Focus Scuole: si rischia un deserto nelle classi del cratere. "Servono leggi ad hoc"

2' di lettura 14/05/2022 - I Comuni delle zone montane e del cratere sismico quelli più a rischio difronte al depotenziamento scolastico dell'USR. Assessore regionale Latini: "Bene fondi e contributi per i borghi, ma non possiamo allontanare le famiglie da questi luoghi, senza dare la possibilità ai loro figli di studiare in queste zone".

Un tema che tiene caldo il dibattito politico-sociale nella nostra Provincia, oltre alla Sanità, è il sistema scolastico. Come vi abbiamo raccontato nei mesi scorsi, in tutto il territorio regionale è in atto una riforma scolastica ad ampio raggio. Per essere più precisi, si tratta di una manovra di depotenziamento delle scuole che l'Usr sta portando avanti in ogni Provincia.

Nell'area fermana, ad essere interessati sono molti Comuni, ma chi rischia di più, come spesso capita, sono i piccoli borghi dell'area montana e della aree interne. Tagli alle scuole, classi chiuse e meno fondi per l'istruzione, questo è il quadro generale.

In questa situazione, ad affrontare più difficoltà sono i Paesi del cratere sismico, che, oltre alle gravi conseguenze del terremoto, come spopolamento, carenza di servizi e ricostruzione mai iniziata, devono fare anche i conti con i tagli al servizio scolastico.

In questi Comuni, che hanno fatto fatica a rialzarsi dopo il sisma, il fenomeno dello spopolamento ha creato molti danni e di consegunza, difronte alla chiusura di scuole e classi, ci si chiede se mai potranno riprendersi definitivamente o quest'ultima piaga potrebbe rappresentare il colpo di grazia. Allo stesso tempo è paradossale il fatto che, tra Pnrr, risore e contributi statali, sono tanti i fondi affidati ai Piccoli Comuni, ma dall'altro lato si chiudono classi e depotenzioano scuole. Qual'è, allora, lo scopo di questo sistema?

Fa da eco l'Assessore regionale all'istruzione Giorgia Latini: “Non si può investire sui borghi con Pnrr e legge regionale per la valorizzazione e di conseguenza cancellare le basi per permettere a questi Comuni di sopravvivere. Da una parte si danno fondi e nuove infrastrutture per le aree interne, poi, però, si tolgono quei servizi fondamentali per le famiglie che vorrebbero abitare questi territori. Ben vengano banda larga e nuove tencologie, ma senza Scuola non si va da nessuna parte".

Per il cratere sismico ed i piccoli Comuni, quindi, servono leggi ad hoc che possano permettere la sopravvivenza del sistema scolastico: “No a numeri e scelte burocratiche. Occorrono deroghe per la formazione di classi ed autonomie scolastiche - ribdisce l'Assessore - Bisogna capire che senza scuola queste realtà possono scomparire”.












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