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Il TEDxFermo ottiene il “consenso” del Teatro dell’Aquila. Tre ore, nove speaker e tanta emozione!

6' di lettura 20/03/2022 - Il Teatro dell’Aquila è forse il luogo più adatto per ospitare questo evento. Nove speaker hanno parlato di senso e consenso. Il merito di questo successo è tutto del team spettacolare di TEDxFermo.

E anche quest'anno i 100 fortunati spettatori del TEDxFermo sono tornati a casa soddisfatti e soprattutto trasformati. Qual è il segreto di questo evento? Sicuramente un fondatore speciale, Giuseppe Visi, e il suo team di volontari super professionali e intraprendenti. Quando Visi parla del TED emana una luce accecante. Il suo intervento iniziale è riassumibile in un solo enorme grazie. Ringrazia il suo gruppo, e ringrazia il pubblico per aver acquistato il biglietto senza conoscere il programma dell'evento. “Da ragazzino pensavo di voler cambiare il mondo. Ted mi ha insegnato che per farlo, devo partire da me stesso e da ciò che mi circonda”.

La meravigliosa presentatrice Velika Papiri, un misto di eleganza, professionalità ed emozione, racconta un po’ di storia. Infatti, l’idea del TED è partita nel 1984 nella Silicon Valley, e ieri sera – nella sua versione “x”, ovvero indipendente – è arrivata sul palco del Teatro dell’Aquila. E il pubblico, anche quest’anno, ha gradito il format e le voci dei nove speaker, che si sono cimentati in un discorso di 18 minuti sul tema dei cinque sensi e del consenso, parlando a una platea composta perlopiù da giovani (con una ascoltatrice “speciale” di soli 11 anni!).

Ed è proprio ai ragazzi che si rivolge il primo speaker, Andrea Della Valle, uno degli uomini più facoltosi al mondo secondo Forbes. La sua visione dei giovani si allontana da quella di molti imprenditori: “Siete voi che ci date le idee, siete voi che ci aiutate a creare uno storytelling del futuro”. Per l’amministratore delegato di Tod’s “consenso” significa essere sensibili e captare delle idee innovative in tutto ciò che ci circonda. “Un ultimo consiglio ai giovani? Uscite dalla comfort zone!”.

Con Marco Baldi, invece, si fa un salto nel mondo della crittografia. E si parte dalla storia: la crittografia esiste sin dai tempi dei romani, dal cifrario di Cesare. Ma dove siamo arrivati oggi? Siamo arrivati all'era Smart, che ci permette di avere la crittografia in tasca. È proprio la crittografia che ci aiuta a proteggere la nostra attività. Una breve lezione su Dark Web e Bitcoin è utile per ritrovare il dissenso e il consenso anche in questo campo.

Il sommelier Guadalberto Compagnucci parla del “senso dei nostri sensi”, ovvero come i sensi collaborano tra loro. Solo impiegando tutti e cinque i sensi riusciamo a godere di un buon vino o di un cibo prelibato. I sensi si influenzano l’uno con l’altro: “Per esempio l’olfatto incide molto sul gusto come quando ci tappiamo il naso e non sentiamo i sapori. La bocca, invece, è anche tattile e ci permette di riconoscere cosa mangiamo” spiega.

Raccontare l’intervento di Massimiliano Sechi è davvero difficile, perché il contagioso entusiasmo nelle sue parole è indescrivibile. Tutto il discorso può essere racchiuso in una frase: “Finché non ameremo il nostro corpo non riusciremo ad essere al 100% noi stessi”. Spiega: “La diversità mi ha spaventato moltissimo, io per primo non mi sono dato il consenso. L'unico modo per farci amare è darci il consenso noi stessi”. Nonostante Massimiliano sia stato costretto a rimanere in Sardegna a causa della febbre, ha esposto il suo messaggio da remoto, guardando dritto nella webcam: “Datevi il consenso di essere felici e di essere voi stessi!”

Poi, al centro del palco una sedia vuota. Quando entra Annalisa Minnetti il teatro si riempie di luce. Durante il racconto della sua storia, il pubblico è ammutolito. È incredibile con quanta forza Annalisa ammette: “Quando ho scoperto che sarei diventata cieca ho sentito liberazione. Finalmente sarò diversa dagli altri e non sarò più sola. Io non vedevo più la luce, perciò sono diventata luce. Non sono disabile, ma specialmente abile”. Alla fine, Annalisa decide di scaldare il cuore del pubblico del TEDx con un’esibizione canora, come degna conclusione del suo toccante discorso.

Lo Chef Mauro Uliassi parla di sensi e memoria, dopo essersi lamentato scherzosamente dello spoiler di Compagnucci. In sintesi, Uliassi crede fermamente che lo chef abbia bisogno di agganciarsi a un ricordo da cui partire per creare del nuovo. Interessante il parallelismo finale tra cibo e amore: “Mangiare cibo buono è come fare l'amore, tramite i sapori si raggiunge l'estasi. Sia l'amore che il cibo coinvolgono i 5 sensi e sono necessità primarie”.

Per il pubblico è il momento di un tuffo nell'infanzia e nell'adolescenza di Justine Mattera in America. Per la sesta speaker, l’approvazione è importantissima. Ma chi ha l’ansia di piacere a tutti è costretto a sacrificare la propria personalità e a indossare una maschera. Anche Justine era intrappolata in una maschera. “Ma come dimostrare che ero anche altro? Mi sono buttata su qualcosa che per me era difficilissimo, come il teatro. Così ho capito che tutti noi possiamo fare tante altre cose se ci allontaniamo dalla maschera che la gente ci costringe ad indossare. Il successo? A volte ce l’hai, a volte no. Ma lottare per sé stessi… questo sempre!”

Gianluca Marinangeli racconta una storia sbalorditiva, di un topino salterino che gli ha insegnato il senso del consenso. Racconta così la sua esperienza di Clown terapia, che gli ha insegnato come affrontare il rifiuto. Proprio da questa esperienza è nato il topino ballerino, creato con dei palloncini, che ha reso felice una bambina malata che non aveva voglia di ridere. “Il suo consenso mi ha aiutato a capire che non bisogna mai avere pregiudizi e che è necessario instaurare relazioni spontanee. Prendiamoci il lusso di ascoltarci e di ascoltare” conclude Marinangeli.

Secondo Claudia Barberis essere bravi è una trappola. La bravura non è il fine, ma è un modo per raggiungere i nostri obiettivi. Raccontando del suo primo incarico, Barberis giunge alla conclusione che alle persone non interessa se siamo bravi fino a quando non siamo rilevanti per loro. Anche nel lavoro il rapporto deve andare oltre e basarsi sulla relazione e sulla collaborazione. Le sue ultime parole sono perfette per chiudere la serata: “Essere i migliori non serve se non c'è un noi”.

Ormai è notte fonda al Teatro dell’Aquila ed è il momento dei saluti. Prima, però, viene proiettato un piccolo video sulla Lega del Filo d’Oro, sostenitore ufficiale del TEDxFermo. E finalmente è l’ora dei festeggiamenti sul palco, delle foto, dei balli e delle risate. È il momento degli abbracci tra i membri dell’incredibile team di TEDx Fermo, che anche quest’anno è riuscito a realizzare un evento indimenticabile, trasmettendo tutta la passione e l’impegno. Le luci si abbassano, la tensione si allenta e i ragazzi possono godersi il meritato successo.

Se non eri tra i 100 fortunati, non temere! Tra qualche settimana gli speech verranno pubblicati integralmente su Youtube e sulle pagine social dell’evento.

[Foto di Federico Lanciotti, gentilmente concesse dall'Ufficio Stampa dell'evento]


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da Silvia Cotechini







Questo è un articolo pubblicato il 19-03-2022 alle 16:50 sul giornale del 20 marzo 2022 - 605 letture

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