La Provincia di Fermo porta a casa 22 milioni di euro: serviranno a fare dell'istituto Urbani la scuola del futuro

3' di lettura 19/05/2022 - 30 giugno 2026, entro tale data l’istituto Urbani di Porto Sant’Elpidio sarà demolito e ricostruito nuovamente con la veste di una scuola “futurista”, innovativa.

Il bando si chiama “Futura”, il risultato è stato conseguito 10 giorni fa dalla Provincia di Fermo. «Siamo risultati assegnatari di un finanziamento nell’ambito di un bando del Pnrr che prevede la possibilità di demolire e ricostruire un istituto scolastico dalle determinate caratteristiche. Abbiamo vagliato le criticità delle scuole della nostra provincia e abbiamo visto nel polo Urbani di Porto Sant’Elpidio quello più rispondente ai requisiti richiesti dal bando» spiega il presidente della Provincia Ortenzi.

Il finanziamento ottenuto è di circa 22 milioni di euro, su 37 progetti presentati ne sono stati finanziati 21. «Ora la sfida è sul campo, ci sarà un concorso di idee gestito direttamente dalla struttura del Pnrr in cui noi dovremo dettare delle linee guida» conclude.

La prima cosa di cui si dovranno occupare i tecnici è quella di prevedere la demolizione e ricostruzione in loco senza dover spostare gli studenti. «Per fare questo - ha spiegato l’ing. Pignoloni – cercheremo di far progettare negli spazi liberi antistanti e successivamente demolire. E siamo riusciti a fare una proposta progettuale che, oltre alla demolizione, prevede l’aumento di superficie da 8.300 a 9.000 mq». La sfida, dunque, è una progettazione che possa entrare negli spazi residui del lotto o, in alternativa, demolire parzialmente, il tutto per non dover provvedere a traslochi onerosi. Questa, infatti, la pecca che Pignoloni e i tecnici lamentano: «il Ministero non ha pensato ad alcun tipo di ristoro per la delocalizzazione, e noi non abbiamo disponibilità di aree». Dopo il 29 maggio partirà il concorso di progettazione. I tempi dettati dal bando sono stringenti. Entro il 31 dicembre 2022 l’individuazione dei progettisti, progettazione esecutiva entro il 30 giugno 2023, appalto entro il 31 gennaio 2024, aggiudicazione dei lavori entro il 20 settembre 2024, per poi riuscire a concludere i lavori entro il 30 giugno 2026. Tolti i primi due anni di burocrazia, altri due anni effettivi per demolire e ricostruire. Per riuscirci l’idea è di impostare almeno 2 turni da 20 lavoratori ciascuno.

Tema principale è la transizione ecologica. La scuola deve avere un impatto 0 sull’ambiente. «Il 70% del materiale che demoliamo deve essere in parte recuperato nel sito di costruzione e buona parte portato in centri di recupero. Non è cosa da poco, bisogna fare una demolizione selettiva, smontando componente per componente, ragionando coi tempi assegnati» ha spiegato il geometra Vallasciani. In più si deve arrivare ad un abbattimento dello 0 al 20%: «Dobbiamo costruire un edificio che produce energia, con impianti che garantiscano certi livelli energetici. Impianti che tarano i consumi grazie a dei sensori che si attivano a seconda che l’aula sia piena o meno». Soddisfazione è stata espressa dal vicesindaco di Porto Sant’Elpidio Stacchietti, dalla preside del Carlo Urbani D’Ignazi e dal vice preside Andrenacci, presenti stamane in Provincia all’illustrazione del progetto.


di Benedetta Luciani
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Questo è un articolo pubblicato il 19-05-2022 alle 14:32 sul giornale del 20 maggio 2022 - 256 letture

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