Vent'anni ad occuparsi di autismo, 80 i ragazzi seguiti da "L'Isola che non c'è": al via un convegno con i massimi esperti

4' di lettura 26/05/2022 - “Autismo oggi. La presa in carico dei disturbi autistici dalla diagnosi precoce all’età adulta”, questo il titolo del convegno organizzato dall’“Isola che non c’è” di Fermo in programma venerdì 27 maggio presso il teatro dell’Aquila di Fermo per fare il punto sulla situazione nazionale e sabato 28 maggio al Cineteatro Cecchetti di Civitanova Marche per discutere della situazione regionale. Presenti i massimi esperti di autismo, italiani e non, come l’Americana Michelle Dunn, direttrice del Montefiore-Einstein Center for Autism.

L’isola che non c’è, presieduta da Sandro Ferri, sono 20 anni che si occupa di autismo. Tra Fermo e Civitanova Marche, dove da gennaio è stato aperto un centro diretto dalla dott.ssa Marziali, sono quasi 80 i ragazzi con sindrome dello spettro autistico, con un’età compresa tra i 2 e i 35 anni. «Prima il progetto era semplicemente di carattere accudente e, via via, si è evoluto, rispondendo così alle esigenze del territorio. Ci eravamo prefissati di dare una risposta concreta a 360 gradi e siamo partiti con un progetto che affonda le radici in una riunione voluta dalla dott.ssa Fraticelli e dal dott. Acciarri. Ci siamo addentrati in un campo che non conoscevamo, si sono succedute varie psicologhe e neuropsichiatre, fino ad arrivare ad avere un’equipe altamente specializzata. Ogni giorno cerchiamo di aggiornarci con le novità che, principalmente, giungono dall’America» ha spiegato Ferri, ringraziando il Comune di Fermo anche per la messa a disposizione del teatro dell’Aquila, la Carifermo, la Premiata Montegranaro, il Comune di Civitanova Marche e i 60 dipendenti della cooperativa che ci hanno messo del loro per arrivare a coprire le spese.

L’intervento degli esperti del centro inizia dalla prima infanzia. «Abbiamo bimbi anche di 17 mesi. Il nostro è un intervento precoce. A 6 anni, poi, i bimbi non vengono ridistribuiti sulle strutture territoriali: la progettualità inizia dalla prima infanzia e termina verso i 30 anni modificando gli obiettivi di intervento. A 6 anni si inizia a lavorare sulle abilità scolastiche e si potenziano le abilità acquisite nella primissima infanzia. Lavoriamo sull’aspetto dell’interazione sociale, inserendo il bambino all’interno di un piccolo gruppo dove, attraverso l’educatore, inizia a interagire coi coetanei. Si lavora anche sulle autonomie, dal lavaggio dei denti e delle mani fino al vestirsi in maniera autonoma. Poi c’è l’età adolescenziale, in cui lavoriamo all’insegnamento di comportamenti finalizzati ad un inserimento lavorativo, si comincia con lo spillare fogli, imbustare, realizzare delle bomboniere che poi vendiamo» ha spiegato la dott.ssa Latini. I bambini con disturbo dello spettro acustico presentano, come spiegato dalla dottoressa, una selettività alimentare. «Andiamo a prendere i bambini a scuola all’ora di pranzo, li portiamo nel nostro centro, mangiano nella mensa della cooperativa e già da lì si inizia a fare un lavoro specifico sul cibo. Il centro in orario scolastico è aperto dalle 12.30 alle 18,30. Dopo pranzo svolgiamo attività di potenziamento cognitivo, nella seconda parte del pomeriggio attività di interazioni, laboratori e sport».

Stretta la collaborazione con le scuole. «Spesso i nostri educatori vanno all’interno delle classi per dare un appoggio o delle indicazioni su come gestire situazioni critiche» ha precisato il dott. Muzio, direttore sanitario dell’Isola che non c’è, che ha ribadito: «spesso, in molte realtà nel territorio nazionale, il passaggio dall’età evolutiva all’età adulta è un salto nel buio, compiuti i 18 anni non ci si può più affidare ai servizi sanitari e alle strutture convenzionate, invece qui portiamo avanti il percorso anche nei giovani adulti, dove l’obiettivo diventa l’interazione sociale e il tentativo di inserimento lavorativo, ove possibile».

Il sindaco di Fermo, figlio di una dottoressa specializzata in questo campo, la tematica autismo la sente sua. Ricorda la sofferenza dei familiari, gli occhi luci di padri e madri nel vedere il proprio figlio peggiorare con il passare degli anni. Per questo l’appoggio suo e di tutta l’amministrazione all’Isola che non c’è è massimo.

«Non saremmo la realtà che siamo se non fossimo stati appoggiati dall’amministrazione Calcinaro che ha capito la nostra voglia di risolvere problemi. Pari appoggio ci giunge anche dall’Area vasta 4. Abbiamo investito sull’autismo perché altri hanno creduto in noi, e si è creata una sinergia splendida tra pubblico e privato» ha sottolineato Ferri. Prossimi obiettivi? Riaprire il negozio dell’Isola che non c’è, stringere legami per l’inserimento lavorativo al di fuori del centro (in cantiere c’è qualcosa con una pizzeria di Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche) e, soprattutto, come ha precisato l’amministratore Orsolini, aprire una comunità residenziale per dare un futuro ai ragazzi che, crescendo, la famiglia non riesce a gestire.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2022 alle 22:02 sul giornale del 28 maggio 2022 - 501 letture

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