“L’amico di tutti” è Paolo Camilli: sold-out lo spettacolo al Teatro delle Api [intervista]

3' di lettura 05/03/2022 - Dal suo debutto ai Teatri di Vita di Bologna alla prima rappresentazione in terra natìa: Paolo Camilli sarà domenica 6 marzo al Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio con lo spettacolo “L’amico di tutti”, scritto e ideato da Camilli, in co-work per la messa in scena con Moira Angelastri e Andrea Cappadona.

Comico, attore, autore. Lo conosciamo per le svariate partecipazioni a serie e programmi televisivi, ma lo conosciamo anche per i suoi divertenti e a volte irriverenti sketch, i video e le canzoni, che sotto ad una chiave comica nascondono un messaggio sociale.

Paolo, mi racconti un po’ dello spettacolo?

“Il motore dello spettacolo è l’amico immaginario, che ricontatta quello che un tempo era il suo amico bambino e ci parla a distanza di anni. Attraverso vari personaggi si va a indagare quanto la società ci ha creato insicurezze e modificato le nostre autenticità”. È un viaggio onirico, un monologo in cui la linearità drammaturgica classica lascia il posto alle personalità nude e crude dei personaggi, o meglio, detto con le parole dell’autore “è come se prendessi una lente deformante e mostrassi ciò che facciamo tutti i giorni senza rendercene conto”.

Assicurato il coinvolgimento emotivo del pubblico, perché ogni spettatore rappresenta il bambino che è diventato adulto e tutti noi siamo stati bambini con un amico immaginario. Si parlerà di omofobia, razzismo, della famosa polemica sul gender, per la quale si affronterà la tematica con personaggi potenzialmente femminili, inediti e costruiti appositamente per parlare di questi argomenti, ma sotto sotto “c’è anche lo zampino di Dora” (confessa Camilli).

Si può dire che vuoi mandare un messaggio di apertura con questo spettacolo? “Assolutamente sì, è proprio lo scopo dello spettacolo. Ho scelto di fare uno show comico che tratta tematiche sociali che sono mie o per le quali mi sento empatico”.

L’amico di tutti è stato un successo sia a Bologna che a Roma, ma che effetto fa presentarlo per la prima volta nelle Marche, in particolare il 6 proprio a Porto Sant’Elpidio, in quella che è casa tua?

“Sono molto emozionato, torno da adulto portando la parte più autentica di me. Torno a restituire il mio vissuto trasformandolo in qualcosa di creativo. Mi sento messo a nudo perché torno sotto un’altra veste e mi mostro senza filtri, ma con la forza e il coraggio di non aver paura di comunicare un mio messaggio”.

Anche al Teatro delle Api, come nelle due date precedenti, lo spettacolo è andato sold-out dopo pochissime ore. “Non me l’aspettavo – commenta sinceramente – ma mi fa molto piacere”.

Ora che vivi a Roma da dieci anni, ti senti più romano o più marchigiano? “Negli ultimi anni mi sto riappropriando della mia marchigianità, dapprima volevo staccarmene e invece ora, soprattutto negli ultimi anni, sto apprezzando tanto le Marche sotto vari aspetti, anche a livello di paesaggio. Ora mi sento un mix, forse mi sento più marchigiano a Roma che un romano con origini marchigiane”.


di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 05-03-2022 alle 05:16 sul giornale del 05 marzo 2022 - 436 letture

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