Distretto del cappello, inizia l'alternanza scuola lavoro per le studentesse dell'Ipsia. Gli imprenditori: "Bene l'orientamento ma serve formazione continua in azienda"

3' di lettura 12/05/2022 - Al via lunedì prossimo per dieci ragazze del quarto anno moda dell’Ipsia Ricci di Fermo l’alternanza scuola lavoro di due settimane presso cinque aziende del distretto del cappello. Non è la prima volta, un progetto simile era già stato messo in atto qualche anno fa. Determinante la collaborazione tra le ditte, CNA e le amministrazioni comunali di Massa Fermana e Montappone che gestiranno e le pause pranzo delle ragazze e il trasporto delle stesse dal Terminal di Fermo alle rispettive aziende.

«C’è una forte richiesta di personale da parte delle aziende e come scuola ci siamo attivati per far conoscere alle ragazze del percorso moda questa realtà a mo’ di orientamento» ha spiegato la dirigente della scuola, prof.ssa Bernardini. Iniziativa questa che il direttore di CNA Migliore chiama “buona prassi”. «Primo elemento che ha consentito di gettare questo seme è stata la volontà delle ragazze, poi la richiesta della scuola di collaborare insieme, la disponibilità delle aziende a ricevere per due settimane le ragazze e il supporto dei Comuni» ha rimarcato il direttore. Manca la manodopera, mancano gli artigiani. L’alternanza scuola lavoro è solo un primo passo. «È urgente la necessità di ottimizzare la formazione nel nostro territorio e renderla direttamente collegata ai fabbisogni delle imprese. L’obiettivo è non disperdere la ricchezza del saper fare, specie di questi mestieri, che vogliamo ci caratterizzino nel futuro. All’orientamento, dunque, deve necessariamente fare seguito la formazione continua, in azienda» ha ribadito Migliore. Come lui la pensano anche i titolari delle aziende ospitanti: Paimar, Cecchi, Tirabasso, Vecchi e Sorbatti. Come lui la pensano Caraceni, il sindaco di Massa Fermana e Clementi, vicesindaco di Montappone. I due Comuni alla scuola hanno risposto presente. Nei giovani vedono il futuro delle aziende e del territorio, territorio dove auspicano che i ragazzi restino.

«Il settore in Italia ha 2.200 addetti circa, 1.400 solo nel distretto del cappello fermano-maceratese. Montappone e Massa Fermana rappresentano oltre l’80%, la metà del dato nazionale. La gran parte di queste imprese ha solo 10 dipendenti, solo Tirabasso e Sorbatti ne hanno dai 40 ai 60. Il problema è quello del ricambio generazione e della manodopera qualificata. Bene l’alternanza scuola lavoro e i corsi di formazione professionale che vengono proposti dalle agenzie di somministrazione del lavoro, poi però per una formazione seria e specializzata c’è bisogno che la risorsa stia almeno due anni continuativi in azienda. Perché – sottolinea Marzialetti della Paimar - la formazione va fatta in azienda, “on the job” come si suol dire, e deve essere continua, aldilà dei bandi e dei fondi pubblici». Formazione continua che, come spiegato da Elisabetta Capuano del Form.Art Marche, da Sorbatti e Paimar si sta svolgendo. Ma altri progetti erano stati presentata anche per le altre imprese, eppure non finanziati. Tirabasso si scaglia contro il reddito di cittadinanza. Per tanti meglio quello che lavorare. Ma le risorse servono, e ne servono almeno un centinaio. Le lavoratrici, dicono in coro gli imprenditori, sono tutte in età pensionabile o già pensionate e non smettono di lavorare per le aziende, perché se smettessero le metterebbero in seria difficoltà.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2022 alle 22:32 sul giornale del 14 maggio 2022 - 184 letture

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