Ne parla tutta Italia: Nicole si rifiuta di indossare la gonna e viene costretta a lasciare il corso di sommelier

3' di lettura 09/02/2022 - Al telefono con Nicole Hesslink, la sommelier e artista fermana che si è opposta all’obbligo della gonna al corso per sommelier

Nicole Hesslink ama la moda, la fotografia, l’arte…e il vino. È nata in Vermont da padre americano e madre giapponese, ha viaggiato a lungo per tutto il mondo, ma nel 2020 ha scelto le Marche come casa sua. Vive proprio a Fermo, dove inizia a coltivare la passione per il vino. A Nicole piace sperimentare e mettersi alla prova: dopo aver lavorato come modella e come fotografa, decide di seguire questa nuova passione e si iscrive a un corso di sommelier tenuto da un’organizzazione (mantenuta anonima) per cui lavora.

E tutto procede per il meglio fino a quando Nicole si trova di fronte a una scelta che non avrebbe mai voluto (e dovuto) prendere. Tutto è scaturito dall’obbligo per le donne sommelier di indossare la gonna come parte della divisa, vincolo che la ragazza ha scoperto durante una lezione. A questo punto, Nicole chiede di poter sostituire la gonna con un pantalone elegante e la risposta è stata un secco no. Dopo che l’organizzazione ha consigliato alla giovane di rivolgersi alla sede centrale di Roma, Nicole non ha perso tempo e ha inviato subito una mail in cui chiedeva spiegazioni.

Lo scambio di e-mail tra Nicole e la sede centrale dell’organizzazione è apparso sui social, pubblicato dalla stessa Nicole sul suo profilo. Quello che più ha infastidito la ragazza è che l’obbligo è stato sancito dal Consiglio “per ragioni estetiche”. “Ciò che più mi ha turbata è stata proprio la motivazione. La gonna è imposta solo per l’estetica, non ci sono altre ragioni” spiega al telefono. Ovviamente, Nicole è consapevole dei commenti negativi sui social. Molti la accusano di aver esagerato e la rimproverano per non aver semplicemente accettato le regole dell’organizzazione. Come ammette in un video pubblicato sui social del giornale La Repubblica, anche lei ha inizialmente dubitato di sé stessa: “Mi sono chiesta: sto esagerando? Dovrei indossare la gonna e stare in silenzio? No!”. Al telefono spiega: “Preferisco sorvolare sui commenti cattivi, perché non li merito. Io ho semplicemente detto che voglio indossare i pantaloni, è una mia preferenza che va rispettata. Non ho chiesto di togliere l’obbligo e tanto meno ho mai criticato la scelta di indossare una divisa. Non mi sono mai espressa in maniera violenta”.

Di fatto, la sua testimonianza ha avuto un forte impatto sul mondo dei sommelier italiani, e Nicole si è trovata costretta a lasciare il corso che seguiva con tanta passione. Il messaggio di Nicole è chiaro: “È possibile che nel 2022 si debba parlare ancora di questo? È possibile che ancora non possiamo indossare quello che ci fa sentire a proprio agio nell’ambiente di lavoro?”. Intanto, mentre la ragazza esprime a gran voce il suo disappunto (e i giornali e i social parlano di sessismo) la sede centrale dell’organizzazione in questione si rifiuta di dare spiegazioni.






Questo è un articolo pubblicato il 09-02-2022 alle 17:40 sul giornale del 10 febbraio 2022 - 2261 letture

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