Nel 1986 terzo spareggio salvezza della Fermana, vinto contro il Canosa

5' di lettura 03/05/2022 - FERMO - Con la storia degli spareggi salvezza dei canarini arriviamo negli anni Ottanta: dopo essere scesi dalla serie C2 i gialloblù evitano una seconda retrocessione battendo i pugliesi due volte, a Fermo (3-0) all'ultima giornata per l'aggancio in classifica e poi ai rigori (4-2) nello spareggio sul neutro di Castel di Sangro dove si registrò il primo grande esodo di tifosi.

L'annata 1985/86 rappresenta una svolta con una rifondazione societaria: retrocessione dalla serie C2 appena conquistata e patron Balestrini si fa da parte dopo una quindicina di anni di presenza ininterrotta. I factotum Valentini e Chiodini iscrivono la squadra nel campionato Interregionale ma poi lasciano, l'ex presidente Santini si era dimesso già mesi prima. La srl viene sciolta, nasce la nuova AFC (Associazione Fermana Calcio) che eredita titolo sportivo, giocatori, storia e tifo. I soci sono solo tifosi, anche il sindaco Emiliani partecipa alle assemblee. Presidente l'onorevole Enrico Ermelli Cupelli, vice sono Antonio Porto, Enrico Ulissi e Palmiero Alici Biondi. Sponsor per il terzo e ultimo anno conecutivo Conceria Sacomar degli eredi Santori (dopo l'impegno diretto in società della stessa impresa negli anni Sessanta).

Allenatore Alberto Baldoni (50 anni, lo stesso di sette anni prima, che nel frattempo aveva allenato anche la Primavera dell'Ascoli e il Chieti), con vice sempre Mariano Pavoni, e allestiscono una squadra giovane: confermati solo Bonaldi, Emili, Beato e Agliottone con i più i giovani della Berretti che avevano esordito l'anno prima. Ritiro precampionato in ritardo a Belmonte.
La rosa è irrobustita in corsa con altri giocatori giovani, lo stopper Sergio Alesiani i terzini Vincenzo Borchia e Gianni Vitaletti, i centrocampisti Roberto Avanzolini, che dopo due gare di coppa partirà militare in prestito alla Santarcangiolese e tornerà l'anno dopo, Gastone Mariotti e il fermano Gianluca Ferroni.

L'impatto con il campionato dopo la rifondazione è difficile e il girone di andata disastroso, la Fermana chiude a 7 punti! (dopo 15 gare è record storico negativo e lo sarà fino al 2000). Una sola vittoria, 5 pareggi e 9 sconfitte, eppure la squadra gioca con tanta voglia ma fallisce molti gol.
Dopo la sconfitta a Penne, Baldoni è esonerato, allenatore diventa il secondo Mariano Pavoni che proseguirà fino al termine dopo una fugace apparizione del senigalliese Piero Camozzi che non trova l'accordo e dirige solo qualche allenamento. Proprio come nel 1973 il bravo allenatore locale si prende la "patata bollente" e come quella volta raggiungerà l'obiettivo.

A dicembre, subito dopo l'esonero di Baldoni, dalla Spal arriva Antonio Capone, punta, 32 anni (84 presenze e 12 gol in serie A col Napoli; 78 presenze e 22 gol in B con Brindisi, Avellino, Pistoiese e Lecce; 134 presenze e 21 gol in C con Salernitana, Modena e Spal): un ingaggio determinante.

Nel girone di ritorno, con Pavoni in panca, Bonaldi e Capone in campo, c'è la riscossa; la Fermana vince tutte le partite interne tranne quella col Chieti (degli ex Orazi e Di Carlo), poiché la vittoria per 3-2 è negata dal direttore di gara che al 92' concede ai neroverdi un rigore che fa infuriare tutti; nel dopopartita arbitro e ospiti assediati per ore, viale Trento invasa dai tifosi e traffico costretto ad una deviazione. Fuori casa due pareggi nei derby a Monturano (con sassaiola e feriti) e Tolentino.

I gol di Bonaldi e Capone (23 in due), permettono la rimonta ed evitano la seconda retrocessione battendo all'ultima giornata a Fermo in uno stadio strapieno la diretta avversaria Canosa che viene agganciata in classifica grazie al punteggio di 3-0 che pareggia il 4-1 dell'andata. Dopo il gol su rigore di Capone e quello di Mariotti, il sigillo determinante per aver diritto allo spareggio è del giovanissimo fermano doc Pelliccetti che fa esplodere lo stadio (foto di copertina di Manilio Grandoni).

Campo neutro il "Patini" di Castel di Sangro (dove la squadra locale è già di proprietà di Gabriele Gravina), con una ottima cornice di pubblico e il primo grande esodo dei tempi moderni (vedi galleria fotografica in basso), dopo lo 0-0 al termine dei supplementari, ai rigori è 4-2, anche qui c'è un sigillo di un giovane fermano: Marcotulli; gli altri invece sono dei senior Bonaldi, Emili e Capone.

È il terzo spareggio salvezza vinto dopo quelli del 1951 e del 1954 e anche i prossimi tre (che si chiamerano playout in serie C1) vedranno i canarini vincere sempre.

Dopo quattro stagioni, 118 presenze e 48 gol tra campionato e coppa, Bonaldi al termine stagione lascia la Fermana e intraprende la carriera di allenatore-giocatore con l'Urbania; lascerà un bel ricordo per le sue leggendarie punizioni-bomba, per essere stato un calciatore dal grande carisma in campo e fuori e sarà annoverato tra i giocatori più importanti nella storia canarina. Anni dopo inizierà a curare una scuola calcio ad Avezzano.

Ironia della sorte: dopo aver evitato quest'anno sul campo la seconda retrocessione consecutiva, la Fermana scenderà egualmente nel campionato di regionale di Promozione due anni dopo (proprio come capitato negli anni Cinquanta) ma in questo caso per inadempienza societaria.

(LA MAGGIORANZA DELLE FOTO È DI MANILIO GRANDONI, CHE SI RINGRAZIA)


30. giornata - 4 maggio 1986: FERMANA-CANOSA 3-0
FERMANA: Schiavi, Vitaletti, Borchia, P. Ferroni, Alesiani, Agliottone, Traini, Mariotti, Bonaldi, Capone, Pelliccetti (71’ G.Ferroni). All. Pavoni.
CANOSA: Filannino, Verderosa, Serafino, Capriati, Luisi, Moriello, Lattanzi, D’Ascoli (87’ Fiorilli), D’Errico, De Pasquale, Di Roma (46’ Notariale). All. Cavallaro (squalificato, era in tribuna).
ARBITRO: Iovine di Torre Annunziata.
GOL: 4’ rig. Capone, 29’ Mariotti, 66’ Pelliccetti.

SPAREGGIO SALVEZZA
Stadio "Teofilo Patini" di Castel di Sangro, 18 maggio 1986 - FERMANA-CANOSA (0-0 dts, 4-2 dr)


FERMANA: Schiavi, Vitaletti, Borchia, Emili, Alesiani, P. Ferroni, Pelliccetti, Mariotti, Bonaldi, Capone, Traini (86’ Marcotulli). All. Pavoni.
CANOSA: Filannino, Lattanzi, Cornacchia, Serafino, Luisi, Limone, Fiorilli (81’ De Sandoli, 107’ Di Roma), Capriati, D’Ascoli, De Pasquale, Notariale. All. Cavallaro.
ARBITRO: Ravelli di Bergamo.
Sequenza rigori: Bonaldi (rete), De Pasquale (fuori), Pelliccetti (parato), Serafino (rete), Marcotulli (rete), Lattanzi (palo), Emili (rete), Di Roma (rete), Capone (rete).

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Paolo Bartolomei


Questo è un articolo pubblicato il 03-05-2022 alle 12:40 sul giornale del 04 maggio 2022 - 456 letture

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