Montefalcone e Smerillo accolgono Don Francesco Capriotti. Prima Messa per il neo-Sacerdote

5' di lettura 20/06/2022 - Oltre 300 fedeli nel piazzale della Domus Appennini. Familiari, conoscenti ed amici di lunga data, tutti presenti per assistere alla Messa Novella di Don Francesco. 35 anni dopo, una nuova vocazione per la zona montana. In 2 giorni, tra l’ordinazione al Duomo di Fermo e la Santa Messa nella sua Montefalcone, circa 1000 fedeli hanno voluto salutare Francesco ed essergli vicini. Don Giordano De Angelis: “Avere un nuovo Parroco è un grande dono per la Diocesi di Fermo”. Francesco, dopo qualche giorno con i familiari, tornerà nella Comunità di Corridonia dove è stato nominato Vice Parroco.

Un momento di grande spiritualità per tutta la Comunità dei Sibillini, un momento davvero importante per l’intera Diocesi di Fermo. Nella mattinata di ieri, il neo Sacerdote Don Francesco Capriotti ha celebrato la sua Prima Messa nel Paese d’origine, Montefalcone Appennino. Ad accoglierlo, oltre 300 fedeli tra familiari, parenti, conoscenti ed amici di lunga data. Presente anche l’intera Comunità di Smerillo, alla quale Francesco è legato da sempre ed i Sindaci dei due Comuni, Giorgio Grifonelli e Antonio Vallesi.

La cerimonia si è svolta nel suggestivo piazzale antistante la Domus Appennini, gremita in netto anticipo rispetto all’orario di inizio. In tanti volvano essere presenti ed esprimere la loro vicinanza a Don Francesco in questa tappa così importante della sua vita. Tra natura, spiritualità e grande partecipazione, il neo Sacerdote ha condotto la Santa Messa Novella con profondo trasporto, accompagnato da una folta schiera di Parroci, tra cui Don Giordano De Angelis, che da diversi anni segue le comunità di Smerillo, Montefalcone e San Ruffino e Don Marco Zengarini, grande amico di Francesco, con il quale ha condiviso il percorso sacerdotale. In prima fila i familiari del giovane sacerdote, tra cui Mamma Antonietta, Papà Camillo e la sorella Eleonora, visibilmente commossi e felici.

La Santa Messa, accompagnata da sole e temperature ottimali, si è conclusa con l’omaggio delle Comunità di Smerillo e Montefalcone che hanno voluto essere vicine a Don Francesco con doni e pensieri molto sentiti: “Caro Francesco, l’augurio che ti facciamo è quello di mantenere sempre viva questa tua fede, affinché tu possa condurre al meglio il cammino da sacerdote, rimanendo sempre in ascolto di chi è in difficoltà e ti tende la mano”. Dopo la celebrazione della Messa Novella, Don Francesco ha voluto ringraziare tutti i presenti con un momento conviviale nei pressi del suggestivo ex Chiostro dei Frati, rinominato per l’appunto Domus Appennini.

In questo cammino verso il Sacerdozio, a sostenere Francesco, c’è stato anche Don Giordano De Angelis, che ha dichiarato: “Francesco è un dopo per la Diocesi di Fermo e per l’intero territorio montano. A volte, non è necessario avere tanti Preti, ma l’importante è che siano Parroci zelanti, attenti e pronti a dare amore alle persone. Sono sicuro che Francesco darà il meglio di sè in questo percorso”.

Essere Sacerdoti non è un lavoro, ma una missione: “Oggi viviamo in una società complessa, dove vanno intercettate e capite le inquietudini e le esigenze dei fedeli. Negli ultimi anni, molte meno persone vanno in Chiesa e lo stesso vale per giovani. Le nuove generazioni non comprendono più i riti religiosi e la parola che si vuole trasmettere, magari perché manca la catechesi o in famiglia non si trasmettono più i valori di un tempo, oppure anche noi come ‘Chiesa’ non riusciamo a dare le risposte adatte alle loro esigenze. In questo quadro generale, Sacerdoti giovani e pronti come Francesco, sono certo possano dare nuovi impulsi alla nostra realtà spirituale, magari comunicando al meglio con i giovani e permettendo a tante persone di riavvicinarsi alla Chiesa”.

Un consiglio per il suo nuovo ‘collega’? “A Francesco dico di vivere in umiltà questo sacerdozio, restando ancorato al Signore, perché è lui che l’ha chiamato a svolgere questa missione”.

E qualora, in futuro, il Vescovo lo assegnasse alle Parrocchie di Montefalcone e Smerillo, sarebbe pronto ad accoglierlo? “Assolutamente sì, lo accoglierei a braccia aperte – risponde Don Giordano sorridendo – ovvio, nelle nostre zone servono forze nuove, ma solitamente, il criterio è che un nuovo Sacerdote non viene fatto operare nel suo luogo d’origine. Il fatto è che la nostra Vicaria conta 14 Parroci, con un’età media di 74 anni, molti hanno superato gli 80 e non è facile per loro continuare con le stesse energie di un tempo. Quindi, ben vengano Sacerdoti giovani e pronti come Don Francesco, che sono sicuro darà del suo meglio in qualsiasi luogo verrà mandato dal Signore”.

Per l’intera giornata Francesco ha avuto un momento di ascolto per tutti i presenti, dedicandosi anima e corpo tra abbracci, sorrisi, chiacchierate e lacrime di felicità. Un giorno davvero speciale, come ti senti dopo un momento così sentito e importante per te? “Sento di essere felice ed allo stesso tempo completamente arreso al Signore. So di essere nelle sue mani e sono pronto a lasciarmi guidare da lui - afferma Francesco - E’ una sensazione di grande libertà e pace”.

E cosa ti senti di dire a questa folla così numerosa accorsa qui per te? “Sono davvero felice di vedere così tanti amici e conoscenti. Con ognuno ho condiviso un momento di vita che mi ha portato ad essere qui oggi, un momento di profonda spiritualità che mi ha permesso di avvicinarmi sempre di più al Signore - conclude Don Francesco - A loro chiedo di pregare per me e di sostenermi in questo cammino, allo stesso tempo, aldilà della distanza geografica, non li abbandonerò di certo, sarò disponibile per qualsiasi esigenza”.












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