Dal cratere alla solidarietà. La squadra dei donatori fermani e piceni al fianco dell’Ucraina

4' di lettura 06/04/2022 - Dai piccoli Comuni ai privati, passando per il terzo settore, tanti hanno collaborato alla missione soccorso in Ucraina promossa da Scuola Italiana Prot. Civile e Progetto Sisma. Oltre 10.000€ di materiale donato e formazione sul campo. Consegnate ieri le attrezzature per i soccorritori. “Strumenti per estrarre persone dalle macerie e molto altro”. Lusek coordinatore dell’operazione: “Nostri donatori decisivi, a loro va il grazie più grande. E non si dica che fermano e piceno siano un territorio diviso, questa operazione dimostra il contrario”.

“Nella solidarietà e nell’aiuto a chi è in difficoltà, noi siamo fenomenali, dei veri fuoriclasse”. A dirlo è Francesco Lusek, esperto in materia di emergenza e coordinatore del Progetto Sisma, che insieme alla Scuola Italiana Protezione Civile, ha organizzato l’ultima missione di soccorso in Ucraina, targata dal “territorio fermano-piceno”.

L’intera operazione, infatti, è stata resa possibile dalla solidarietà e generosità di donatori locali. “Mentre eravamo al centro di raccolta della Protez. Civile di P. S. Giorgio, abbiamo intercettato la richiesta Oleksandr Kokhan, un ragazzo ucraino che ci ha informati sulla situazione di soccorritori e operatori impegnati nelle aree di conflitto".

In una guerra come quella in Ucraina, oltre ad aiuti per profughi e civili, serve fornire assistenza anche agli stessi soccorritori. “Con Oleksandr abbiamo contatto gli operatori del posto, che hanno spiegato le loro necessità più urgenti – spiega Lusek – avevano carenza di materiali e necessitavano aiuto concreto per estrarre persone da edifici bombardati”.

La macchina della solidarietà: “Nel giro di poche ore, ci siamo messi in contatto con il Direttore della Scuola Italiana Protez. Civile, insieme al quale ho stilato un programma per recuperare strumenti, materiale ed attrezzature – sottolinea Lusek – mi sono subito rivolto a chi sapevo potesse darmi un aiuto concreto ed è così che si è creata la rete della solidarietà”.

Dal fermano al piceno, all’appello di Lusek hanno risposto in molti: dai Comuni del cratere ai privati, dalle Associazioni al Terzo Settore, ognuno ha dato il suo contributo senza batter ciglio. Ecco i donatori del territorio fermano e piceno che hanno contribuito: UNPLI Marche con il Presidente Silla e il Consigliere Borroni, Protezione Civile di PSG con il coordinatore Pazzi, Carabinieri di PSG con il comandante Spina, Croce Verde SBT con il Presidente Galieni, Comune di Monte Rinaldo con il Sindaco Borroni, Comune di Montefalcone con il Sindaco Grifonelli, Coro La Cordata con il Presidente Di Buo' e le aziende GV Medicali, Acciarri Costruzioni e Edilizia Piersanti.

Una rete solidale che ha unito Fermano e Piceno: “I nostri donatori sono stati decisivi in questa operazione, hanno dimostrato grande collaborazione, rispondendo subito alla richiesta – ribadisce Francesco Lusek – non era scontato dessero una mano, viste le difficoltà che il nostro territorio sta attraversando, ma hanno voluto essere presenti, facendo un passo avanti verso chi soffre. A loro va il grazie più grande. E non si dica che fermano e piceno siano un territorio diviso, questa operazione dimostra il contrario”. Una grande squadra di donatori capace di creare una rete solidale di primo livello, d'altronde noi nelle emergenze non ci tiriamo mai indietro.

Tanto il materiale acquistato e consegnato grazie alle donazioni: “Gli strumenti e le attrezzature per i soccorritori ucraini sono state consegnate ieri – spiega Lusek – ci siamo incontrati al confine tra Ucraina e Romania, portando i materiali con pullman e aereo. Oltre 10.000€ di strumentazioni, tra attrezzature tecnologiche per estrarre civili dagli edifici bombardati, tende, brandine ed equipaggiamento vario. In più, grazie a Renato Pelacani, tecnico del Progetto Sisma, abbiamo formato i soccorritori del posto per un corretto utilizzo del materiale donato”.

Dal cratere sismico al conflitto ucraino: “Il territorio fermano e piceno ha affrontato diverse emergenze negli ultimi anni, ovvio diverse dalla guerra, ma sa cosa significa essere in difficoltà ed è bello vedere Comuni del cratere o privati che hanno affrontato il sisma, decidere di dare il loro contributo in missioni del genere – sottolinea Lusek – noi operatori sappiamo cosa vuol dire operare tra le macerie, lo abbiamo fatto con i terremoti dell’Aquila e del Centro Italia, oltre all’emergenza di Rigopiano e volevamo mettere la nostra esperienza al servizio degli altri”.

Toccando con mano la situazione del conflitto, che situazione ha trovato? “Il quadro generale è simile a quello raccontato in tv. Molti profughi stanno scappando, ma allo stesso tempo tanta gente rimane per attaccamento al territorio – afferma Francesco Lusek – riguardo ai soccorsi, ho trovato operatori molto operativi e pronti. C’è un grande senso di programmazione, facilitato da un’organizzazione gerarchica, ma si respira un'aria di tensione per i continui attacchi. Ovvio, su determinati strumenti e attività da svolgere ci sono differenze marcate con la nostra realtà. La formazione che abbiamo fornito sarà loro di aiuto".

Insomma, un'operazione made in Marche, realizzata grazie alla collaborazione del territorio fermano e piceno. Una prima missione-soccorso, alla quale seguiranno ulteriori interventi a livello nazionale.








Questo è un articolo pubblicato il 06-04-2022 alle 12:42 sul giornale del 07 aprile 2022 - 334 letture

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