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Intervista a Massimiliano Sechi, speaker del TEDxFermo: “Niente scuse: siete voi i responsabili della vostra felicità”

7' di lettura
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da Roberta Ripa

fermo@vivere.it


Un’emozionante intervista a Massimiliano Sechi, campione di e-sport, life coach, mentor e CEO di No Excuses, tra gli speaker più attesi del secondo TEDxFermo, che si terrà il prossimo 18 marzo al Teatro dell’Aquila.

Massimiliano Sechi è l’emblema di come con la determinazione e la forza di volontà si possano vincere sfide inimmaginabili e abbattere barriere insormontabili, di come la diversità sia unicità, di come i limiti siano fatti per essere superati e i pregiudizi per essere abbattuti. Massimiliano (Max) Sechi, sardo, classe 1986, è davvero un personaggio straordinario che bisogna conoscere partendo prima di tutto dalla sua vicenda personale. Max nasce infatti con una grave malformazione, la focomelia, che ha impedito il completo sviluppo dei suoi arti, problematica a causa della quale sin da piccolo ha dovuto combattere il pietismo e il pregiudizio delle persone. Nonostante la sua condizione, il cyberbullismo e i limiti fisici, la sua tenacia e la sua determinazione lo hanno portato ad essere prima fisicamente indipendente e poi ad ottenere più volte il titolo di Campione del Mondo negli eSports, a diventare uno speaker internazionale ed essere ingaggiato, come Life Mentor, da molte realtà di successo. Oggi Max è CEO della No Excuses srl e TRAINER della NOEXCUSES Academy, nonché Fondatore e Presidente dell'Associazione Niente Scuse ONLUS; la sua mission è quella di aiutare aziende e privati, con il suo metodo, a prendersi la piena responsabilità della propria felicità e dei propri risultati, appunto “senza scuse”. Nel 2018, Sechi è stato insignito dell’Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana dal Capo dello Stato Mattarella “per il suo encomiabile esempio di reazione alle avversità, spirito costruttivo e impegno sociale”.

La premessa a quest’intervista, per volere dello stesso Massimiliano, è che ci diamo del tu, “perché mi sento più a mio agio così!”, scherza.

Oggi Massimiliano Sechi è un coach e motivatore affermato, che tiene discorsi ispirati e parla a grandi aziende e privati; ma quando hai capito che solamente parlando potevi essere fonte di ispirazione, infondere coraggio, speranza, motivazione? In realtà, l’ho capito quando ho imparato a parlare a me stesso. Inizialmente per me le parole non avevano un gran valore, non ne capivo la forza; poi un giorno ho incominciato a parlare a me stesso in maniera diversa da come facevo di solito: questo mi ha permesso di avere un approccio totalmente diverso, di guardarmi in maniera diversa, ed è in quel momento che ho capito che la parola era uno strumento potentissimo. E oggi le parole per me sono fondamentali, un buon coach deve necessariamente saper utilizzare le parole, deve saper porre le giuste domande, veicolare messaggi importanti. La parola, oggi, è fondamentale per me.

Nel tuo lavoro di coach e formatore, quali sono le problematiche che più spesso incontri? E con la pandemia, hai notato cambiamenti nelle esigenze dei tuoi clienti?

Il mio obiettivo da coach è quello di aiutare le persone a raggiungere il proprio potenziale, o meglio, la consapevolezza del proprio potenziale. Nei miei corsi e nei miei interventi, amo sempre ripetere che ognuno deve avere “la responsabilità della propria felicità”. E ne sono fermamente convinto, perché ognuno di noi ha in mano la chiave della propria felicità, sa come essere felice: deve solo prendersi la responsabilità di agire di conseguenza, deve averne il coraggio. E alle aziende insegno, in parallelo, che per investire realmente nella crescita bisogna investire sulle persone e sulla loro felicità: si parla tanto di fatturato e numeri, ma dietro di essi ci sono persone, e persone felici, persone che capiscono di realizzare un preciso scopo in una realtà aziendale, sono doppiamente più produttive. Con la pandemia ho notato un bel cambiamento, nonché un aumento delle richieste di coaching; il lockdown ha sbattuto la realtà in faccia alla gente, costringendo tutti a una riflessione forzata sulla propria vita e quindi sulla propria felicità; così, se mentre prima della pandemia tutti noi avevamo difficoltà ad esprimere le emozioni, a capire le nostre esigenze, ora siamo ben consapevoli di cosa ci serve, siamo pronti a chiedere aiuto. Lo dimostra il netto aumento di dimissioni volontarie dal lavoro in questi ultimi anni.

"No excuses", il tuo motto e il nome della tua società; c’è stato un momento in cui hai dovuto dire a te stesso "vai avanti Max, puoi farcela, niente scuse?"

“No excuses” nasce proprio dalle sofferenze che ho vissuto in prima persona. Battendo il record del mondo negli e-sports, ho capito che non avevo scuse per dire no alla vita, per lasciarmi abbattere dalle critiche e dalla cattiveria altrui: quel no excuses, niente scuse, doveva diventare il mio motto di vita. Lì è nata anche la prima maglietta ‘noexcuses’, da cui poi è partita l’idea del contest che lo ha reso un motto virale: ognuno, inviando la propria foto con la maglietta noexcuses, mostrava cosa era riuscito a fare senza lasciare spazio alle scuse. Il mio messaggio era diventato così il motto di tantissime persone.

Entriamo più nel merito del TEDx Fermo, il cui tema è “sensi e consensi”. Parliamo di consenso: quanto conta ricevere, conquistare consensi nella vita? Il consenso può contribuire al raggiungimento della felicità?

Non so di cosa parlerò al TEDx, onestamente… anche perché solitamente mi lascio ispirare dalla platea, improvviso molto al momento. Posso dire, però, che di certo stravolgerò completamente la visione convenzionale del tema. Il consenso, a mio avviso, non è assolutamente quello degli altri. Il consenso è quello che noi stessi ci diamo: il consenso per vivere la vita che vogliamo, il consenso per essere felici.

Nel ringraziare Massimiliano per la disponibilità, attendiamo ora di vederlo sul palco del Teatro dell’Aquila venerdì 18 marzo, per il TEDx Fermo, con uno speech che promette di emozionare e stupire il pubblico.



Questa è un'intervista pubblicata il 02-03-2022 alle 11:06 sul giornale del 03 marzo 2022 - 521 letture