Campofilone: Marche in Bike, la prima infrastruttura cicloturistica della Valdaso per la Valdaso

5' di lettura 08/05/2022 - Nella splendida cornice del teatro comunale di Campofilone va in scena la presentazione di Marche in Bike, la nuova proposta turistica patrocinata da Tu.Ris.Marche, con il contributo del GAL Fermano e in collaborazione con l'associazione locale di guide cicloturistiche certificate Asd 43 Outcycling.

“Un percorso – interviene subito l'ospite dell'evento, il Sindaco di Campofilone Gabriele Cannella – che comincia oggi, con la raccolta di frutti di tutte quelle amministrazioni che hanno investito nel corso di questi anni. La Valdaso è un luogo affascinante; è ora di portare qui i turisti”. Una valle ridente ed accogliente quella della Valdaso, paesaggisticamente rilevante, che ingloba al suo interno storia, cultura, cibo, aspetti assai significativi, se non identitari, di un territorio. “Qual è il futuro della Valle? - si domanda la facilitatrice del Pil Ecotour Valdaso Alice Nonnis – grazie ai fondi del Gal, che ha creduto in noi, stiamo creando le basi di un sistema di rete per un turismo sostenibile e di propulsione giovanile. Le imprese che partecipano al progetto integrato dell'Ecotour credono molto in questo. C'è stato e c'è tuttora un coordinamento spettacolare tra le varie realtà, artigianali ed agricole, coinvolte”.

A spiegare, nello specifico, Marche in Bike, il presidente di Tu.Ris.Marche Andrea Marsili che non perde occasione di sottolineare come il servizio turistico offerto sia altamente specializzato in ciò che propone: “Marche in bike è opportunità; vuol dire tessere reti e creare pacchetti tematici. Abbiamo 20 bici a disposizione e sviluppato un portale dove chiunque può richiedere informazioni, dove è possibile scegliere e prenotare, tra le diverse categorie di percorsi, tour privati, eventi di gruppo, team building, viaggi all inclusive, percorsi enogastronomici, al costo di 45 Euro per tour, un prezzo più che ragionevole che rimane sotto la soglia di mercato, compreso di degustazione o visita alle aziende agricole connesse. Tessere reti vuol dire instaurare rapporti con le realtà artigianali del luogo, i borghi, le persone e la bici può farlo in maniera sostenibile”.

Il target a cui è rivolto il servizio è il turista italiano, ma anche straniero; è un ciclista amatore, ma anche amante della natura. Perché i tour con guida? Perché solo così si può conoscere un territorio fin dentro le sue viscere, garantendo un'accessibilità totale al luogo e una qualità esperienziale, basata sulla sostenibilità ambientale e sul concetto di turismo lento, di grande impatto. I tour proposti, come garantisce il referente di Asd 43 Outcycling Erri Morlacca, prevedono percorsi semplici con dislivelli affrontabili: “il nostro servizio sarà di accompagnamento con guide turistiche ed istruttori, esperti formati nel settore, per turisti sia italiani che stranieri”.

All'incontro presente anche il consigliere regionale Andrea Putzu, Commissione Turismo, che sottolinea come il progetto sia davvero utile per un territorio che ha grandi possibilità: “la Valdaso è da sempre molto attiva, per i comuni e per i privati. Questo progetto raccoglie tutto ciò che c'è da raccogliere in un territorio, come i borghi, veri punti di forza delle Marche. Che questo progetto faccia anche da riferimento per tutto il circuito della regione. Occorre dare risposte, perché il turismo soffre, per la pandemia, per la guerra, per l'economia che non va. In questo senso non si può fare turismo senza delle infrastrutture adeguate. Bisogna immaginare il fermano del futuro e la promozione fa la differenza”.

Dello stesso parere anche Michela Borri, presidente Gal Fermano, che rimarca la vitalità e dinamicità di un territorio, che molto difficilmente in passato riusciva ad intercettare grandi risorse pubbliche: “Sicura che questa iniziativa avrà il suo successo. Il pubblico e il privato in questo progetto sono andate all'unisono e la Valdaso è la dimostrazione di questo connubio perfetto”. Sulle potenzialità straordinarie della Valdaso, il presidente dell'Ecomuseo della Valdaso Ercole D'Ercoli non ha dubbi: “la differenza noi la facciamo anche con la gastronomia. Orgogliosi di essere arrivati fino a qui, grazie alla tenacia e alla volontà di promuovere un territorio come questo”.

Obiettivo primo del progetto è quello di far sentire il visitatore non un semplice turista che visita il luogo, ma parte integrante di una realtà profonda, radicata nel territorio e fatta di autenticità: “bisogna instaurare un rapporto con il turista – commenta Roberto Ferretti, presidente AgriturAso nonché ambasciatore per le Marche con il progetto “Marche in Valigia” - introdurre il visitatore nel mondo del borgo, nella storia del luogo, in modo che non si senta un consumatore finale di un prodotto offerto, ma un generatore di valore, che si arricchisca da un punto di vista umano. Questo è turismo relazionale integrato”. Sull'autenticità ribatte anche Federico Scaramucci, presidente Tour Operator Marche Inside Live, confermando uno sviluppo locale che il territorio deve compiere costantemente per crescere in termini di identità, concetto sottolineato anche dal consigliere provinciale nonché vicesindaco di Ponzano di Fermo Diego Mandolesi, e di attrattiva, non solo nei periodi estivi, ma in tutte le stagioni dell'anno, garantendo flussi stabili di visitatori. Infatti, altro punto fondamentale di Marche in Bike è proprio la destagionalizzazione dei flussi turistici.

“Questa è un'esperienza di rete vera e il progetto è la prova che si può fare, si può lavorare insieme. Comunque vada, sarà un successo. Ci ritroveremo qui, nel 2023, con i numeri alla mano che ci diranno che avevamo ragione” le parole conclusive di Alice Nonnis sulla questione del Pil Ecotour Valdaso.








Questo è un articolo pubblicato il 08-05-2022 alle 15:34 sul giornale del 09 maggio 2022 - 372 letture

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