Chi era Lu Marguttu? Da dove veniva? Lo spiegherà domani sera il dott. Giacomo Recchioni

2' di lettura 22/06/2022 - FERMO - Prosegue con il secondo appuntamento la serie di "Serate a Corte" edizione 2022, promosse dalla Contrada Castello: domani, giovedì 23 giugno, ore 21, sapremo tutto della famosa e misteriosa statua lignea simbolo della città di Fermo. Appuntamento nella sede di Contrada, in via Corsica (vicino all'arco di Porta Sant'Antonio).

Il dott. Giacomo Recchioni (recente autore della pubblicazione Pikenoi ed attuale direttore del Museo Vidacilius di Grottammare) tratterà de "Lu Marguttu fermano, un feticcio irragionevole ed esclusivo, venuto dal mare", come ama definirlo lui stesso con un’espressione icastica.

La statua lignea, di ragguardevoli dimensioni (due metri e venti di altezza), oggi campeggia nelle sale della Pinacoteca Civica di Fermo, a ricordare il celebre Saracino di Barberia, ricordato da alcuni poemi cavallereschi: ne parla ampiamente il poeta medievale fiorentino Luigi Pulci che ha vissuto anche a Foligno e Camerino.

Il termine Marguttu, come ci spiegherà domani sera Recchioni, è probabilmente di origine saracena o araba o berbera, e viene riportato dalle fonti in varie epoche storiche, con diverse varianti, come Margutte, al femminile Margutta (come per la omonima Contesa che si svolge a Corridonia) o addirittura italianizzato in... Mario Gutto. Secondo alcuni storici anche il nome della celebre via di Roma deriverebbe dal termine saraceno.

A Fermo il simulacro veniva esposto durante la Quintana, uno dei tanti giochi collaterali alla più ampia manifestazione della Cavalcata dell'Assunta durante le festività ferragostane in onore di Maria Vergine: oltre alla più celebre Corsa al Palio, che ha resistito fino ad oggi, numerose fonti riferiscono che si svolgesse anche una sorta di corrida con i tori, che però poi la Chiesa ad un certo punto vietò.
Tra questi giochi le fonti attestano l'esistenza (secondo Lucia Mannocchi dal 1529 fino al 1817) anche di una gara in cui un cavaliere doveva centrare con la lancia un pupazzo girevole. Forse per questo motivo nell'uso dialettale odierno margutto a Fermo significa persona sciocca o colpita dagli scherzi altrui, appunto pupazzo.

Questo gioco nei testi antichi è chiamato giostra "dell'inquitana" (o corsa dell'anello all'inquintana). La tradizione della Quintana di Fermo venne interrotta nel 1817 e il pupazzo depositato in cantina. Il bibliotecario Raffaelli lo fece restaurare nel 1890 e lo pose a testimonianza del passato cittadino.

Quali origini aveva questo nostro Marguttu? Che significato ha per il popolo? Specialmente dopo le cicliche e numerose razzie turche sulle coste adriatiche!
Sarà Giacomo Recchioni a fornirci una sorprendente ipotesi ricostruttiva della stratificazione dei significati della memoria collettiva interrogando, dal punto di vista sociologico e storico, il muto e pur impassibile Marguttu.
Appuntamento dunque domani sera, giovedì, nella sede di Contrada Castello, in via Corsica (vicino all'arco di Porta Sant'Antonio, dietro all'ITIS Montani), ingresso gratuito.

ARTICOLI CORRELATI

https://www.viverefermo.it/2022/06/16/sotto-labito-il-corpo-la-prima-delle-serate-a-corte-2022/2100199914/

https://www.viverefermo.it/2021/07/29/fermo-contrada-castello-serata-a-corte-viaggio-nello-sfarzo-degli-sforza/1001145/

https://www.viverefermo.it/2021/07/18/serata-a-corte-il-prof-temperini-racconta-il-mondo-delle-dame-dei-signori-e-dei-castelli/994723/




Paolo Bartolomei


Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2022 alle 13:03 sul giornale del 23 giugno 2022 - 968 letture

In questo articolo si parla di cultura, paolo bartolomei, contrada castello, articolo, serate a corte, margutto, marguttu, margutte

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/dcpt





logoEV
logoEV