatti dalla sua scomparsa, lo straordinario artista Costanzo Corrina, pesarese d’origine ma fermano d’adozione. Corrina, infatti, nel 1961 venne chiamato da Preziotti per entrare a far parte del corpo docenti della scuola d’arte di Fermo aperta pochissimi anni prima. Tante le tracce che l’artista ha lasciato di sé in città, ad esempio al Teatro dell’Aquila, nelle chiese di Santa Caterina e Santa Petronilla o dinanzi alla scuola don Dino Mancini di Viale Trento.

«La scuola sta riscoprendo i grandi maestri del passato. Costanzo Corrina è stato sì presente nelle mostre degli ex allievi del Preziotti ma, finora, non aveva mai avuto una personale» ha spiegato il curatore Giustozzi. Oltre cinquanta le opere esposte, quasi tutte provenienti dalla collezione degli eredi dell’artista, eccetto tre, fra cui il camino liberty, realizzate dal maestro assieme ai suoi allievi.

«Ho avuto la fortuna di conoscere Corrina e me ne sono innamorato subito. Me ne sono innamorato - ha affermato Giustozzi - perché con lui ho trovato la conferma del fatto che la figurazione poteva dare vere soddisfazioni. Costanzo è erede di una grande cultura figurativa e visiva, le sue eleganti figure dalle espressioni inconfondibili e le sue tecniche rimandano al Rinascimento, al decorativismo Rococò, all’enfasi drammatica del Barocco, al Liberty, ai maestri delle Avanguardie».

Il suo stile originale lo ha reso un artista riconoscibile, e dunque grande. «Era un grandioso modellatore della ceramica come scultura con quell’inconfondibile refrattario smaltato attraversato da quelle crepe brune, espressione della fragilità della bellezza» ha spiegato. Nel percorso espositivo sono presenti episodi mitologi, scene bibliche, crocifissioni, Madonne, ma anche fregi raffiguranti i temi del lavoro e delle arti meccaniche. Particolarissimo il San Francesco, dove l’artista ha riposto tutta la sua attenzione per il corpo umano, all’interno del quale sono racchiuse delle scene, ma anche il Crocifisso duplicato, come pure le particolarissime resine retroilluminate.

Presente all’anteprima della mostra anche uno dei figli di Costanzo Corrina, Matteo Corrina che assieme al fratello Simone si è dedicato alla messa in opera. «Davvero un bel momento questo per me. Prima d’ora non mi ero mai appassionato al lavoro di mio padre come artista. Sono felice di averlo riscoperto ora, nella mia maturità. Questo era un momento voluto da tempo, e capita proprio a 10 anni dalla morte di papà. Ho sempre lottato per portare fuori dal laboratorio le sue opere per farle conoscere anche agli altri, perché sebbene conosciuto in particolare per le opere sacrali, lui ha fatto tantissime altre cose che pochi hanno avuto il piacere di vedere ed è giusto che venga valorizzato per l’artista che era».

La mostra rimarrà aperta presso le Piccole Cisterne Romane dal 2 al 31 luglio tutti i giorni dalle 16 alle 20, il giovedì anche dalle 21 alle 24. Ingresso libero.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 01-07-2022 alle 14:35 sul giornale del 02 luglio 2022 - 352 letture

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