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L’architetto che fa l’orto, l’Orto di Casa

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di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


L'orto di casa, come dire avere l'orto pur non avendo la terra sotto casa. Perché la terra, il pezzettino di terra per intenderci, lo si può avere aderendo all'associazione che si chiama proprio L'orto di casa. L'idea è venuta quattro anni fa a Stefano Fortuna. Anzi, all'architetto Fortuna, perché Stefano è laureato in architettura d'interni e design. Dopo aver studiato a Firenze e a Venezia è tornato a Fermo. A casa sua si è sempre parlato di campagna, di coltivazioni, di terreni.

Orbene, la casa di suo nonno Gino, deceduto qualche anno fa, con l'appezzamento accanto stava per essere venduta. È stato allora che Stefano ha detto: no, si potrebbe fare altrimenti, potrei riscattarla e farci qualcosa di agricolo. Ed ecco l'idea divenuta progetto: dare alle famiglie la possibilità di avere a disposizione un fazzoletto di 80 metri quadrati. Un affitto, insomma, dove raccogliere i prodotti di stagione. «Se non avete un terreno – scrive Stefano in una mini brochure – oppure il tempo o il pollice verde, potere affittare un orto tutto vostro, viverlo e raccoglierne i frutti». A tutto il resto pensa lui, l'architetto/contadino con qualche collaboratore che, spesso sono gli stessi affittuari, le stesse signore che si sono associate. Più che pensare è un fare: lavorare l'orto, concimarlo con letame maturo, irrigarlo, difenderlo con rimedi naturali e piantarlo.

Quando lo vado a trovare in via Girola Valtenna, 113, in territorio di Fermo, Stefano sta finendo di piantare lattuga e meloni. Lo ha già fatto con melanzane, peperoni, zucchine, pomodori, sedano, prezzemolo, basilico e peperoncino. Saranno i prodotti della primavera/estate. Sì, perché, camminando per i due ettari di terreno, attraversiamo dei rettangoli.

«Questo è stato l'orto dell'inverno scorso», mi spiega, «Questo sarà l'orto della primavera/estate, quest'altro del prossimo inverno...». Per capirci, Stefano effettua una rotazione del campo: un pezzo alla volta, un pezzo per stagione. Quindi, riposo, avanzamento e ripresa.

Ci tiene a dire che vengono piantati solo ortaggi di stagione «rispettando così i tempi naturali della terra». Poi, l'invito: «Chi affitta, anche stagionalmente l'orto, potrà passare qui del tempo all'aria aperta». E magari, come ricorda, scambiarsi ricette di cucina e barattare ortaggi.

Ogni scacco di 80 mq. soddisfa le esigenze di 5-6 persone. L'associazione ne ha messe insieme una quarantina.






Questo è un articolo pubblicato il 06-05-2022 alle 15:32 sul giornale del 07 maggio 2022 - 336 letture


adolfo leoni




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