Scuole fermane a rischio. Classi cancellate? Dalla montagna alla zona costiera rischiano tutti

3' di lettura 30/03/2022 - Tagli al sistema scolastico, pluriclassi e sezioni a rischio. Continua la manovra dell’Ufficio scolastico regionale, che rispecchia le direttive del Ministero dell’Istruzione. Sul tavolo accorpamenti e ridimensionamento delle scuole. A rischiare sia la zona montana che i Comuni della costa. Sindaci e Provincia cercano una strategia comune.

Sembra non esserci pace per il sistema scolastico regionale ed in particolare per quello fermano. Dopo le lotte e le discussioni della scorsa estate tra Sindaci e U.S.R, che vi abbiamo raccontato in prima persona, in questi giorni è tornato prepotente il rischio di nuove chiusure e rinnovati tagli per le scuole del territorio fermano.

Nei mesi passati, come anticipato, molti erano stati i Comuni che avevano subito questa manovra di depotenziamento scolastico, soprattutto nelle aree interne o presso la zona montana. Gli Istituti si sono visti cancellare intere sezioni o classi soppresse. Poche erano state le realtà in grado di superare indenni questi tagli al “sistema scuola”, su tutti i Comuni di Montefalcone e Smerillo, che sono riusciti a mantenere attiva ed a pieno regime la Scuola media.

Ora, dopo meno di un anno, il rischio si è di nuovo palesato e stavolta a farne le spese potrebbero essere anche le scuole dei grandi centri provinciali. Uno su tutti Montegiorgio, che rischia seriamente di non ottenere una classe dell’Agraria, a seguire Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a mare, che potrebbero vedersi accorpare le due sedi dell’Istituto Urbani. Da non dimenticare le situazioni di Campofilone, Magliano di Tenna, Montottone e Francavilla d’Ete, dove i Sindaci stanno facendo i conti con il concreto rischio di tagli e riduzioni per quanto riguarda scuole elementari e medie.

Quadro simile anche quello per le aree interne e le zone montane, con Amandola che potrebbe vedersi accorpate alcune classi dell’Istituto Tecnico Economico, oltre ai borghi fermani costantemente a rischio difronte a questi tagli del sistema scolastico. “Senza la scuola qui non ci sarebbe più niente”, ci dissero tempo fa alcuni cittadini di un piccolo Comune. Come dargli torto. D’altronde in una zona come quella montana, danneggiata dal sisma, da una ricostruzione mai veramente partita e dalla recente pandemia, la Scuola rappresenta il fattore principale ed essenziale che spinge famiglie e giovani coppie a restare. “Le Chiese sono ancora tutte terremotate, almeno lasciateci la Scuola”, ci dissero a suo tempo.

In totale sarebbero 15 le classi a rischio chiusura, ma il numero potrebbe aumentare nei prossimi mesi. Nella giornata di ieri, intanto, c’è stato un importante incontro tra Giorgia Latini Assessore Regionale alla cultura ed il Ministro dell’Istruzione Bianchi. Sul tavolo proprio queste tematiche: rischio pluriclassi, perdita di autonomie scolastiche, accorpamento e soppressione di sezioni. L’Assessore Latini ha presentato queste criticità, riportando la preoccupazione dei cittadini dei piccoli Comuni, che devono fare i conti anche i disagi creati dalle infrastrutture e di conseguenza avrebbero notevoli difficoltà a spostarsi per raggiungere le Scuole nei grandi centri, con l’annesso rischio del sovraffollamento delle classi. La richiesta dell’Assessore, in altre parole, era quella di mantenere lo stesso organico dell'anno passato.

Nel frattempo, i Sindaci fanno sentire la loro voce, ribadendo come il depotenziamento del sistema scolastico aggravi il fenomeno dello spopolamento, da diversi anni la piaga del territorio fermano. In contemporanea, gli Amministratori locali e la Provincia stanno cercando una strategia comune per sopperire a questa problematica, evidenziando le criticità maggiori in vista del prossimo anno scolastico. Sul tavolo della discussione, carenza del personale scolastico, classi a rischio in tutti gli ordini scolastici ed un fronte unito in risposta alla manovra dell’U.S.R.












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